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Nasce in Italia il primo Asilo del Mare

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Nasce in Italia il primo Asilo del Mare ultima modifica: 2017-01-24T08:00:42+00:00 da Irene Messina
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Abbiamo già parlato delle ormai famose scuole nel bosco, dall’asilo alle elementari, che negli ultimi anni si stanno diffondendo in Europa e in Italia, dove l’outdoor education e l’experential learning sono alla base di un nuovo modello educativo mirato a spostare il bambino dal contesto scolastico a quello naturale. Da pochi giorni però, proprio in Italia, è nato un nuovo e bellissimo progetto, il primo al mondo, che si inserisce in questo nuovo modello di educazione all’aperto: l’Asilo del Mare.

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Foto credits: “Asilo del Mare”

I promotori sono l’Associazione Manes, già ideatrice del primo asilo del bosco italiano, l’Istituto Amendola Guttuso e il CHM Lipu di Ostia, città natale dell’iniziativa.

Dal gennaio di quest’anno, i bambini della scuola pubblica dell’infanzia non dovranno più passare tutti i giorni dell’anno stretti tra le mura della classe, in mezzo a banchi, tra sedie e armadietti. La loro aula sarà la spiaggia del litorale romano: sabbia, conchiglie, sassolini, scogli, gabbiani e onde saranno gli strumenti didattici coi quali i bimbi si dovranno confrontare, alla scoperta del mondo e della biodiversità. L’esplorazione, la riflessione e il movimento saranno le attività principali che caratterizzeranno questo nuovo modo di fare scuola.

Foto credits: Asilo del Mare
Foto credits: Asilo del Mare

L’approccio pedagogico e didattico è lo stesso della scuola nel bosco: i piccoli alunni potranno fare esperienza in prima persona di tutte quelle materie che solitamente si studiano in classe soltanto a livello teorico, in linea con il programma ministeriale. Gli educatori accompagneranno i bambini alla scoperta di un ambiente marittimo molto diverso da quello cui sono abituati durante l’estate, affollato di turisti e ombrelloni, e che può offrire ricchissimi spunti formativi e attività istruttive. Nella zona salmastra vicino al porto sorge anche un’oasi della Lipu, dove i bambini saranno liberi di esplorare e partecipare alla liberazione degli animali selvatici riabilitati.

Anche la salute dei bambini ci guadagna. Come è noto, infatti, l’aria salmastra ricca di iodio è un vero toccasana anche e soprattutto per i più piccoli; è in grado infatti di purificare le vie respiratorie e i seni nasali e stimola positivamente il sistema immunitario contro l’aggressione degli agenti patogeni.

Foto credits: Asilo del Mare
Foto credits: Asilo del Mare

Altro fattore fondamentale, valore aggiunto del progetto, è il luogo scelto per l’Asilo del Mare, una zona periferica e marginale tra le più problematiche del Lazio per la presenza di una microcriminalità diffusa. Un’area che si tenta di riqualificare proprio con l’introduzione dei bambini e della nuova scuola outdoor.

Al mare si osserva, si gioca, si cerca, si studia, si ascolta, si pensa, si salta, si corre, si inventa, si costruisce, si distrugge. Non esistono ambienti per imparare migliori della natura. Speriamo che questa sia la prima di una lunga serie di iniziative simili che trasformeranno l’educazione e l’istruzione del nostro Paese, per bambini e adulti più consapevoli e sensibili nei confronti dell’ambiente in cui vivono.

L’Asilo del Mare è anche social: potete infatti seguire tutte le sue attività sulla pagina Facebook “Asilo del Mare”, costantemente aggiornata, ricca di foto e video che mostrano quanto sia bello e invidiabile avere 5 anni e passarli sulla spiaggia, ogni giorno, alla scoperta del mondo.

Nasce in Italia il primo Asilo del Mare ultima modifica: 2017-01-24T08:00:42+00:00 da Irene Messina
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Nasce in Italia il primo Asilo del Mare ultima modifica: 2017-01-24T08:00:42+00:00 da Irene Messina

Classe 1986, vive a Torino, metà Piemontese e metà Siciliana. Dopo un master sulla Comunicazione per la Sostenibilità Ambientale, si butta a capofitto in quelle che sono le sue passioni: ambiente, educazione e scrittura. Tutto comincia con la pubblicazione di un libro di favole a tema green che diffonde nelle scuole con uno spettacolo. Da lì, il passo è breve per diventare educatrice ambientale, in collaborazione con un’associazione che sviluppa percorsi di educazione alla sostenibilità e fattoria didattica. In costante ricerca di posti nuovi da scoprire, meglio se naturali e incontaminati, ha una vera ossessione per il viaggio che non le impedisce mai di trovare un momento per partire, zaino in spalla e taccuino in tasca.

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