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Soffri di insonnia? La colpa è anche dell’inquinamento atmosferico

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Soffri di insonnia? La colpa è anche dell’inquinamento atmosferico ultima modifica: 2017-05-24T08:00:47+00:00 da Mariangela Campo
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Che l’inquinamento atmosferico sia dannoso per la salute degli esseri umani è cosa ormai tristemente risaputa: per esempio, da una recente ricerca svedese è emerso che il particolato causa, ogni anno, circa tre milioni e mezzo di nascite premature.

Ma non finisce qui: alcuni ricercatori americani hanno analizzato la quantità di tempo che un campione di persone trascorreva dormendo o restando sveglio di notte, a letto.

Calcolando la coefficienza del sonno, cioè la quantità di tempo di un essere umano trascorsa dormendo o in condizione di veglia di notte, gli studiosi sono giunti alla conclusione che l’inquinamento atmosferico fa dormire in modo peggiore.

Smog a New York
Smog a New York

La ricerca dell’Università di Washington

La ricerca è stata svolta da alcuni studiosi dell’Università di Washington, ed è stata presentata durante il congresso dell’American Thoracic Society dello stesso istituto.

Gli autori hanno condotto la ricerca su un campione di circa duemila persone, analizzando soprattutto la loro esposizione alle polveri sottili (PM10, PM2,5) e all’ossido di azoto, un gas tossico, dall’odore forte e pungente, che si produce nel corso di processi di combustione ad alta temperatura.

La foschia giallognola che incombe sui cieli metropolitani del mondo, è data proprio dall’enorme quantità di ossidi di azoto e particolato presenti nell’atmosfera e dovuti all’intenso traffico automobilistico.

Lo studio dei ricercatori di Washington è durato cinque anni e ha analizzato il campione umano prendendo in considerazione l’efficienza del sonno, cioè il rapporto tra il tempo trascorso a letto, di notte, dormendo o restando svegli.

Nelle persone più esposte ai fumi degli ossidi di azoto è stata riscontrata una percentuale di insonnia pari al 60%, nel campione esposto maggiormente alle polveri sottili, in particolare alle PM2,5, la percentuale di insonnia ha toccato picchi del 50%.

Queste le parole degli autori, citate dal Guardian «Lo studio indica la possibilità che livelli comuni di esposizione allo smog non solo abbiano un effetto sul cuore e sui polmoni, ma anche sulla qualità del sonno. Migliorare la qualità dell’aria potrebbe quindi essere un modo per migliorare anche questo aspetto della salute».

insonnia
insonnia (Foto: Cafeweb.it)

Quanto è dannoso dormire poco e male

È risaputo che il sonno sia uno dei capisaldi della salute fisica e mentale dell’essere umano: gli adulti dovrebbero dormire tra le 6 e le 8 ore per notte, i bambini tra le 9 e le 12 ore. Purtroppo, però, milioni di persone al mondo dormono poco e male.

Un sonno interrotto o alterato può provocare notevoli disturbi, tra cui:

  • indebolimento del sistema immunitario
  • maggior rischio di obesità, perché aumenta la sensazione di fame e si tende a mangiare di più
  • maggiore emotività
  • minore concentrazione mentale
  • problemi legati alla memoria
  • aumento delle malattie cardiache
  • maggiore rischio di diabete
  • maggiore rischio di malattie tumorali.

Riguardo a quest’ultimo punto, uno studio americano pubblicato nel 2011, ha evidenziato come un numero inadeguato di ore di sonno per notte, possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di alcuni tipi di cancro.

I ricercatori dell’Università degli ospedali universitari (UH) Case Medical Center e la School of Medicine di Case Western Reserve University, hanno scoperto che gli individui che avevano una media di meno di sei ore di sonno a notte hanno avuto un aumento del 50% circa del rischio di tumori al colon, rispetto agli individui che dormivano almeno sette ore per notte.

Lo studio è stato eseguito su 1.240 persone: a 338 è stato diagnosticato un tumore al colon. Gli stessi che avevano detto di dormire meno di sei ore per notte.

Il dottor Li, uno dei ricercatori che ha eseguito lo studio, ha affermato:«Un sonno breve è un rischio per la salute, che conduce non solo all’obesità, al diabete e alla malattia coronarica, ma anche, come abbiamo mostrato in questo studio, alla comparsa di adenomi del colon. L’intervento mirato per aumentare la durata del sonno e migliorarne la qualità, potrebbe essere un modo per la prevenzione del cancro al colon».

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Classe 1981, siciliana di origini e lombarda di adozione. È giornalista pubblicista, scrive per diverse testate online, svolge dei laboratori di giornalismo digitale nelle scuole medie ed elementari. Ha due bambini che le hanno insegnato a vivere green e a voler diffondere le buone pratiche della sostenibilità ovunque, soprattutto attraverso la scrittura. Ha studiato lettere, specializzandosi in scienze linguistiche italiane, perché è sempre stata convinta che solo imparando a parlare e a scrivere correttamente si possono diffondere messaggi che non si fraintendano. Ama leggere storie ai suoi figli e scovare sempre nuovi libri.

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