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Centro per il Rifiuto della Carriera: a Berlino l’obiettivo del lavoro è la felicità

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Centro per il Rifiuto della Carriera: a Berlino l’obiettivo del lavoro è la felicità ultima modifica: 2017-02-27T08:00:54+00:00 da Valentina Tibaldi
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“Io lotto contro l’idea che la felicità stia nella capacità di comprare cose nuove. Non siamo venuti al mondo solo per lavorare e per comprare; siamo nati per vivere. La vita è un regalo, e ne abbiamo solo una”. José Mujica

Le parole dell’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica, grande uomo ed esempio più unico che raro di sobrietà al potere, fanno riflettere. Cosa ci spinge a lavorare senza sosta, in una corsa quotidiana che lascia indietro -senza fiato- affetti, passioni, tempo e valori fondamentali della vita?

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Secondo Alix Faßmann, ex giornalista e addetta stampa del Partito Socialdemocratico Tedesco, il lavoro così come lo concepiamo e lo pratichiamo oggi spesso non è una mera necessità, ma un’ossessione in cui la ricerca del profitto fa la parte del leone.

Guida al Rifiuto della Carriera

Proprio il rifiuto del dilagante modello capitalistico-consumistico, l’ha quindi spinta ad abbandonare una carriera promettente per intraprendere un viaggio geografico e personale, sfociato nel 2014 nel libro Arbeit ist nicht unser Leben: Anleitung zur Karriereverweigerung (Il lavoro non è la nostra vita: guida al rifiuto della carriera). Di lì alla fondazione, insieme all’autore teatrale Anselm Lenz, di un luogo fisico in cui approfondire e mettere in pratica queste convinzioni, il passo è stato breve.

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Haus Bartleby, centro per  il rifiuto della carriera

Haus Bartleby, aperto qualche mese dopo nel quartiere di Neukölln a Berlino, è appunto un “Centro per il Rifiuto della Carriera”. Qui si riuniscono uomini e donne, professionisti dei settori più svariati, legati dall’intento comune di trovare un’alternativa al sistema lavorativo odierno. La chiave di lettura non sta in un elogio dell’ozio, ma nella ricerca di una forma di operosità impegnata che metta al centro la felicità di individui e collettività.

Saper dire basta alla giostra del profitto a ogni costo a partire da problematiche reali, segnalate da lavoratori che sentono sulle proprie spalle la frustrazione e l’insoddisfazione generate da tale, vizioso meccanismo: ecco il punto di partenza, secondo gli “obiettori della carriera”, per porre le basi di un nuovo modello sociale ancora lontano dalla mentalità comune.

Il Tribunale del Capitalismo, ultimo progetto di Haus Bartleby, si origina proprio da questo presupposto. Si tratta di una piattaforma online, in cui ciascun cittadino può esprimersi indicando gli aspetti dell’attuale modello di lavoro che ritiene maggiormente oppressivi o deleteri per il suo benessere. In poco tempo i punti segnalati sono stati oltre 400, che riguardano le problematiche più disparate, trasversali a economia e società. L’anno prossimo i temi più sentiti saranno presentati e dibattuti alla Haus der Kulturen der Welt (Casa delle Culture del Mondo) della capitale tedesca.

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Lavorare e/o vivere: cambiare è possibile?

In questo momento storico di crisi diffusa e di particolare disparità nella distribuzione delle ricchezze, il “centro per il rifiuto alla carriera” di Berlino è un tentativo di cambiare, così come tutte quelle iniziative che, da più parti nel mondo, vedono cittadini e realtà impegnate nel diffondere modus vivendi più sostenibili e umani.

E’ in periodi come questi che una revisione del sistema dalle fondamenta (difficile ma resa necessaria dalle contingenze) può diventare un’opportunità personale e collettiva. Un’occasione di rivedere i propri valori, sostituendo le necessità imposte dal consumismo sfrenato degli ultimi decenni con la soddisfazione dei bisogni che più sentiamo nostri. Chi troverà il modo di farlo sarà probabilmente meno ricco, ma- parola di Mujica- potrebbe accorgersi di essere più felice.

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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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