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Scoperto in Piemonte un supervulcano di 290 milioni di anni fa

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Scoperto in Piemonte un supervulcano di 290 milioni di anni fa ultima modifica: 2017-02-21T13:30:58+00:00 da Gabriella Bernardi
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La scoperta

Affiora silenziosamente tra la Valsesia e la Valsessera ormai da parecchio tempo, anzi da millenni. Le sue dimensioni non sono trascurabili. La sua bocca misurava ben quindici chilometri di diametro. Come mai non se ne erano accorti prima? Forse perché è sprofondato su se stesso e la catastrofe è avvenuta in lontane ere geologiche e quindi prima che potesse essere visto da occhi umani.

Nonostante questo, il Vulcano in Piemonte, celato da svariati millenni, è stato recentemente scoperto da un gruppo di scienziati italiani e americani.

Questo ritrovamento non è stato affatto casuale se si considera che la zona era già conosciuta dai geologi per le sue particolarità e da quasi cento anni gli abitanti della Valsesia hanno visto studiosi di varie nazionalità visitare le loro terre, credendoli però attirati dalle vecchie miniere, ma la vera ragione era più profonda e dovuta al particolare assetto geologico della regione.

Qui, come spiegano gli addetti ai lavori, l’orogenesi alpina ha causato il ripiegamento dell’antica crosta continentale che, di conseguenza, è stata sollevata ed esposta all’erosione.

Che cos’è un Supervulcano

E’ anche giusto premettere subito che quello che oggi è visibile non è certo il cono di un vulcano e nell’immaginario di ognuno di noi se lo raffigura come il Vesuvio o l’Etna, piuttosto si possono ammirare le rocce che lo costituivano e che si trovano affioranti in un’area parecchio estesa.

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Valsesia | Piemonte | Immagine di Sport in Valsesia

Il perché della sua particolare evoluzione lo svelano gli studi degli ultimi vent’anni che hanno dimostrato che circa duecentonovanta milioni di anni fa la parte inferiore della crosta continentale di questa zona veniva intrusa da magmi basaltici ad alta temperatura e il conseguente riscaldamento portava alla fusione delle rocce profonde con la produzione di magmi granitici.

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È così che il sistema magmatico granitico si è evoluto rapidamente fino alla formazione di un’area vulcanica la cui attività è culminata con lo sprofondamento di una caldera vulcanica di enormi dimensioni che i geologi chiamano appunto “supervulcano“.

Un caso unico al mondo

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Pare che di supervulcani ce ne siano tanti nel mondo, alcuni anche recenti e attivi, tuttavia sono studiati molto bene solo in superficie, e gli stessi vulcanologi hanno solo una vaga idea di cosa succede nelle loro viscere.

È in questo ambito che viene in aiuto quello della Valsesia.

Silvano Sinigoi, professore Ordinario di Petrografia all’Università di Trieste e capo geologo italiano della scoperta, fa notare che il supervulcano rappresenta l’unico caso al mondo dove il sistema magmatico sottostante a un supervulcano sia esposto fino ad una profondità di circa venticinque chilometri. Praticamente un assaggio in superficie di un viaggio al centro della Terra; detto in altre parole si vede chiaramente quello che normalmente non si può vedere sotto al vulcano, ovvero, il sistema di alimentazione.

In gita con la famiglia

Ma veniamo alla parte turistica e ludica; per organizzare una piacevole scampagnata a piedi, in macchina o in mountain bike bisogna tener conto che l’area in cui affiorano le rocce vulcaniche, come anticipato, è parecchio estesa, da Borgosesia alla pianura Padana, dalla zona di Curino a quella di Borgomanero-Maggiora, conviene quindi farsi aiutare dalla mappa reperibile qui nel sito web dedicato .

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Muovendosi, seguendo i percorsi consigliati, quello che si vede sono i resti che affiorano come conseguenza della potente emersione, quindi per esempio si possono incontrare grandi blocchi granitici o le rocce rossastre emerse lungo la strada per Borgosesia, risalendo da Gattinara la sponda destra del Sesia, o risalendo la Val Sessera verso Crevacuore, proseguendo fino a Pray.

Se volete approfondire qualche aspetto geologico si può consultare il sito dell’Associazione geoturistica “Supervulcano Valsesia” per tenersi informati sul calendario delle attività organizzate come le conferenze, i corsi o le gite proposte durante l’anno aperte a tutti e a tutte le età o anche solo per essere informati sulla prossima mostra che verrà inserita nel Museo “Carlo Conti” di Borgosesia.

Scoperto in Piemonte un supervulcano di 290 milioni di anni fa ultima modifica: 2017-02-21T13:30:58+00:00 da Gabriella Bernardi
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Scoperto in Piemonte un supervulcano di 290 milioni di anni fa ultima modifica: 2017-02-21T13:30:58+00:00 da Gabriella Bernardi

Laurea in Fisica e Master in Comunicazione Scientifica a Torino, da anni svolge l’attività di giornalista e scrittrice scientifica. Nonostante l'indole "bogia nen" viaggia visitando centri di ricerca e musei scientifici per grandi e piccini e aggiorna costantemente il suo blog internazionale di news scientifiche e astronomiche. La sua ultima fatica pubblicata con la Springer racconta delle poco conosciute astronome del passato: The Unforgotten Sisters- Female Astronomers and Scientists before Caroline Herschel

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