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Pecore e agnellini: cosa fare per proteggerli

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Pecore e agnellini: cosa fare per proteggerli ultima modifica: 2017-04-07T08:00:24+00:00 da Daniela Zora
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Pasqua si avvicina e la sorte di pecore e agnellini ci sta ancora più a cuore. Esortandovi a compiere una scelta etica anche su cosa mettiamo nei nostri piatti, oggi vogliamo mostrarvi alcune iniziative che permettono la cura e il mantenimento degli ovini nostrani.

Foto: la Porta dei Parchi
Foto: la Porta dei Parchi

“Sa paradura”

Innanzitutto, vogliamo diffondere la notizia di un grande gesto di generosità che vede benefattori 600 pastori sardi di circa 150 comuni. Adempiendo ad una tradizione locale di solidarietà, sono state donate 1000 pecore ai pastori del Centro Italia danneggiati dai recenti terremoti.

Questa antica usanza, chiamata “Sa paradura” e che si può tradurre in “si mette a disposizione”, infatti, prevede da secoli il dono di alcuni capi di bestiame a chi ha subìto una perdita per calamità naturali.

Le consegne sono iniziate sabato scorso a Cascia e, insieme ai primi carichi di ovini, sono stati inviati anche 500 quintali di foraggio. Un atto che conferma il buon cuore della Sardegna che aveva già partecipato ad iniziative simili a seguito del sisma del 2009 in Abruzzo.

Principalmente proprio tra Sardegna e Abruzzo, si dividono le iniziative che vedono al centro il sostegno alla pastorizia e in particolar modo all’allevamento delle pecore.

Adotta una pecora

A tutela della biodiversità italiana e della cultura millenaria dei pastori, diverse sono le aziende che invitano ad adottare una pecora. Il progetto si rivolge agli amanti della natura e alle “buone forchette”, proponendo un’alternativa alle scelte, sempre più industrializzate e snaturalizzate, che il consumatore medio compie in campo alimentare.

Un’iniziativa che vuole soprattutto richiamare l’attenzione su tipi di attività – come allevamento e agricoltura – che stanno sempre più passando in secondo piano. Scelte che costano fatica e difficoltà a chi intraprende questo percorso, cercando di promuovere uno stile di vita più etico e sostenibile e prodotti genuini.

Precursori, sono stati i fondatori del bioagriturismo La Porta dei Parchi, situato ad Anversa degli Abruzzi nel cuore degli Appennini, dove si è cercato di mantenere il contatto con il passato e le sue tradizioni. Mentre, per quanto riguarda la Sardegna, in prima linea tra gli allevamenti di pecora sarda si trova la Sardinia Farm di Gergei (CA) che promuove l’attività di pastore anche “a distanza” e la produzione di pecorino.

Ma sono attivi progetti di questo tipo anche in Piemonte e in Umbria: Made in Langhe e Roero (dov’è possibile adottare inoltre diverse specie animali, filari e prodotti dell’orto), Caseificio Fontemanna (PG) e Cooperativa Vallenostra, per citarne alcuni.

Pecore e agnellini
Foto: la Porta dei Parchi

Perché adottare una pecora?

Adottando una pecora a distanza si contribuisce al sostegno dell’azienda (spese di manutenzione e allevamento) e alla valorizzazione di aree altrimenti marginalizzate che rischiano il degrado e l’abbandono. La ricompensa sarà costituita da prodotti genuini di qualità e a km zero. Ghiottonerie e gadget da portare o farsi consegnare a casa: come formaggi, latte, in taluni casi anche lana, fertilizzante, ecc. Ai “genitori adottivi” è spesso data occasione di essere ospitati nell’azienda per conoscere le condizioni effettive della pecorella adottata e le modalità di allevamento.

Viene sempre rilasciato un attestato di adozione, oltre alla foto della “beniamina” adottata a cui solitamente è possibile dare un nome. In alcuni casi, l’adozione dà diritto di seguire, anche dal vivo, le fasi dell’allevamento: pascolo, tosatura, parto e allattamento dei cuccioli, nonché di sperimentare la mungitura e la caseificazione in prima persona, attività decisamente costruttive per i più piccoli.

Foto: la Porta dei Parchi
Foto: la Porta dei Parchi

Proprio ai bimbi che spesso ingenuamente chiedono se sia possibile portare a casa con sé la propria prescelta è opportuno rispondere tenendo conto delle esigenze dell’animale stesso. È ovviamente sconsigliato, se non dannoso, a meno che si possa adempiere a certi compiti e garantirne determinate condizioni: la pecora è un animale gregario, vive in gregge perché altrimenti non saprebbe difendersi e in gruppo si sente più protetta. Inoltre, ogni pecora ha bisogno di una determinata porzione di campo per vivere bene e di un’alimentazione adeguata alla sua specie.

Per sensibilizzare

L’obiettivo di partenza accomuna tutte queste iniziative che cercano, coinvolgendo il cittadino e le famiglie che abitano lontano dalla campagna, di recuperare le tradizioni, le antiche tecniche di allevamento, possibilmente biologico, avendo a cuore la cura e il mantenimento della biodiversità locale, ovunque vi sia la sede. Come dichiarano i fondatori della Porta dei Parchi, si mira a

Riavvicinare persone sensibili e attente alle problematiche ambientali e culturali al mondo pastorale, alla sua ricchezza di valori, di sensazioni, di sentimenti, di azioni materiali, di gesti rituali ed umili.”

Perché c’è un bisogno sempre crescente di reimmergersi nella natura, di tornare a riassaporare i sapori antichi, non solo quelli del palato, di riscoprire i nostri sensi più fini, quelli legati ad una vita più semplice e per questo vera ed essenziale, accorciando sempre più le distanze tra città e campagna.

 Cover Image: © LAV

Pecore e agnellini: cosa fare per proteggerli ultima modifica: 2017-04-07T08:00:24+00:00 da Daniela Zora

Sensibile e curiosa per natura, animalista e attratta dalle tematiche ecologiche fin dall'infanzia. A 16 anni diventa vegetariana. Si definisce "un'appassionata" perchè mette tutta se stessa nelle cose di cui si occupa e non riesce a restare indifferente a nulla. Laureata in Scienze dell'Educazione, sempre attenta ai più piccoli e al più delicato degli esseri viventi, adora la natura, ama leggere libri in mezzo al verde e ha la valigia sempre pronta per qualche viaggio (anche immaginario). La scrittura è il suo rifugio, tratta e dialoga con le parole come fossero amiche. Con questa collaborazione raggiunge uno dei suoi piccoli grandi sogni: scrivere per un giornale!

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