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Un aratro naturale: identikit di un lombrico

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Un aratro naturale: identikit di un lombrico ultima modifica: 2016-11-08T08:00:19+00:00 da Alessandra Condello
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Ogni animale lascia dietro di sé segni del suo passaggio che un occhio attento può cogliere. In questa stagione, se siete soliti passeggiare tra prati e boschi, vi sarà spesso capitato di avvistare piccoli riccioli di terra umida emergere dal suolo. Questi cumuli indicano la presenza sotto i nostri piedi di lombrichi in piena attività. Nello specifico si tratta dei turriculi, ovvero l’accumulo in superficie delle deiezioni di questi animali. Tutti sanno che il lombrico è un essere prezioso per il benessere delle piante, tutti decantano le proprietà dei suoi escrementi,ma siamo così sicuri che proprio tutti conoscano così bene questo abitante del sottosuolo?

Turricolo. Foto dal sito http://direfarefantasticare.blogspot.it/
Turricolo. Foto dal sito http://direfarefantasticare.blogspot.it/

Il lombrico è un anellide composto da segmenti chiamati metameri ricoperti da setole di chitina che lo aiutano negli spostamenti. Può muoversi grazie a un meccanismo di peristalsi, ossia contrazioni alternate dei muscoli circolari e longitudinali che percorrono il corpo. Tutti i segmenti che lo compongono sono uguali tranne il primo, che ospita gli organi sensoriali e la bocca, il secondo che è privo di setole e l’ultimo in cui è presente l’ano. Chiunque abbia preso tra le mani questo animale avrà percepito l’umidità della sua pelle, un dettaglio importante dato che il lombrico non possiede organi specializzati agli scambi gassosi, bensì respira attraverso la superficie cutanea che deve quindi essere umida per poter svolgere questa funzione.

Lombrico animale dell'anno 2011. Foto dal sito www.pronatura.ch
Lombrico animale dell’anno 2011. Foto dal sito www.pronatura.ch

Potete immaginare che esso non possa tollerare a lungo un ambiente asciutto, il suo destino sarebbe quello di morire soffocato. La stessa sorte gli toccherebbe in un ambiente eccessivamente ricco di acqua, ecco perché quando piove a dirotto i lombrichi tendono ad emergere in superficie per non restare intrappolati in pozze d’acqua sotterranee. Non possiedono degli occhi veri e propri, ma possono distinguere il buio e la luce grazie ad alcune cellule fotorecettrici che si trovano sul capo. Possiede un “cervello” primitivo costituito da un lungo cordone nervoso ventrale e ben cinque paia di cuori da cui partono i vasi capillari. Essi sono ermafroditi insufficienti: ogni animale possiede organi sessuali maschili e femminili, ma non sono in grado di riprodursi tramite autofecondazione, necessitano di accoppiarsi con un altro individuo. Dopo l’accoppiamento rilasciano le uova all’interno di un bozzolo gelatinoso e nell’arco di qualche settimana piccoli lombrichi in miniatura totalmente autosufficienti saranno pronti ad affrontare il mondo. La durata media della vita di un lombrico selvatico è di 4-6 anni e anche se solitamente incontriamo sul nostro cammino lombrichi di dimensioni modeste possono raggiungere i 30 cm di lunghezza. Sia l’estremità anteriore che quella posteriore di un lombrico sono in grado, entro certi limiti, di rigenerarsi. Questa capacità dipende dalla specie, dalla posizione della ferita e dalla dimensione del frammento che rimane.

Lombrichi in accoppiamento. Foto dal sito www.wikiwand.com
Lombrichi in accoppiamento. Foto dal sito www.wikiwand.com

Arriviamo adesso al punto fondamentale: come mai il lombrico è una sorta di vip del sottosuolo?

Esso svolge un ruolo fondamentale nell’ecologia del suolo. Il suo lavoro continuo di scavo favorisce l’aerazione degli strati superficiali del terreno e la germinazione di diverse varietà di semi. Un suolo ricco di gallerie è più permeabile e diventa quindi capace di trattenere maggiori quantità di acqua. Inoltre contribuisce in modo determinante a fertilizzare il terreno che lo ospita. Si nutre di sostanze organiche in decomposizione presenti nella terra ed essendo molto vorace produce grandi quantità di feci. Con questo eccellente concime fornisce un contributo sostanziale all’approvvigionamento di sostanze nutritive delle piante. In luoghi adatti i lombrichi possono smuovere in un anno alcune tonnellate di terra per ettaro, sono piccoli instancabili aratri naturali! Non è un caso che più di un secolo fa Charles Darwin avesse pubblicato un libro dedicato a questi operosi lavoratori dimostrando al mondo scientifico come i lombrichi, al tempo considerati vermi di nessuna utilità, fossero tra i diretti responsabili della formazione e del funzionamento del suolo.

Un aratro naturale: identikit di un lombrico ultima modifica: 2016-11-08T08:00:19+00:00 da Alessandra Condello
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Un aratro naturale: identikit di un lombrico ultima modifica: 2016-11-08T08:00:19+00:00 da Alessandra Condello

Classe 1986, di Torino, ma con radici che si allungano verso il Sud Italia. Si definisce un ibrido: laureata triennale in Scienze e tecniche neuropsicologiche decide di ampliare la sua prospettiva sul mondo e consegue una laurea magistrale in evoluzione del comportamento animale e dell'uomo presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi. Etologa in erba, fa parte di un'associazione che si occupa di educazione ambientale. Ama scorrazzare per boschi insieme alla sua fedele compagna canina Lumi, attenta osservatrice capace di dare preziose dritte. Venera la bicicletta in ogni sua forma e si nutre di musica.

1 Commento

  1. Salve.Stavo pensando d’inserire una coppia di lombrichi per ogni vaso di pianta che possiedo:può essere una buona idea?I lombrichi hanno la stessa funzione nei terreni dove sono coltivate delle piante grasse,quindi poco umide?

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