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‘Trash’, viaggio al termine del consumo

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‘Trash’, viaggio al termine del consumo ultima modifica: 2017-12-27T08:00:39+00:00 da Davide Mazzocco
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Nel libro di Piero Martin e Alessandra Viola un’ampia panoramica su tutto quello che c’è da sapere sul mondo dei rifiuti

In libreria da qualche settimana Trash di Piero Martin e Alessandra Viola è un ottimo esempio di come si possa raccontare il mondo dei rifiuti con un saggio capace di coniugare la sintesi e l’analisi, il macro e il micro, gli scenari e le notizie, i dati e i casi di studio. Dalla copertina di grande impatto alla scrittura capace di tradurre efficacemente argomenti tecnico-scientifici al pubblico generalista, il saggio di Codice Edizioni riesce a rendere appetibile la riflessione su questioni troppo spesso rimosse dalla nostra società. Quale impatto hanno i rifiuti sulle nostre vite? Quanto sprechiamo? In quale misura i rifiuti, se debitamente trattati, possono diventare una risorsa?

Libro che si può leggere dall’inizio alla fine, ma anche saltando da una parte all’altra, Trash fornisce una panoramica onnicomprensiva sul tema dei rifiuti. Scopriamo che la montagna più inquinata del mondo è proprio la più alta: dalla scalata del 1953 di Edmund Hillary e Tenzing Norgay sull’Everest si sono accumulate circa 12 tonnellate di rifiuti e ora chi vuole arrivare in vetta deve obbligatoriamente portare al campo base otto chilogrammi di spazzatura. Anche il nostro satellite è già inquinato da 187 tonnellate di rifiuti hi tech depositate nel corso degli allunaggi del secolo scorso e persino l’orbita terrestre è percorsa da frammenti di materiale mandato nello spazio dall’uomo.

Martin Viola Trash copertina

Inquinatore tanto dello spazio come degli ottomila himalayani, l’essere umano sta riversando in mare fra i 4 e i 12 milioni di tonnellate di plastica all’anno, una quantità tale da mettere in pericolo la fauna ittica e la sua stessa salute. Dalle garbage patches alle invisibili microplastiche l’emergenza dei rifiuti plastici nei mari e negli oceani trova ampio spazio nel libro che affianca al testo tabelle, fotografie e infografiche che semplificano la fruizione e la memorizzazione dei molti dati forniti al lettore.

Lo spirito con cui Martin e Viola affrontano il tema è tutt’altro che catastrofista: dopo averci messo di fronte ai problemi connessi allo smaltimento dei rifiuti (compresi quelli che produciamo quotidianamente nelle nostre cucine e nei nostri bagni…) i due autori ci guidano alla scoperta dell’economia circolare che può trasformare i rifiuti in una preziosa risorsa.

rifiuti

In Italia sono tanti gli esempi virtuosi di imprenditori che scommettono sul riciclaggio e non stiamo parlando solamente della carta e dell’alluminio. La Ecopneus, per esempio, trasforma gli pneumatici usati in campi da gioco per adulti e bambini, asfalti impermeabili ed elementi di arredo urbano. La catanese Orange Fiber trasforma il pastazzo (il residuo della lavorazione della spremitura dell’arancio) in un materiale tessile simile alla seta che ha già attirato l’attenzione di stilisti come Ferragamo. Sorte analoga per le bucce, i semi e i raspi dell’uva con i quali la Vegea srl di Rovereto realizza una “pelle di vino” completamente vegetale e senza una goccia di petrolio.

E non finisce certo qui. Anche le deiezioni umane e animali possono alimentare un’economia circolare se opportunamente trattate. La statunitense OpenBiome cerca donatori di cacca per scopi sanitari, mentre in Giappone le feci di usignolo sono l’elemento base di una crema di bellezza usata da secoli in virtù delle sue proprietà sbiancanti e riparatrici.

rifiuti pneumatici

Anche i rifiuti tecnologici (41,9 milioni di tonnellate nel 2014, di cui 16 milioni nella sola Asia) sono un problema che può essere trasformato in una risorsa se si riusciranno ad attivare su scala globale politiche e infrastrutture capaci di “curvare” l’economia lineare facendola diventare circolare.

Il discorso sui rifiuti non è soltanto una questione ambientale e scientifica, ma chiama in causa sociologia, politica e cultura, il principale merito di Trash è la capacità di far coesistere armonicamente tutti questi punti di vista senza accademismi e con uno stile divulgativo che fa di questo libro un vero punto di riferimento su questioni che meriterebbero maggiore spazio nel dibattito pubblico.

[Foto Pixabay]

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Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow Food, Ciclismo, Alp ed ExtraTorino. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online” e “Propaganda Pop”.

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