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Boschi Vivi: la sepoltura nei boschi per chiudere naturalmente il ciclo della vita

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Boschi Vivi: la sepoltura nei boschi per chiudere naturalmente il ciclo della vita ultima modifica: 2017-10-27T08:00:27+00:00 da Mariangela Campo
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In questa nostra civiltà, nella quale si crede che per vivere felici bisogna “comprare” tutto, e anche a caro prezzo, a volte spuntano progetti bellissimi, con un significato profondo. È il caso dell’iniziativa Boschi Vivi, un servizio per le persone che hanno subito un lutto e che, nonostante la perdita e il dolore, devono fare i conti con i costi drasticamente alti delle sepolture: il progetto Boschi Vivi offre un tipo di sepoltura alternativa, ai piedi di un albero all’interno di un bosco.

Una sepoltura naturale, più economica rispetto a quella tradizionale, che fa bene all’anima di chi ha perso una persona cara, e che fa bene anche all’ambiente.

progetto Boschi Vivi
Il progetto di economia circolare di Boschi Vivi (Ph: boschivi.it)

Boschi Vivi: cos’è

Boschi Vivi è una cooperativa nata nel 2016 che integra i servizi cimiteriali con quelli forestali, nel rispetto della persona, del territorio e della Natura.

Offre una soluzione naturale al tradizionale sistema cimiteriale, permettendo di seppellire le ceneri dei propri defunti in aree boschive, altrimenti destinate ad abbandono e a dissesto idrogeologico, attraverso urne biodegradabili.

La cooperativa offre la possibilità di interrare le ceneri anche del proprio animale domestico, in un’area dedicata del bosco.

Il progetto si presenta come un’attività no-profit, nella quale i ricavi delle sepolture permettono di reinvestire i soldi in progetti per la tutela ambientale dei boschi, non solo nelle aree adibite agli interramenti, ma nella loro interezza.

Lo scopo di Boschi Vivi è creare una rete di persone attraverso cui gestire in modo sostenibile il territorio, e trasmettere ai cittadini valori come la resilienza, l’interculturalità, il dialogo tra ideologie e religioni differenti.

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Boschi Vivi propone una sepoltura alternativa a quella tradizionale: interrare le ceneri dei nostri cari defunti ai piedi di un albero

Il primo Bosco Vivo in Italia

Il primo Bosco Vivo in Italia aprirà nella primavera 2018 presso il Comune di Martina-Urbe (SV), in Liguria.

L’intenzione della start-up, per il futuro, è diffondere il servizio cimiteriale presso le grandi città di tutte le regioni italiane. Sarebbe una testimonianza molto forte di economia circolare, di come la commemorazione ecologica riesca a riqualificare boschi, destinati all’abbandono, da restituire alla collettività.

boschi vivi
come funziona Boschi Vivi (Ph: boschivi.it)

Come funziona Boschi Vivi

Gli alberi che si possono scegliere sono di diverse tipologie: l’albero di comunità, l’albero personale e l’albero partner.

Gli alberi sono catalogati singolarmente e ciascuno ha due targhette, una identificativa e una nominale.

Quelli disponibili sono contrassegnati da una fascia di colore diverso secondo la tipologia, che nel bosco li rende facilmente riconoscibili.

La tariffa è duplice e consiste: nel pagamento dell’albero o del posto scelto, che varia secondo l’offerta selezionata. Il prezzo dipende dal diametro del tronco, dalla posizione e dal grado di accessibilità dell’albero.

Nell’offerta sono compresi i costi per la targhetta nominativa, la tracciabilità GPS, l’allestimento base per la cerimonia, l’assistenza pre e post vendita, la gestione e la manutenzione del bosco.

Una quota fissa, da pagare con una cadenza concordata, per la copertura delle spese di gestione, pari a 200 euro.

Le famiglie possono organizzare la cerimonia nel modo che ritengono più opportuno, nel rispetto delle regole dei boschi e concordando anticipatamente le modalità di esecuzione con la cooperativa.

La cerimonia nel bosco è successiva alla cremazione, e si configura come un secondo momento di commemorazione, per il quale si può prendere contatto con un oratore o un sacerdote.

Nel bosco è presente un’apposita area cerimoniale dedicata e liberamente fruibile, dove è possibile raccogliersi per l’ultimo saluto.

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Il bosco come luogo di ricordo per i nostri cari defunti potrebbe lenire con garbo il dolore che si prova affrontando un lutto

Com’è nato Boschi Vivi

Ecco cosa ci hanno detto i fondatori di Boschi Vivi: “L’idea del progetto Boschi Vivi è nata constatando come la pratica dei green burials presenti all’estero da decenni sia molto sentita dalle persone. Abbiamo così voluto “importare” questa buona pratica in Italia adattandola al contesto nazionale, coniugando la commemorazione alla mitigazione dei problemi ambientali.
Al momento stiamo lavorando per l’apertura del primo bosco in Liguria, potenziali interessati a replicare questo progetto ci hanno contattati da Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia. La campagna crowdfunding sta riscuotendo un buon successo mediatico e anche di donazioni”.

Boschi Vivi ha, infatti, aperto una campagna di crowfdfunding lo scorso 10 ottobre, che resterà attiva per un mese.

Donando, aiuteremo la start-up  non solo a sostenere l’avviamento del primo bosco vivo in Liguria, ma anche a porre le basi per replicare il progetto nelle altre regioni italiane.

Il bosco come luogo di ricordo per i nostri cari defunti potrebbe lenire con garbo il dolore che si prova dovendo affrontare queste situazioni che, per quanto molto dolorose e frustranti, fanno parte del nostro essere umani. Tornare alla Natura per ricordare chi non c’è più, è un modo esemplare per chiudere naturalmente il cerchio della vita.

Boschi Vivi: la sepoltura nei boschi per chiudere naturalmente il ciclo della vita ultima modifica: 2017-10-27T08:00:27+00:00 da Mariangela Campo
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Boschi Vivi: la sepoltura nei boschi per chiudere naturalmente il ciclo della vita ultima modifica: 2017-10-27T08:00:27+00:00 da Mariangela Campo

Classe 1981, siciliana di origini e lombarda di adozione. È giornalista pubblicista, scrive per diverse testate online, svolge dei laboratori di giornalismo digitale nelle scuole medie ed elementari. Ha due bambini che le hanno insegnato a vivere green e a voler diffondere le buone pratiche della sostenibilità ovunque, soprattutto attraverso la scrittura. Ha studiato lettere, specializzandosi in scienze linguistiche italiane, perché è sempre stata convinta che solo imparando a parlare e a scrivere correttamente si possono diffondere messaggi che non si fraintendano. Ama leggere storie ai suoi figli e scovare sempre nuovi libri.

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