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Val Fiscalina Dolomiti di Sesto  Trentino Alto Adige

Val Fiscalina e Dolomiti di Sesto, dove la natura insegna la contemplazione

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Val Fiscalina e Dolomiti di Sesto, dove la natura insegna la contemplazione ultima modifica: 2017-08-06T08:30:31+00:00 da Roberta Lazzarini
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Ci sono luoghi del nostro meraviglioso Paese che ti invitano al silenzio, all’ascolto, alla contemplazione. Che sanno trasmetterti una certa serenità e quiete come quando guardi certi disegni dei bimbi. Quelli dove sono tracciati con i pastelli allegri paesaggi montani con le casette di legno, il torrentello, il sentiero serpeggiante che si addentra nel bosco, le mucche che pascolano su un manto verde punteggiato di margherite e di fiori gialli e rossi.

L’amena Val di Sesto, dall’incantevole paesaggio alpino ricco di prati e stupendi larici maestosi, sovrastato da colossi dolomitici è un luogo dove la Natura entra nell’Anima.

Siamo in Alta Pusteria, una valle straordinaria dell’Alto Adige in provincia di Bolzano, che fin dal pittoresco e storico borgo di San Candido, che offre scorci da cartolina, si biforca per poi diventare la Valle di Sesto. La zona è quella più a EST dell’ Alto Adige e si incunea fra Osttirol in Austria e il Comelico in Veneto. E qui, fra boschi profumati e immensi e morbidi tappeti di erba di un verde brillante dove si possono ancora trovare gli antichi tralicci lignei verticali utilizzati da sempre per fare asciugare l’aureo fieno al sole in queste calde giornate d’estate (gli Harpfen), si stringono i villaggi di Sesto e di Moso componendo il Comune di Sesto.

A sorvegliare questo paesaggio è il monte Elmo da una parte e la Croda Rossa dall’altra che, come una sorta di quinta, composta da numerosi torri sembra cingere la valle che si chiude dietro a un bosco bellissimo e attraversabile con una bella passeggiata a piedi o in biciletta.

Le Dolomiti di Sesto con le loro cime aguzze e seghettate, con i loro profili che si stagliano in un cielo turchino e che in certe sere sembrando profili di volti di giganti distesi e addormentati, svettano sulla valle con imponenza tanto che la loro cima più alta (I Tre Scarperi con i loro 3145 metri di altezza) le fa sembrare tutte ancora più grandi e più maestose.

La visione che più riempie i nostri occhi di bellezza e di emozioni indimenticabili, è proprio qui.  E’ la Val Fiscalina, uno dei luoghi più suggestivi di quesa regione. Un posto che se vedi una volta, ti cattura talmente che devi ritornare a vedere e ad assaporarlo nelle varie stagioni magari d’inverno quando il manto nevoso ricopre ogni cosa con la sua neve luccicante.

Saranno le ombre degli alberi che si allungano come sagome viventi, sarà il suo silenzio che fa ronzare le orecchie oppure saranno i colori autunnali che tingono di giallo e rosso i boschi quando le cime degli alberi più alti svettano e sembrano sottili lingue di fuoco. Sarà tutto questo a farci stare bene? La valle, che presenta numerosi sentieri per alpinisti esperti ma anche per semplici escursionisti, fa parte di una vasta area protetta dal Parco delle Dolomiti di Sesto. Le sue “signore” montagne che la sovrastano, sono state inserite dal 2009 nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Le Tre cime di Lavaredo

La Val Fiscalina d’estate, rappresenta anche la più bella anticamera di ingresso da nord delle Tre Cime, verso il rifugio Locatelli. Un accesso meno noto rispetto a quello più frequentato dal Lago di Misurina ma sicuramente più sorprendente. E’ qui nel bosco che copre i piedi delle montagne il luogo dove ti aspetti di intravedere da un momento all’altro un capriolo attraversare i prati ma anche un folletto ripararsi dentro a un tronco.

Croda Rossa di Sesto, le punte dette Cima Nove e Cima Dieci, poi la Cima Undici, il Popera e la Cima Dodici o Croda dei Toni, la Cima Uno e la Punta dei Tre Scarperi con le sue torri.  Sono montagne ricche di storia perché hanno assistito a epiche imprese alpinistiche come a quelle di Paul Grohmann e Sepp Innerkofler e, sebbene non abbiano nomi particolarmente significativi ad eccezione delle Tre cime di Lavaredo che però non sono visibili da giù pur essendone il simbolo del logo turistico, sono state scenari di eventi bellici.

Nonostante sia una zona fortemente turisticizzata anche a seguito di una nota trasmissione televisiva a puntate che ne ha fatto da sfondo alle sue vicende, e grazie ai suoi comprensori sciistici che la rendono dinamica in inverno, gli abitanti di questi luoghi spettacolari dalla storia unica, preservano le loro tradizioni che nel tempo hanno attirato anche tanti artisti

L’accoglienza, il legame con le tradizioni del passato, la propensione a condividere i sapori di questa terra dai meravigliosi percorsi, dai picchi leggendari, le foreste  e questa incontaminata natura, rendono questo angolo montano ancora più affascinante . E’ qui che si impara a mantenere una certa forma di riverenza, di rispetto, di contemplazione e non andarci, almeno una volta, sarebbe una vera perdita!

Val Fiscalina e Dolomiti di Sesto, dove la natura insegna la contemplazione ultima modifica: 2017-08-06T08:30:31+00:00 da Roberta Lazzarini
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Val Fiscalina e Dolomiti di Sesto, dove la natura insegna la contemplazione ultima modifica: 2017-08-06T08:30:31+00:00 da Roberta Lazzarini

Nata e vissuta a Venezia, vive a Ferrara dove ha fondato, con un gruppo di amici, Officina Dinamica, una associazione di promozione sociale che organizza percorsi culturali e di sensibilizzazione a sfondo ambientale. Storica di formazione, per molti anni si è occupata di ricerca d’archivio e catalogazione. In azienda ha competenza più che ventennale nella comunicazione ambientale, nella formazione e organizzazione di eventi. Sviluppa progetti ed eventi di sensibilizzazione e divulgazione ambientale. Crede nell'importanza della conoscenza, nella condivisione di esperienze. Dipinge, scrive e si aggiorna su tematiche a valenza ambientale e sociale. Ama passeggiare nei boschi.

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