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L’uomo che piantava gli alberi, un romanzo più attuale che mai

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L’uomo che piantava gli alberi, un romanzo più attuale che mai ultima modifica: 2017-11-10T08:00:49+00:00 da Sara Panarella
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L’uomo che piantava gli alberi è un romanzo breve scritto nel 1953. Ne è l’autore Jean Giono, uomo di voraci letture e prolifico di scritture. Nato a Manosque nell’Alta Provenza nel 1895 vi abitò per tutta la vita e vi morì nel 1970.

Considerato un romanzo per ragazzi, può esser felicemente letto anche dagli adulti.

La storia narrata in prima persona da un anonimo narratore, racconta di Elzeard Bouffier un pastore da lui conosciuto durante un viaggio a piedi attraverso terre isolate e desolate. “Aveva pensato che quel paese sarebbe morto per mancanza d’alberi“, così viene spiegato il motivo per il quale Elzeard decide di piantare gli alberi. E lo farà con cura per tutta la vita.

Jean Giono
Jean Giono

Cura che Elzeard mette in tutti i suoi gesti

La prima sera del loro incontro, siamo nel 1910, il nostro narratore, viene ospitato a casa sua. In quella landa desolata e abbruttita, Elzeard non vive in una capanna ma in una vera casa di pietra con il “tetto solido e stagno“, “la casa in ordine, il pavimento di legno spazzato, il fucile ingrassato e la minestra bolliva sul fuoco“.  Elzeard appare curato proprio come la sua casa. “Rasato di fresco, tutti i suoi bottoni erano solidamente cuciti e i suoi vestiti rammendati con la cura minuziosa che rende i rammendi invisibili“.

Cura che mette anche nello scegliere le ghiande che pianterà

Elzeard non procede a caso. Il suo lavoro di rimboschimento procede con meticolosa preparazione, fin dall’inizio. “Il pastore… rovesciò sul tavolo un mucchio di ghiande. Si mise a esaminarle una dopo l’altra con grande attenzione, separando le buone dalle guaste. Quando ebbe messo dalla parte delle buone un mucchietto abbastanza grosso di ghiande, le divise in mucchietti da dieci. … Quando ebbe davanti a se cento ghiande perfette, si fermò“.

L'uomo che piantava gli alberi

Cura che mette in pari modo nel seminare le piante

In un terreno di cui non conosceva i proprietari, e la cosa neppure lo interessava, faceva un buco con un’asta di ferro che portava con se e vi “depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco“. Procedeva così, una ghianda dopo l’altra, giorno dopo giorno.

Il risultato

Si ritroveranno 5 anni dopo, superata la Prima Guerra Mondiale. Il paesaggio che accoglie il narratore che torna da Elzeard è diverso. Adesso è magnifico. Non solo querce ma anche faggi e betulle. Anche l’acqua era tornata in quei luoghi. “Vidi scorrere dell’acqua in ruscelli che, a memoria d’uomo, erano sempre stati secchi“. E a seguire “con l’acqua erano riapparsi anche i salici, i giunchi, i prati, i giardini, i fiori e una certa ragione di vivere“.

Quando Elzeard muore ha ottantasette anni nel 1947. Il paese più vicino alla foresta che ha piantato in tanti anni di attività, Vergons “portava i segni di un lavoro per la cui impresa era necessaria la speranza“. La speranza era tornata grazie al lavoro di un semplice pastore che “ha saputo portare a buon fine un’opera degna di Dio“.

Incendi in Piemonte. Foto: regione.piemonte.it
Incendi in Piemonte. Foto: regione.piemonte.it

Il cortometraggio

Il romanzo si legge velocemente. Non è una scrittura poetica ma lineare, descrittiva. Moderna, modernissima, di un’attualità sconvolgente. Non a caso durante l’ultima edizione di CinemAmbiente è stata presentata la versione italiana, con Toni Servillo che dà voce al narratore, del cortometraggio realizzato da Frederic Back nel 1987, vincitore l’anno seguente del premio Oscar come miglior film di animazione.

Gli alberi son vita, questo lo impariamo fin da piccoli, purtroppo a volte si dimentica questa semplice verità. Basti pensare che purtroppo gli incendi che hanno distratto ettari di bosco piemontese erano dolosi. Una verità da riscoprire che chiama adesso ad un lavoro da portare avanti per rimboscare. Simile a quello di Elzeard Bouffier.

[Foto in anteprima: La mosaiculture al parco del Faubourgs di Montreal ispirato ai disegni di Frederic Back e fotografato nel 2014 da JeanGagnon]

L’uomo che piantava gli alberi, un romanzo più attuale che mai ultima modifica: 2017-11-10T08:00:49+00:00 da Sara Panarella
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L’uomo che piantava gli alberi, un romanzo più attuale che mai ultima modifica: 2017-11-10T08:00:49+00:00 da Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

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