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Acqua: il risparmio idrico inizia da scelte consapevoli a tavola

in Alimentazione|Ambiente|Decrescita
Acqua: il risparmio idrico inizia da scelte consapevoli a tavola ultima modifica: 2017-09-04T08:00:28+00:00 da Alessandra Varotto
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Sulla Terra ci sono circa 1.4 miliardi di chilometri cubi di acqua, ma solo lo 0,001% del totale è effettivamente disponibile per l’utilizzo da parte dell’uomo. Le riserve idriche totali sono in diminuzione, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. Al contempo, il consumo è destinato ad aumentare a causa di diversi fattori quali la crescente urbanizzazione e l’incremento della popolazione mondiale. Secondo l’Ocse, già nel 2025 due terzi degli abitanti del pianeta potrebbero ritrovarsi in condizioni di stress idrico.

E noi, sappiamo quanta acqua consumiamo ogni giorno?

In Italia il consumo e lo spreco di acqua sono molto elevati

Metti l’effetto dei cambiamenti climatici, con temperature sempre più elevate e una drastica riduzione delle precipitazioni (nel periodo ottobre-giugno 2017 si è registrato un calo del 50% rispetto alla media degli ultimi 30 anni, e la prolungata siccità sta causando razionamenti idrici in varie zone d’Italia). Aggiungi una rete idrica che disperde più del 27% del totale dell’acqua dal momento del prelievo a quello dell’erogazione (passando dal 23%, in media, nel nord Italia, al 30% del sud e delle Isole). E somma infine un sistema agricolo, industriale e cittadini abituati a sprecare.

spreco-acqua

La sfida da affrontare per il nostro Paese, oggi e negli anni a venire, è chiara: dobbiamo migliorare l’efficienza della gestione delle risorse idriche e, da cittadini, lavorare sulla nostra domanda di acqua attraverso un consumo più consapevole e sostenibile. Se è vero infatti che il 70% circa dell’acqua è utilizzato per fini agricoli e il 22% dall’industria, ben l’8% riguarda il consumo domestico. In Italia, in particolare, il consumo medio giornalieri pro-capite di acqua è di 6.115 litri, registrando un +25% rispetto alla media europea (dati Fondazione BCFN).

Acqua invisibile: il consumo nascosto

Ciascuno di noi ha una propria “impronta idrica”, ovvero pesa in una certa misura sul consumo di acqua totale. Di conseguenza, anche i piccoli gesti quotidiani possono influenzare la salvaguardia di un bene tanto prezioso.

L’Onu ha fissato in 20-50 litri di acqua dolce giornalieri pro-capite la quantità minima necessaria ad assicurare i bisogni primari di igiene (ovvero bere, lavarsi, cucinare, pulire o annaffiare l’orto). Tali numeri si riferiscono alla cosiddetta acqua “reale”, ovvero al consumo visibile e più facilmente calcolabile. Che tuttavia rappresenta solo una minima parte dell’impronta idrica personale.

In media, si consumano ogni giorno 137 litri d’acqua per uso domestico, 2 litri per bere, ma se ne utilizzano, senza saperlo, fino a 4.000 litri per alimentarsi. I cibi che mangiamo sono infatti pieni d’acqua “invisibile” o “virtuale”, cioè l’acqua utilizzata per produrli e farli arrivare fino alla nostra tavola. Ecco perché i comportamenti quotidiani, e in particolare le nostre scelte alimentari, possono fare la differenza in termini di impronta idrica e risparmio di acqua. Gli alimenti di origine animale (carne, latte, uova) sono quelli che richiedono un maggior consumo di acqua per essere prodotti, mentre quelli vegetali ne richiedono in genere molto meno.

acqua-invisibile-cibo

Il risparmio di acqua inizia da scelte alimentari consapevoli

Come possiamo ridurre il nostro consumo di acqua virtuale? Innanzitutto, adottando una dieta di tipo mediterraneo (invece di una ricca di carne) si possono risparmiare oltre 2.000 litri d’acqua al giorno, sufficienti a garantire l’acqua necessaria a circa 50 persone. Informiamoci poi sulle modalità con cui vengono prodotti gli alimenti che scegliamo. Esistono infatti modalità di produzione più virtuose e sostenibili. Un esempio? Un chilo di carne prodotta in allevamenti intensivi richiede un quantitativo di acqua cinque volte superiore rispetto a un chilo di carne ottenuta da animali allevati a pascolo. Un chilo di patate, invece, ne richiede solo 186. Nelle infografiche riportate nel carosello (in alto), è possibile visualizzare l’acqua necessaria per produrre diversi cibi e anche alcuni beni di consumo, come i nostri vestiti (fonte: www.waterfootprint.org).

Idee salva-acqua

Non solo il cibo che portiamo in tavola, ma anche altri gesti che compiamo quotidianamente possono contribuire a ridurre la nostra impronta idrica. Ecco allora alcuni consigli elaborati da Fondazione BCFN, che possiamo cominciare a mettere in pratica fin da subito:

  1. Sistemare i rubinetti e gli sciacquoni che perdono e applicare ai rubinetti gli aeratori che miscelano aria all’acqua, riducendo il flusso. Con un investimento di un paio di euro si possono risparmiare decine di migliaia di litri di acqua all’anno.
  2. Scegliere la doccia invece della vasca per risparmiare circa 23 metri cubi di acqua all’anno.
  3. Chiudere il rubinetto quando ci si insapona sotto la doccia, evitare di far scorrere di continuo l’acqua mentre ci si lava i denti o si fa la barba.
  4. Preferire gli sciacquoni che permettono di regolare il flusso.
  5. Utilizzare lavatrici e lavastoviglie di classe energetica elevata (A o superiore) e solo a pieno carico.
  6. In giardino e nell’orto, preferire gli irrigatori a goccia invece della canna dell’acqua e usarli nelle ore meno calde (al mattino e dopo il tramonto). Si può anche raccogliere l’acqua piovana e usarla poi per piante e fiori.

Senz’acqua non c’è vita sulla Terra. E allora coraggio: il risparmio idrico parte da gesti semplici e maggiore consapevolezza. Il futuro è oggi!

Acqua: il risparmio idrico inizia da scelte consapevoli a tavola ultima modifica: 2017-09-04T08:00:28+00:00 da Alessandra Varotto
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Acqua: il risparmio idrico inizia da scelte consapevoli a tavola ultima modifica: 2017-09-04T08:00:28+00:00 da Alessandra Varotto

Classe 1985, si è laureata in psicologia sociale e della comunicazione presso l’Università di Padova, dove attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca volto allo studio e alla promozione di pratiche sostenibili quotidiane fra i cittadini. Nel tempo libero ama visitare luoghi nuovi vicini e distanti, dove fare lunghe passeggiate all’aria aperta godendo della gioia e della meraviglia che la natura è in grado di suscitare. Le piace mangiare bene (possibilmente bio e a km zero) in buona compagnia. Adora leggere ed elogia la lentezza come stile di vita più sano e sostenibile.

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