Come opera l’AIB, il corpo di volontari che ha spento gli incendi in Piemonte

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Come opera l’AIB, il corpo di volontari che ha spento gli incendi in Piemonte ultima modifica: 2017-11-07T08:00:53+00:00 da Davide Mazzocco
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Come è organizzato il corpo volontari Antincendi Boschivi che è stato determinante nello spegnimento degli incendi che hanno bruciato circa 3500 ettari di foresta nelle valli montane e nelle aree rurali piemontesi

Quando, nei giorni degli incendi in Valsusa e nelle altre valli piemontesi, noi di eHabitat abbiamo contattato le popolazioni locali per avere notizie sulla situazione dei roghi, tutti i nostri interlocutori hanno sottolineato il ruolo fondamentale dell’AIB Piemonte nello spegnimento degli incendi e nella fase di salvaguardia delle abitazioni.

Secondo le stime della stessa AIB Piemonte, l’area boschiva bruciata in regione nella seconda metà di ottobre sarebbe quantificabile in 3500 ettari. Quattro le aree che hanno subito i maggiori danni: la Valsusa, la Valchiusella, la Valle Orco e i comuni di Cumiana e Cantalupa.

Abbiamo intervistato Sergio Pirone, ispettore generale dell’AIB Piemonte, per capire quali sono le modalità operative del corpo che nelle province piemontesi può contare su 5000 volontari, di cui 3500 addestrati per le operazioni di spegnimento dell’incendio.

aib piemonte incendi

Come è organizzata la struttura dell’AIB Piemonte?

“L’AIB Piemonte è suddivisa in squadre: ce ne sono 240 su tutto il territorio montano. Queste squadre sono raggruppate in comandi di distaccamento: più comandi di distaccamento fanno la provincia e le province fanno la regione. I livelli della catena di comando sono cinque: ispettore generale, ispettore regionale, ispettore provinciale, comandante di distaccamento e caposquadra”.

Cosa succede quando l’AIB riceve la comunicazione di un focolaio di incendio?

“Fino a un anno fa, prima dello scioglimento del Corpo Forestale, l’iter era differente. Attualmente la segnalazione proveniente dai cittadini o dalle forze dell’ordine transita dal 112, il numero unico di emergenza in Piemonte, automaticamente viene attivata la sala operativa che contatta – via sms, whatsapp o con telefonata diretta – il comandante di distaccamento responsabile per la zona dove si è sviluppato l’incendio. A quel punto il comandante di distaccamento, nel giro di pochi secondi, attiva la squadra che si reca sul posto e comincia l’attività”.

aib piemonte incendi boschivi

Come funziona il coordinamento con le altre forze di intervento?

“Abbiamo un coordinatore delle operazioni AIB che è un nostro quadro specificatamente formato a gestire più squadre e più eventi. Il coordinatore si rapporta con il direttore delle operazioni di spegnimento che fa parte dei Vigili del Fuoco e coordina anche i mezzi aerei (elicotteri e canadair). Si fa un piano strategico: si scelgono gli obiettivi primari e secondari e quant’altro. Un piano tattico viene fatto con i capisquadra: come raggiungere gli obiettivi, in che tempo e con che mezzi. La nostra sala operativa che si chiama Unità di Supporto Decisionale è una sorta di segreteria remota del comandante di distaccamento. Qualunque esigenza lui abbia – dalla richiesta di altri uomini a quella di attrezzature particolari o di panini per i volontari –  viene gestita dall’USD. In questo modo il comandante di distaccamento e i suoi capisquadra non devono fare altro che pensare al loro compito primario che è l’estinzione, in sicurezza, in efficacia e in efficienza”.

Secondo i dati Copernicus aggiornati a fine ottobre, la superficie di area boschiva bruciata nel 2017 è stata quattro volte superiore alla media 2008-2016. Quanto può avere inciso, in negativo, lo scioglimento del Corpo Forestale e il suo accorpamento all’interno dell’Arma dei Carabinieri?

“Sicuramente ha creato una variazione operativa. Il lavoro del Corpo Forestale è stato diviso in due parti: tutta una serie di sistemi consolidati, dalle sale operative unificate ai sistemi di coordinamento sul territorio, alla direzione delle operazioni di spegnimento, non hanno avuto lo stesso tipo di meccanicità, consuetudine e abitudine da parte di tutti. Nessuno si sarebbe aspettato un caso simile. È capitata la legge sbagliata nel momento sbagliato. Non una legge sbagliata in senso tecnico, ma nella modalità: non si può avere il Corpo Forestale fino al 31 dicembre e non averlo più dal 1° gennaio.

Uno degli incendi della Valchiusella
Uno degli incendi della Valchiusella

I riferimenti cambiano e così i numeri di telefono e abitudini consolidate sul territorio. I cittadini chiamavano il numero verde per gli incendi boschivi che è scritto da tutte le parti, lo sanno i bambini a scuola, tutti sapevano che con il 1515 si contattava la forestale. Ora chiamano i Vigili del Fuoco che, in questo modo, sono fortemente distolti dal loro compito primario che non è mai stato anti-incendi boschivi, ma il ruolo di interfaccia. E l’interfaccia non può pretendere di tenere sul territorio forze già carenti per lungo tempo. Gli incendi boschivi li abbiamo sempre spenti e continueremo a spegnerli fino a quando ci sarà il corpo ma bisognerà adattarsi alla nuova situazione”.

aib piemonte incendio

Che cosa può fare la popolazione per evitare che si sviluppino incendi come quelli verificatisi in ottobre?

“Questa mattina, mentre venivo qui (a Rivoli, ndr), transitando in una zona di orti e campi, ho notato una persona che stava bruciando delle foglie. Questo è il sintomo di una scarsa informazione: al di là del fatto che il luogo era distante da tutti i boschi, in questo momento siamo in pieno allarme Pm10, quindi c’è un doppio divieto: non si può bruciare per l’inquinamento e per la pericolosità che dal rogo scaturirebbe. La popolazione deve essere accorta e attenta e seguire l’informazione. Ben venga qualsiasi canale – meglio se tecnicamente preparato – in grado di divulgare queste notizie e le buone pratiche.

Foto AIB Traversella
Foto AIB Traversella

Noi siamo una regione che dagli anni Novanta a oggi ha aumentato di circa 480mila ettari la propria area boschiva. Un’inversione rispetto al trend mondiale che vede la scomparsa dei boschi. In Piemonte il bosco aumenta. Non è un bosco di pregio, ma un bosco di invasione che ricopre le aree abbandonate, per esempio i pascoli di alta montagna. Bisognerebbe ritornare alle pratiche di conduzione di questi terreni e incentivare le attività di prevenzione diretta che non possono essere fatte direttamente dai cittadini, ma possono essere da loro supportate con la segnalazione di particolari necessità territoriali”.

[Foto AIB Piemonte]

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Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow Food, Ciclismo, Alp ed ExtraTorino. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online” e “Propaganda Pop”.

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