world water day 2018

Giornata Mondiale dell’Acqua 2018 nel nome della natura

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Giornata Mondiale dell’Acqua 2018 nel nome della natura ultima modifica: 2018-03-22T08:00:04+00:00 da Davide Mazzocco
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Il World Water Day è l’occasione per riflettere sull’elemento essenziale per lo sviluppo della vita

Nelle società che hanno il privilegio di poter disporre di acqua in abbondanza l’importanza di questo elemento viene percepita solamente nei momenti in cui le risorse idriche scarseggiano. Da qualche anno a questa parte, dalla California al Portogallo, le siccità prolungate mettono in ginocchio agricoltori e allevatori. In altre aree di Europa e Stati Uniti, invece, alluvioni e tifoni generano danni per miliardi di dollari e decine di perdite umane.

A estremizzare i fenomeni sono i cambiamenti climatici negati da Donald Trump e mal contrastati dalla politica attendista del suo predecessore Barack Obama. Se nei Paesi più industrializzati siccità e alluvioni si apprestano a divenire routine, in molte aree di Asia, Africa e Sud America la crisi idrica è una vera e propria “bomba a orologeria” che può esplodere in qualsiasi momento e incrementare i flussi migratori verso i luoghi in cui l’acqua ancora è disponibile.

Oggi, 22 marzo, la Giornata Mondiale dell’Acqua diventa l’occasione per fare il punto su una questione di interesse globale: la preservazione dell’acqua dolce senza la quale la vita è impossibile. Tutelare l’acqua significa piantare alberi per ricostituire le foreste, ricollegare i fiumi alle pianure alluvionali, ripristinare le zone umide, evitare il sovrasfruttamento delle risorse idriche, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e sorvegliare sul trattamento delle acque reflue e sull’immissione di agenti inquinanti in corsi d’acqua, laghi e mari.

giornata mondiale acqua

Il tema di quest’anno del World Water Day 2018 è Nature for Water e cerca di individuare le risposte che la natura può dare alle varie crisi idriche diffuse su scala globale.

I dati dell’United Nations World Water Development Report 2018 presentato a Brasilia tre giorni fa consentono di delineare un quadro piuttosto preciso dell’emergenza idrica in un pianeta che raggiunto una popolazione di 7,6 miliardi di persone.

Il primo numero riguarda l’accesso all’acqua potabile: attualmente 2,1 miliardi di persone non hanno accesso a un’acqua pulita e sicura. E gli altri 5,5 miliardi di abitanti sono realmente al sicuro? Per niente considerato che una recente ricerca compiuta dall’organizzazione Orb Media alla State University of New York ha dimostrato come nel 93% dell’acqua in bottiglia analizzata in nove diversi Paesi siano presenti microplastiche (polipropilene, nylon e polietilene tereftalato) che vengono assimilate inconsapevolmente dai consumatori. E non stiamo parlando di piccole industrie locali, ma delle grandi multinazionali dell’acqua in bottiglia che vendono i loro prodotti in tutti e cinque i continenti.

Viene da chiedersi, dunque, che cosa accadrà nel 2050, quando saremo 10 miliardi (+ 33% rispetto a oggi) e con una domanda globale di acqua più alta del 30% rispetto a oggi. È facile immaginare che sarà l’acqua, più del petrolio, a ridisegnare gli equilibri geopolitici nei prossimi sei lustri. Oggi 1,9 miliardi di persone vivono in zone soggette a siccità e scarsità idriche e nel 2050 la quota potrebbe arrivare a 3 miliardi di persone. Il Paese più al sicuro? Senza alcun dubbio la Russia che, grazie a estensione territoriale e latitudini, dispone delle maggiori riserve di acqua dolce del mondo.

world water day 2018

Altri numeri. Il 70% del prelievo globale d’acqua alimenta l’agricoltura e viene utilizzato per l’irrigazione, il 20% del totale è impiegato dall’industria (industria della carta, produzione alimentare ed energetica) e il 10% è finalizzato all’uso domestico. Soltanto l’1% dell’acqua prelavata viene utilizzata per essere bevuta.

L’80% delle acque reflue generate dall’attività umana torna nell’ambiente senza essere trattata ed è dunque inutilizzabile. Elemento da non trascurare è l’inquinamento delle acque dovuto alle inondazioni. Da Katrina a Harvey, le grandi catastrofi climatiche degli ultimi quindici anni hanno evidenziato i rischi connessi al dilagare di un elemento che porta con sé tutto ciò che trova sulla propria strada, compresi gli inquinanti più o meno tossici.

Nell’estremo opposto occorre fare i conti con una progressiva desertificazione che coinvolge ormai  1,8 miliardi di persone: si stima che dal 1900 a oggi il 64-71% delle zone umide sia stato perso a causa dell’attività umana. In agricoltura il fenomeno dell’erosione del suolo riduce significativamente i raccolti e la capacità del suolo di regolare acqua, carbonio e sostanze nutritive.

Per invertire queste tendenze bisogna diffondere conoscenza. Molti sono gli eventi organizzati in Italia per il World Water Day: sul sito è possibile consultare la mappa e individuare quali appuntamenti sono stati organizzati nelle città e nelle località aderenti all’evento globale.

Foto | Pixabay e World Water Day

 

Giornata Mondiale dell’Acqua 2018 nel nome della natura ultima modifica: 2018-03-22T08:00:04+00:00 da Davide Mazzocco
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Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow Food, Ciclismo, Alp ed ExtraTorino. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online” e “Propaganda Pop”.

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