Luc Jacquet, l’Antartide e i pinguini in marcia (per la seconda volta)

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Luc Jacquet, l’Antartide e i pinguini in marcia (per la seconda volta) ultima modifica: 2017-02-22T13:30:00+00:00 da Elisa Carbone
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L’antico proverbio dice: “Una rondine non fa primavera“.

Oggi ne ho vista una per la prima volta e, nonostante ricordassi bene la celebre frase, mi sono un po’ spaventata. Abbiamo superato da poco la metà di febbraio, manca più di un mese all’inizio della stagione di Proserpina, ma un caldo sole (troppo caldo per i miei gusti e dato il periodo) brilla su Torino da qualche giorno. Per chi è amante dell’inverno queste avvisaglie premature di rinascita e di calore fanno decisamente arricciare il naso.

C’è una buona notizia, però. Chi voglia stare ancora un po’ immerso nella neve, nei climi rigidi e nei ghiacci perenni può andare al cinema dal 23 febbraio e godersi i paesaggi dell’Antartide nel sequel de La marcia dei pinguini, osannato documentario del 2005 diretto da Luc Jacquet.
la marcia dei pinguini
Il titolo è quasi lo stesso, ma alle quattro parole del precedente lungometraggio si aggiunge un plus: il richiamo. È questa la tecnica usata dal buffo oviparo dei ghiacci, l’istintivo legame con l’oceano, seguendo il quale l’animale percorre chilometri e chilometri per raggiungere l’acqua, scoprendola quando è ancora giovane, o pescando in essa quando da adulto deve procurare il cibo per la prole.

Protagonista è un giovane pinguino imperatore che intraprende il suo primo viaggio insieme ai propri simili per una destinazione sconosciuta, guidato solo dall’istinto. Attraverso gli occhi e i ricordi di un pinguino anziano, anche noi potremo osservare da vicino questo momento decisivo della vita del cucciolo. Lo seguiremo in tutto il suo straordinario viaggio e nelle grandi sfide che lo aspettano a ogni passo.
La marcia dei pinguini di Luc Jacquet
Mentre nel 2005 la voce narrante era stata affidata a Morgan Freeman nella versione originale e a Fiorello in quella italiana, stavolta sarà Pif il narratore della vicenda.

pif
A dieci anni di distanza, Jacquet ci riporta tra i ghiacci con la magia delle riprese in alta definizione e l’utilizzo di innovative camere subacquee e droni, per una nuova avventura alla scoperta dell’Antartide.

Luc Jacquet, l’Antartide e i pinguini in marcia (per la seconda volta) ultima modifica: 2017-02-22T13:30:00+00:00 da Elisa Carbone
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Classe 1991, laurea triennale in Lettere e prossima a quella magistrale in Cinema, è torinese DOC, ma solo di nascita perché le radici sono calabresi. Appassionata di scrittura, arte in senso lato e relazioni pubbliche, sogna di poter scrivere a proposito di tutti i festival di cinema esistenti e di organizzare gli eventi più particolari. Per cercare di avverare il suo desiderio è partita dalla sua città collaborando per il blog del DAMS e dell'AIACE e svolgendo uno stage nell'Ufficio Stampa del festival Cinemambiente 2015, esperienza che l'ha avvicinata sia alle tematiche ambientali nel cinema che al particolare "habitat" degli uffici stampa.

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