un anno di vita in montagna

Un anno di vita in montagna, soltanto per cominciare. Secondo libro in arrivo e nuovi progetti per Tommaso e Alessia al ritmo delle stagioni

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Un anno di vita in montagna, soltanto per cominciare. Secondo libro in arrivo e nuovi progetti per Tommaso e Alessia al ritmo delle stagioni ultima modifica: 2018-06-15T08:00:37+00:00 da Daniela Zora
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Tutto è nato così. Da un’esperienza di wwoofing in Val Maira, in Piemonte, alcuni anni fa, che scaccia via la polvere da un desiderio già da tempo sedimentato in entrambi: lasciamo tutto e andiamo a vivere in montagna. Così, poco più che trentenni, Tommaso D’Errico e Alessia Battistoni, abbandonano la vita cittadina, in compagnia dei loro due gatti e della cagnolina Virgola, affrontando il viaggio verso una nuova vita.

Nel loro libro “Un anno di vita in montagna” hanno saputo magistralmente raccontare la loro esperienza – del tutto nuova non essendosi mai misurati prima con la vita contadina e ancor più di montagna – guidando il lettore in un susseguirsi di appassionanti avvenimenti, consigli e riflessioni approfondite.

A tre anni di distanza dalla loro partenza da Roma, oggi, la famiglia di Tommaso e Alessia si è stabilita sull’Appennino, lasciando a malincuore la Val Maira, carica però di nuovi e stimolanti progetti. Li abbiamo seguiti in questa nuova avventura e curiosato un po’ nella loro nuova sistemazione.

Vita contadina, ma moderna

Vivere in montagna vuol dire immergersi in un mondo di forme, colori, odori, materiali; un codice da decifrare fatto di simboli a prima vista astrusi e senza senso, un linguaggio primordiale scritto negli alberi, nelle rocce, nella terra e nel vento”. Questo significa sperimentare “la necessità di sviluppare una sensorialità completamente nuova più che di calibrare la vecchia. La natura ci offre tutto quello di cui abbiamo bisogno, ma non ci spiega come utilizzare i suoi tesori”.

Non sono partiti sprovveduti. Un po’ si sono buttati certo, è questo il bello dell’avventura, ma leggendo il libro si comprende bene che Tommaso e Alessia sono due ragazzi precisi e attenti. Si sono documentati e preparati. Dai vestiti, alle attrezzature adatti ad affrontare lavori e cambiamenti stagionali, al farsi una cultura in merito alle erbe spontanee a cui è possibile attingere gratuitamente e che Madre Natura ci dona, a come preparare e gestire un orto, una serra, un pollaio. E poi a scuola direttamente nel bosco, imparando dai selvatici, tramite lunghi pacifici appostamenti o l’installazione di video-trappole.

L'importanza della manualità è uno dei temi trattati nel libro e dei punti di forza della vita in montagna
L’importanza della manualità è un punto di forza della vita in montagna

In questi anni si sono messi alla prova frequentando corsi per riscoprire un’abilità manuale preziosa, ma perduta per lanciarsi nell’idea di provare ad affiancare alle proprie attività lavorative, anche quella di artigiano; ma anche per imparare ad autoprodurre gli alimenti più semplici cui possiamo disporre: fare il pane, i ravioli, gli gnocchi.

La baita di partenza è un po’ spartana, ma ha tutto l’essenziale per cominciare questo nuovo esperimento, secondo gli ideali di sostenibilità che li guidano: il riscaldamento è donato da un camino e una stufa, l’inverno a 1400 mt è a costante rischio gelo dei tubi, ma in un contesto che ripaga assolutamente, che per l’anima non ha paragoni.

Il primo libro: Un anno di vita in montagna

Il libro scritto a quattro mani da Alessia e Tommaso è un testo che può essere paragonato ad un manuale, ma che è in realtà molto di più. Una concreta esperienza messa nero su bianco, ricca di amore, vicissitudini, piatti golosi e cultura.

Un racconto che analizza la vita di montagna nel corso delle quattro stagioni e che non nasconde paure, insicurezze e difficoltà.

Un anno di vita in montagna, il libro
Un anno di vita in montagna, il libro

Un libro sincero, ricco di idee e soprattutto valori condivisi e condivisibili da chi si sente loro affine, da chi vorrebbe e ancora non ha avuto il coraggio di salire quell’ultimo gradino che libera e porta ad un’altra vita, tutt’altro che facile e “vacanziera”, ma che sa essere piena e lenta allo stesso tempo, frenetica ma di attività ripaganti e di ciò che più naturale e profondo è in molti di noi, la nostra essenza più vera.

La scelta del luogo da chiamare “casa”

Trasferitisi in provincia di Arezzo, al confine tra Toscana, Umbria, Marche e Romagna, “un posto di frontiera da sempre luogo di incontro di differenti culture” – commenta Tommaso – qui hanno trovato il luogo perfetto per sviluppare il loro sogno: “sperimentare un modello di ripopolamento dei contesti montani incentrato sull’idea di ibridazione culturale e sullo scambio di saperi e visioni del mondo (in primo luogo tra «civiltà contadina» locale e «modernità urbana» da cui noi proveniamo)”.

La nuova casa di Alessia e Tommaso in inverno
La nuova casa di Alessia e Tommaso in inverno

Mantenendo lo stesso stile di vita sostenibile e a basso impatto, il cambiamento ha ovviamente apportato qualche comodità in più rispetto alla precedente sistemazione e ad un’altitudine nettamente differente che aveva ripercussioni in più ambiti.

“Dove siamo ora è un posto considerato da alcuni ancora sperduto ed «estremo», per noi che arriviamo dalla selvaggia Valle Maira, ormai abituati ai silenzi e alle sterminate distese di rocce e larici, sembra quasi troppo «civilizzato»! Da 1400 metri di quota siamo scesi a 700 metri, quindi le differenze si sentono, nonostante l’inverno sia stato particolarmente freddo e nevoso anche qui. Uno dei grandi vantaggi è di avere una finestra temporale più ampia per coltivare l’orto, con la possibilità di veder crescere ortaggi (melanzane, peperoni, pomodori) che prima ci sognavamo”. 

L’importanza dei nonni e di un contatto con la natura nell’infanzia

Quando domando se la loro scelta abbia seguito le orme dei nonni, mi spiegano che la loro nuova casa si trova a metà strada tra il Casentino dei nonni di Tommaso e le colline marchigiane della famiglia di Alessia. “Quindi in un certo sì, siamo tornati sulle orme dei nostri nonni, sicuramente sulle orme dei ricordi di infanzia e delle estati passate tra orti e boschi insieme a loro”. Confermando quanto il ruolo dei nonni e le esperienze vissute nell’infanzia abbiano un valore formativo profondo: “uno dei motivi ricorrenti tra chi sogna di vivere in montagna è aver avuto in giovane età esperienze di questo tipo, assaggi di vita rurale e di contatto con la natura”.

La novità: un secondo libro in arrivo

La loro è stata una scelta di vita non violenta, da “vegetariani di lungo corso” come si definiscono, rispettando la natura e gli animali, stando attenti alla propria impronta ecologica e alla stagionalità. Un esempio di vita che vorrebbero diffondere e incoraggiare a sperimentare, per riappropriarsi di intensità e ritmi che abbiamo dimenticato, ma molto più che benefici.

Imparare a coltivare ed autoprodurre sono la base di una vita in montagna
Imparare a coltivare ed autoprodurre sono la base di una vita in montagna

Proprio questi ideali e il loro desiderio di fare comunità, li ha spinti a scrivere un secondo libro “frutto di mesi di studio, viaggi e interviste, per continuare a raccontare, con una visione più ampia e documentata, il fenomeno del ripopolamento dei contesti rurali, esposto attraverso i racconti di alcune esperienze con cui siamo entrati in contatto. Storie semplici, ma allo stesso tempo e a modo loro rivoluzionarie, che ci stanno aiutando a definire i tratti comuni di un possibile modello «virtuoso» di ripopolamento e di integrazione, funzionale al benessere di chi lo mette in pratica e dei territori che riprendono vita, riscoprendo le tradizioni e arricchendosi di nuovo «humus» culturale.

Presto, largo ai progetti

Non appena la ristrutturazione della nuova casa sarà completata, Tommaso e Alessia pensano di dare il via alla brulicante lista delle loro future iniziative: “microricettività, incontri a tema, corsi, scambi, ecc… entrare cioè nel vivo di quell’idea-progetto che nel primo libro abbiamo chiamato «fattoria culturale». E a proposito di fattoria ci piacerebbe prendere una o due capre… ma è un grande passo su cui vogliamo prima riflette bene”.

Restiamo, dunque, in attesa della pubblicazione del loro secondo libro e di essere coinvolti nei loro rivoluzionari progetti, affinché il cambiamento di mentalità e di contesto, soprattutto in questo caso, possano rappresentare l’esempio di una realtà sostenibile davvero possibile, per un concreto miglioramento dei nostri stili di vita.

Ph credits: ©Tommaso D’Errico, Al ritmo delle stagioni

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Sensibile e curiosa per natura, animalista e attratta dalle tematiche ecologiche fin dall'infanzia. A 16 anni diventa vegetariana. Si definisce "un'appassionata" perchè mette tutta se stessa nelle cose di cui si occupa e non riesce a restare indifferente a nulla. Laureata in Scienze dell'Educazione, sempre attenta ai più piccoli e al più delicato degli esseri viventi, adora la natura, ama leggere libri in mezzo al verde e ha la valigia sempre pronta per qualche viaggio (anche immaginario). La scrittura è il suo rifugio, tratta e dialoga con le parole come fossero amiche. Con questa collaborazione raggiunge uno dei suoi piccoli grandi sogni: scrivere per un giornale!

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