‘Sherpa’, ad In Cordata un lato inedito dell’Everest

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‘Sherpa’, ad In Cordata un lato inedito dell’Everest ultima modifica: 2016-12-05T08:00:30+00:00 da Alberto Pinto
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Con i meravigliosi paesaggi dell’Everest si conclude il ciclo di proiezioni cinematografiche della stagione autunnale di In Cordata. La cima più alta del mondo, questa volta, mostra un volto inedito e drammatico, che culmina con quella che ad oggi è la più grande tragedia di tutta la sua storia.

A raccontarlo è “Sherpa”, il bellissimo documentario diretto da Jennifer Peedom che ci connette con la cultura di un popolo che vive un profondo rapporto spirituale con la montagna. Da sempre gli sherpa accolgono gli alpinisti di tutto il mondo sulle spettacolari vette dell’Everest, accompagnandoli nella fatica e nella bellezza di un’avventura mozzafiato, rendendo più agevole la scalata.

una-scena-di-sherpa

 

In seguito ad un triste episodio del 2013, una rissa a circa 6400 metri di altezza tra un gruppo di scalatori stranieri e alcune guide sherpa, ad emergere è stata una realtà che cozza con la solennità di un luogo così unico e senza tempo.

È per questa ragione che Jennifer Peedom ha scelto di raggiungere quei luoghi e documentare la stagione alpinistica del 2014 con una prospettiva mai esplorata prima, quella degli sherpa. Seppur con estrema dedizione, il loro lavoro si svolge oggi in condizioni di pericolo e senza i dovuti riconoscimenti da parte di turisti e istituzioni.

 

Durante le riprese, la regista e il suo staff si trovano a fare i conti con un tragico imprevisto: la mattina del 18 aprile 2014 un enorme blocco di ghiaccio di 14.000 tonnellate travolge, uccidendoli, sedici sherpa. La comunità decide quindi di far sentire la propria voce e di riprendere in mano le sorti della montagna, così sacra per la loro cultura. Le proteste hanno portato alla chiusura della stagione di arrampicate, con l’auspicio da parte degli sherpa di poter rivendicare l’importanza del proprio ruolo e di tutelare la maestosità della natura himalaiana.

sherpa-la-scalata

Alternando il racconto con immagini di repertorio degli scalatori Tenzing Norgay ed Edmund Hillary, che negli anni ’50 diedero un valoroso esempio di coraggio e di collaborazione, il film mostra questo sentimento comune, documentando inoltre il modo in cui è cambiato il rapporto tra occidentali e locali e l’approccio dell’uomo con la vetta più alta del mondo. Un paesaggio di pace e di purezza, di solidarietà e di cooperazione, diventato territorio di prevaricazione da parte dell’essere umano.

Molte persone si recano sull’Everest per conquistare qualcosa nella loro vitaha dichiarato la regista Jennifer Peedom in un’intervista a Flickering Myth a proposito del suo film. “La montagna è una metafora di molte cose. Spesso sento persone che affermano di aver scalato l’Everest senza alcun aiuto e mi domando cosa possa volere dire. Come puoi averlo fatto senza l’aiuto di uno sherpa? Chi ha posto le scale? Chi ha fissato le corde? Chi ha trasportato il tuo equipaggiamento e il cibo che hai mangiato? C’era un tempo in cui le persone cooperavano con gli sherpa, ma qualcosa è cambiato negli anni ’80, quando il governo nepalese ha reso più accessibile la montagna. L’Everest mantiene un posto speciale nella nostra immaginazione. È un simbolo potente e ognuno vuole un pezzo di questa storia d’amore”.

sherpa

 

L’appuntamento con “Sherpa”, nell’ambito della rassegna In Cordata, è per lunedì 12 dicembre 2016 alle ore 20:30 presso il Cinema Massimo di Torino. La serata, dal titolo “Everest di paura” , proseguirà con l’incontro con Walter Perlino, viaggiatore ed himalaista, e con lo storico dell’alpinismo Enrico Camanni.

In Cordata. Film, narrazioni e suoni di montagna è realizzata da CinemAmbienteMuseo Nazionale del Cinema, dal Circolo dei lettori, da “Torino e le Alpi” (programma promosso dalla Compagnia di San Paolo) e dal Cai Uget Torino, con la collaborazione dell’Associazione Dislivelli, del Goethe Institut di Torino e del Trento Film Festival, e con la partnership di eHabitat.

‘Sherpa’, ad In Cordata un lato inedito dell’Everest ultima modifica: 2016-12-05T08:00:30+00:00 da Alberto Pinto
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