Come riconoscere il tarassaco

Tarassaco: il depurativo naturale cui affidarsi dopo gli eccessi e nei cambi di stagione

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Tarassaco: il depurativo naturale cui affidarsi dopo gli eccessi e nei cambi di stagione ultima modifica: 2018-04-21T08:00:45+00:00 da Daniela Zora
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Dopo gli eccessi pasquali e le scampagnate di Pasquetta, molti di noi avranno facilmente assunto qualche chilo in più. Le abbuffate e la disattenzione alla propria alimentazione porta eccessi calorici e squilibri al nostro organismo. Questo, dunque, potrebbe essere il momento giusto per depurarci in vista della stagione calda.

Nonostante la pioggia che parrebbe tenerci ancora lontani da un’autentica primavera, i prati di campagna e le zone verdi cittadine sono letteralmente un’esplosione floreale. Da febbraio a maggio, infatti, tra i fiori più diffusi e visibili anche in città ritroviamo il tarassaco.

L'esplosione del tarassaco nei prati
L’esplosione del tarassaco nei prati

Soprannominato anche “dente di leone” lo distinguiamo per il suo caratteristico fiore giallo, ricco di numerosissimi piccoli petali, che in fase avanzata si trasforma nel soffione tanto amato dai bambini. L’aspetto delle sue foglie è simile a quello della cicoria, con cui spesso è confuso, tanto da esser soprannominato cicoria selvatica o cicoriella.

Tarassaco: di nome e di fatto

Pare il suo nome derivi dal greco “taraxakos”, che significa proprio “io guarisco”. Niente di più esplicito potrebbe far comprendere le sue proprietà curative. Sul medesimo piano, una variante interpretativa sostiene sia frutto dell’unione tra le parole greche “tarkè, ossia “disordine”, e “àkos” tradotto in “rimedio”. Dunque, in maniera inequivocabile, questa erba spontanea è storicamente nota in quanto ricca di virtù in grado di riportare equilibrio al nostro organismo.

Il suo più importante influsso benefico vede protagonisti reni e fegato, organi preposti alla depurazione del corpo e all’eliminazione delle sostanze tossiche.

Il Taraxacum officinalis, è volgarmente anche conosciuto come “pissenlit”, dal francese letteralmente “piscialetto”, poiché possiede un forte potere diuretico che aiuta a contrastare la ritenzione idrica e a purificarsi grazie all’intervento dei flavonoidi. Nello specifico, l’estratto secco o il decotto della sua radice è efficace stimolo per il fegato “pigro”, contribuendo ad aumentare la produzione di bile. Attenzione, però, è sconsigliato a chi soffre di calcoli biliari o renali: potrebbe indurre fastidiose e dolorose coliche. Come ogni altro diuretico, è da assumere con cautela anche dai soggetti ipotesi. Un eventuale abuso, infatti, contribuirebbe a un eccessivo abbassamento degli elettroliti.

il tarassaco
Come riconoscere il tarassaco

Se assunta in modeste quantità, può essere un valido alleato contro la stipsi, agendo da blando lassativo. Costituisce, difatti, un valido probiotico, apportando benefici effetti sulla flora batterica e favorendo la motilità intestinale. Ne può beneficiare anche chi sta seguendo una dieta dimagrante in quanto ha la funzione di riattivare il metabolismo.

Il consumo di tarassaco, inoltre, grazie alla presenza di taraxacina può rimediare anche ad alcuni disturbi dell’apparato digerente. In particolare, incrementando le secrezioni gastriche e stimolando l’apporto di saliva, rende più agevole la digestione, regolando l’attività pancreatica.

Dal prato in tavola

Le erbe spontanee possono essere una grande risorsa, soprattutto una pianta particolarmente infestante come il tarassaco. Disponibile quasi ovunque, si consiglia di raccoglierlo in zone rurali e non esposte a traffico e pesticidi. Inoltre, la raccolta diretta ci permette di usufruire di un prodotto genuino, nel pieno delle sue proprietà nutritive e ne esalta la sapidità.

Il tarassaco era già presente nelle antiche ricette di montagna e il suo consumo è stato tramandato sino a noi.  Non solo tisane, dunque, ma anche minestroni, risotti e frittate. E’ ricchissimo di vitamine e nutrienti, come vitamina C, ferro e potassio, che ne fanno un ottimo alimento per chi segue una dieta vegetariana.

Fiori, foglie e radice di tarassaco possono essere gustati in diverse preparazioni
Fiori, foglie e radice di tarassaco possono essere gustati in diverse preparazioni

Fiori e foglie sono entrambi commestibili, da assaporare freschi in insalata o semplicemente bolliti o saltati in padella con olio, aglio e limone. E’ possibile impiegarli per la preparazione di polpette o per farcire gustose torte salate, oppure in accompagnamento a ceci lessati. Un’antica ricetta prevede che si confezionino i fiori sott’olio e si riutilizzino come surrogato dei capperi.

Miele di tarassaco, noto agli amanti della montagna
Miele di tarassaco, noto agli amanti della montagna

Per i più golosi, vengono prodotte deliziose gelatine di fiori e un ottimo miele usati per guarnire dolci e gelati o da spalmare su pane e fette biscottate per la prima colazione. A chi piacciono gli accostamenti contrastanti, è consigliato di servirli con i formaggi.

Alleato con noi e utile al nostro orto

La fitoterapia suggerisce di seguire una cura a base di tarassaco ad ogni cambio di stagione o nei casi di squilibri o eccessi alimentari. Un momento perfetto potrebbe essere proprio questo periodo di transizione tra gli ultimi freddi e la primavera più inoltrata.

Il tarassaco, attirando gli insetti utili, allontana i parassiti dal nostro orto
Il tarassaco, attirando gli insetti utili, allontana i parassiti dal nostro orto

Non dimentichiamo che questa utilissima pianta, un po’ bistrattata perché infestante, ha un altro superpotere. Ha la grande capacità di attirare le bellissime coccinelle, molto preziose per chi ha un orto. Riconosciute tra i famosi “insetti utili”, le coccinelle ma anche api e bombi, sono capaci infatti di allontanare i parassiti nocivi come gli afidi.

Tarassaco: il depurativo naturale cui affidarsi dopo gli eccessi e nei cambi di stagione ultima modifica: 2018-04-21T08:00:45+00:00 da Daniela Zora
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Tarassaco: il depurativo naturale cui affidarsi dopo gli eccessi e nei cambi di stagione ultima modifica: 2018-04-21T08:00:45+00:00 da Daniela Zora

Sensibile e curiosa per natura, animalista e attratta dalle tematiche ecologiche fin dall'infanzia. A 16 anni diventa vegetariana. Si definisce "un'appassionata" perchè mette tutta se stessa nelle cose di cui si occupa e non riesce a restare indifferente a nulla. Laureata in Scienze dell'Educazione, sempre attenta ai più piccoli e al più delicato degli esseri viventi, adora la natura, ama leggere libri in mezzo al verde e ha la valigia sempre pronta per qualche viaggio (anche immaginario). La scrittura è il suo rifugio, tratta e dialoga con le parole come fossero amiche. Con questa collaborazione raggiunge uno dei suoi piccoli grandi sogni: scrivere per un giornale!

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