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Da Ispra un nuovo manuale. Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque. Indicazioni per la scelta delle sostanze

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Da Ispra un nuovo manuale. Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque. Indicazioni per la scelta delle sostanze ultima modifica: 2017-06-20T08:00:58+00:00 da Roberta Lazzarini
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L’Istituto superiore per la protezione ambientale ISPRA coordina il monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque, fornendo indicazioni per la sua pianificazione e aggiornamento alle Regioni e alle Agenzie per Protezione dell’Ambiente che effettuano le indagini sul territorio.

In questi giorni è stato pubblicato il Manuale «Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque. Indicazioni per la scelta delle sostanze».

A informarci di che si tratta, è il coordinatore del report, ing. Pietro Paris.

“L’obiettivo è rilevare eventuali effetti derivanti dall’uso dei pesticidi, non previsti nella fase di autorizzazione e non adeguatamente controllati nella fase di utilizzo. Nel 2014 le indagini hanno riguardato 3.747 punti di campionamento e 14.718 campioni. Sono state trovate 224 sostanze diverse. Nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 63,9% dei punti di monitoraggio; nelle acque sotterranee, sono risultati contaminati il 31,7% dei punti”.

Il report evidenzia che la contaminazione è più diffusa nella pianura padano-veneta. Ma come mai proprio questa zona?

“Questo dipende largamente dal fatto che le indagini sono generalmente più rappresentative nelle regioni del nord. Nelle cinque regioni dell’area si concentra circa il 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale. Nel resto del paese la situazione è ancora abbastanza disomogenea, la copertura territoriale è limitata, o del tutto assente, specialmente per le acque sotterranee, così come è limitato il numero delle sostanze cercate”.

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Infatti monitorare i pesticidi è una attività molto complessa  per il grande numero di sostanze utilizzate e l’estensione delle aree interessate. In Italia solo in agricoltura si utilizzano circa 130.000 tonnelate all’anno di prodotti fitosanitari [ISTAT, 2014], che contengono circa 400 sostanze diverse. Ci sono inoltre sostanze vietate da anni che, a causa della persistenza e del forte uso passato, rappresentano ancora una fonte di contaminazione rilevante.

Si comprende, quindi, la difficoltà di pianificare adeguatamente un monitoraggio che richiede una rete in grado di ricoprire gran parte del territorio nazionale. Non solo: è indispensabile un costante controllo di un grande numero di sostanze affiancato da un continuo aggiornamento per tenere conto delle sostanze nuove che ogni anno vengono immesse sul mercato.

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Il rapporto, scaricabile dal sito di ISPRA, è stato realizzato dall’ex-Settore Sostanze Pericolose dell’ISPRA ed è stato presentato e condiviso con il Gruppo dei Referenti “Fitofarmaci” del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA)

 “Le linee guida appena pubblicate forniscono informazioni per una corretta pianificazione e una armonizzazione dei monitoraggi regionali. In particolare lo scopo è quello di aggiornare le informazioni già fornite in passato, per la scelta delle sostanze da considerare, che sono ordinate secondo una scala di priorità, dal punto di vista del rischio per l’uomo e per l’ambiente“.

I dati ISTAT indicano una diminuzione delle vendite di prodotti fitosanitari negli ultimi anni, con un calo maggiore dei prodotti molto tossici e tossici.

“Indubbiamente si registra un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, cosa peraltro incentivata dalla politica comunitaria e nazionale e dall’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto. Tuttavia rispetto alla media nazionale delle vendite per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU), pari a 4,6 kg, nettamente al di sopra sono: Veneto e Provincia di Trento con oltre 10 kg, Campania con 8,5 kg, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia 7,6 kg. Valori sensibilmente inferiori alla media si registrano in Calabria, Umbria, Marche, Basilicata, Molise, Sardegna Valle d’Aosta”.

Quali sono le sostanze più vendute?

“Oltre ai pesticidi inorganici, come lo zolfo e i composti del rame, sono 1,3-dicloropropene, glifosate, mancozeb, metam-sodium, fosetil-aluminium, clorpirifos, con volumi annui superiori alle 1.000 tonnellate.

Circa 350 sono le sostanze attualmente presenti sul mercato e  160 non sono ricercate da nessun laboratorio regionale.

Ovviamente non tutte queste sostanze hanno particolare rilevanza ambientale e sanitaria, ma molte di queste, oltre che essere tra le più vendute, sono anche classificate pericolose e sono noti contaminanti delle acque.  Le sostanze cercate in media dai laboratori regionali sono 73, ma molte regioni il monitoraggio è spesso limitato a poche sostanze, che non rappresentano le pressioni territoriali”.

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Immagine tratta dal Rapporto ISPRA

Con questo lavoro Ispra vuole fornire le informazioni adeguate per consentire una corretta pianificazione e una armonizzazione dei monitoraggi regionali. Il documento vuole essere un ausilio alla pianificazione del monitoraggio, che non può prescindere da un giudizio esperto. Viene affidato alla competenza dei responsabili regionali il compito di individuare, nell’elenco nazionale, le sostanze rilevanti nei diversi ambiti territoriali.

Ancora una volta quindi si evince che una pianificazione adeguata del monitoraggio sul territorio, deve avvalersi di una conoscenza che mette in primo piano la condivisione di esperienze e soluzioni e una maggiore omogeneizzazione di pratiche e di metodi.

Ing Pietro Paris ISPRA
Ing Pietro Paris ISPRA

Eseguire questo tipo di attività significa anche avere una propensione e una spinta per far circolare i saperi altrimenti ogni sforzo potrebbe risultare vano.

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Nata e vissuta a Venezia, vive a Ferrara dove ha fondato, con un gruppo di amici, Officina Dinamica, una associazione di promozione sociale che organizza percorsi culturali e di sensibilizzazione a sfondo ambientale. Storica di formazione, per molti anni si è occupata di ricerca d’archivio e catalogazione. In azienda ha competenza più che ventennale nella comunicazione ambientale, nella formazione e organizzazione di eventi. Sviluppa progetti ed eventi di sensibilizzazione e divulgazione ambientale. Crede nell'importanza della conoscenza, nella condivisione di esperienze. Dipinge, scrive e si aggiorna su tematiche a valenza ambientale e sociale. Ama passeggiare nei boschi.

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