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Donne nella Scienza

Due studiose e un libro nella Giornata per le donne nella scienza

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Due studiose e un libro nella Giornata per le donne nella scienza ultima modifica: 2017-02-11T08:30:03+00:00 da Sara Panarella
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Oggi 11 febbraio è stata proclamata dall’Unesco Giornata Internazionale delle donne e ragazze nella scienza. Istituita per la prima volta lo scorso anno ha come obiettivo la promozione dell’uguaglianza di genere in un settore, quello scientifico appunto, che vede le donne nettamente sottostimate rispetto agli uomini.

Secondo uno studio condotto su 14 paesi e riportato dal sito del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite, solo il 18% delle donne arriva a laurearsi in materie scientifiche contro il 37 % degli uomini. Ecco perché la parità di genere rientra tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Studentesse alla lavagna
Foto: unesco.org

Noi vogliamo ricordare la ricorrenza grazie ad un libro di narrativa per ragazzi, Fiori in Famiglia: storia e storie di Eva Mameli Calvino. Autrice del volume è Elena Accati, già docente di Floricoltura presso l’Università di Torino, studiosa e ricercatrice nei settori della floricoltura e di parchi e giardini. Una donna e una studiosa, e come lei stessa ci ha detto “lavorare in un settore considerato un tempo come solo maschile non è stato facile“. Privilegiato punto di riferimento, il suo, a cui prestare attenzione in una giornata come questa.

La copertina del libro Fiori in famiglia pubblicato nel 2011 dall'Editoriale scienza
La copertina del libro Fiori in famiglia pubblicato nel 2011 dall’Editoriale scienza

Nel romanzo Fiori in famiglia Elena Accati dà voce ad un’altra donna e scienziata Eva Mameli Calvino, madre del grande scrittore Italo Calvino. Ma se questa informazione non può essere lasciata nel silenzio vista la fama che raggiunse il figlio, approfittiamo del momento per mettere in risalto un altro aspetto della sua vita, quella professionale, che fu assolutamente ricca e fruttuosa.

Eva Mameli, o Evelina, nata a Sassari nel 1886 si laureò a Pavia in Scienze Naturali e nel 1915 conseguì, prima donna in Italia, la libera docenza in Botanica. Fu una scienziata di grande rigore che si occupò, usando parole prese dall’Enciclopedia delle donne, “prima di lichenologia, micologia e fisiologia vegetale, poi di genetica applicata alle piante ornamentali, fitopatologia e floricoltura“. Usando le parole della Professoressa Accati fu “una donna straordinaria“.

Fumaria officinalis. Il primo lavoro di Eva Mameli, pubblicato nel 1906 riguardava lo studio di piante del genere fumaria, una pianta spontanea della flora spontanea. Eva Mameli lavorò a più di 200 pubblicazioni.
Fumaria officinalis. Il primo lavoro di Eva Mameli, pubblicato nel 1906 riguardava lo studio di piante del genere fumaria, una pianta spontanea della flora spontanea. Eva Mameli lavorò a più di 200 pubblicazioni. Foto: blog.iodonna.it

Una donna e una scienziata che attraversò il XX secolo. Ebbe due figli, Italo lo scrittore e Floriano che diventò un geologo. Come riuscì a conciliare questi due aspetti? Quando Eva tornò in Italia dopo il soggiorno cubano, venne chiamata a dirigere l’Orto botanico di Cagliari. Era già assistente botanico nella nascente Stazione Sperimentale di Floricoltura di Sanremo e Italo era piccolo. “Come riuscirò a conciliare tutto?” Mario, il marito le suggerì la risposta: “Chiamiamo nonna Maddalena“. Un io e un noi ed è nel noi la risposta.

Eva Mameli Calvino mentre lavora al microscopio Foto: www.cidcagliari.it
Eva Mameli Calvino mentre lavora al microscopio
Foto: www.cidcagliari.it

Un “noi” che significa reciprocità e si declina in pari importanza fra i coniugi. In modo similare la professoressa Accati racconta che “la mia fortuna è stata quella di avere un marito che ha capito che il lavoro è sempre stato al primo posto nella mia vita. E sinceramente lo è ancora“. Sempre la Accati continua: “nella famiglia ci vuole collaborazione, stima reciproca: il lavoro della moglie è importante al pari di quello del marito“.

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Ranuncoli. Foto: www.carnevalesanremo.it

Se la vita di questa scienziata, Eva Mameli ma con lei anche Elena Accati, può esserci utile sul fronte dell’uguaglianza di genere nella scienza, ambito in cui troviamo ancora molti pregiudizi, non possiamo non ricordare, anche se in breve, alcune questioni che presero una direzione precisa grazie al suo lavoro.

Eva Mameli fu ad esempio una grande protettrice degli uccelli. Nutrendosi degli insetti dannosi alle piante diventavano un elemento fondamentale per tutto l’ecosistema ambiente. Questione questa che ancora oggi fatica ad essere applicata e sostenuta. Lei la difese con un’opera di divulgazione affrontata con coraggio e determinazione tanto che la Liguria divenne la regione capofila nella protezione degli uccelli in agricoltura.

Cincia mora. "Per allevare la sua covata di 12/16 piccoli, la cincia consuma un minimo di 24 milioni di insetti", dal libro Fiori in famiglia. Foto: www.francescopetretti.it
Cincia mora. “Per allevare la sua covata di 12/16 piccoli, la cincia consuma un minimo di 24 milioni di insetti” frase tratta dal libro Fiori in famiglia. Foto: www.francescopetretti.it

Ma la Liguria deve un riconoscimento a Eva Mameli anche per altro. I tanto rinomati fiori della Riviera ligure, siamo in periodo di Festival della canzone italiana dove vengono puntualmente ricordati e applauditi, nascono grazie al lavoro di Eva e di suo marito Mario. La storia che troviamo nel libro Fiori in famiglia ci aiuta a ricostruire non solo una biografia ma delinea una delle storie del nostro paese: “Prima in Liguria si coltivavano solo agrumi, vite e olivo e c’era grande povertà. Poi è nata la floricoltura e la Liguria è divenuta la Riviera dei fiori.”

Elena Accati e Eva Mameli si conobbero anni fa. Eva Mameli aveva 80 anni all’epoca dell’incontro. Elena Accati così ricorda quel momento: “Era vedova e sola, lavorava ad un libro sull’etimologia dei fiori e parlava in modo sereno e pacato. Era una gioia ascoltarla. Mi accompagnò a fare un giro nel giardino mostrandomi le piante che lei e il marito avevano introdotto. Ma soprattutto mi disse che la vera felicità nella vita consiste nel fare il lavoro che piace e nel farlo bene, con passione“.

E lei la passione, incanalata in meticolosità e precisione, la usò tutta.

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Due studiose e un libro nella Giornata per le donne nella scienza ultima modifica: 2017-02-11T08:30:03+00:00 da Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

2 Commenti

  1. Ho l’onore ma soprattutto il piacere di conoscere la dott. Elena Accati e suo marito il dott. Garibaldi per motivi ….scolastici e ….”Resistenziali” ; ho avuto la gioia di poter accompagnare alcuni, ora ex-alunni, nel suo splendido, incantevole e a volte magico giardino di Bariola,per cui posso solo ringraziare la”benevolenza divina”, per dirlo con il titolo di un suo libro, per avermela fatta incontrarla.

    Un grazie anche a chi l’ha intervistata perchè ha fatto emergere il lato più prezioso del passato e del presente di Elena: un amore incondizionato per il mondo vegetale, per il suo lavoro per la sua famiglia ed una condivisione totale con il suo compagno di viaggio.

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