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‘When Two Worlds Collide’, il tragico prezzo del progresso

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‘When Two Worlds Collide’, il tragico prezzo del progresso ultima modifica: 2016-07-20T08:00:15+00:00 da Alberto Pinto
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In Amazzonia, terra sospesa tra ambizioni di sviluppo e antiche tradizioni culturali, la violenta minaccia estrattiva voluta dal Governo pone l’uno contro l’altro due mondi molto diversi, per valori e idee di futuro quasi impossibili da conciliare.

È la storia di ‘When Two Worlds Collide, il bellissimo e toccante documentario diretto da Heidi Brandenburg e Mathew Orzel, vincitore del premio per il Miglior Documentario Internazionale al Festival CinemAmbiente 2016 di Torino, membro della rete Green Film Network.

When Two Worlds Collide - proteste

Senza tener conto delle problematiche causate agli indigeni e dell’impatto sul territorio, le estrazioni di petrolio, minerali e gas naturali promosse dal Presidente peruviano Alan García hanno provocato una forte spaccatura con i locali.

Io e i miei co-filmmakers, il regista Mathew Orzel e la produttrice Taira Akbar, ci siamo imbattuti in un articolo sul libero scambio del 2009 tra Stati Uniti e Perù”, ci racconta la regista Heidi Brandenburg, con cui abbiamo parlato del film. “Il Congresso peruviano ha usato questa opportunità per aggirare i diritti indigeni, sfruttare i loro terreni ancestrali e aprire la strada in Amazzonia agli investimenti delle imprese. Nel giro di un anno, il 72% dell’Amazzonia peruviana è stata parcellizzata dalle concessioni di petrolio e di gas”.

A guidare la protesta degli indigeni è Alberto Pizango, un leader carismatico che si oppone duramente all’azione del Governo, ottenendo sempre più consensi grazie ai suoi interventi e alle iniziative per fermare l’intensiva attività estrattiva. When Two Worlds Collide - Alberto Pizango

L’enorme opposizione da parte degli indigeni ci ha colpiti e coinvolti”, prosegue la regista. “Nel profondo dell’Amazzonia, abbiamo visto il reale impatto di 45 anni di contaminazione dovuta alle estrazioni di petrolio. Non c’era alcun vantaggio per le persone e per le comunità. Piuttosto, questo cosiddetto ‘sviluppo’ colpisce al cuore il loro modo di vivere, che dipende dal benessere della foresta pluviale e della sua gente. Abbiamo compreso l’entità della posta in gioco se la foresta fosse stata progressivamente sfruttata. La nostra instancabile ricerca ci ha condotti a Pizango nel momento giusto per poter catturare questa storia, da cui non sapevamo ancora cosa aspettarci”.

La partita a distanza tra il Governo di García e gli oppositori guidati da Pizango diventa sempre più incandescente e fuori controllo. Le proteste vengono represse dalle forze dell’ordine, degenerando in rivolte violente e scontri sanguinosi dalle conseguenze irreversibili. ‘When Two Worlds Collide” si trova a documentare il tragico epilogo della collisione tra questi due mondi, così diversi ma così dolorosamente uniti dalla morte.

Pizango viene ritenuto responsabile degli scontri, ma allo stesso tempo il dibattito politico, sociale e mediatico nazionale si interroga sull’opportunità di rivedere la natura delle concessioni estrattive, mettendo in discussione l’operato del Governo.

When Two Worlds Collide

Abbiamo optato per un documentario osservazionale e cinematografico”, spiega Heidi Brandenburg. “La storyline è basata su filmati fondati sull’osservazione della costruzione e caduta a partire dagli eventi a Bagua. Tuttavia, la maestosità della foresta pluviale e la posta in gioco esigevano di essere raccontati con una prospettiva cinematografica. Abbiamo usato queste immagini potenti per ricordare al pubblico il messaggio di fondo durante il film. Inoltre, il dramma politico che sta dietro alla nostra storia meritava l’accuratezza storica che solo i filmati di archivio possono garantire, e abbiamo reso le spiegazioni politiche con interviste selezionate. Questa combinazione permette agli spettatori di essere presenti ovunque allo stesso tempo, concedendo loro di sperimentare una prospettiva più ampia degli eventi in corso”.

Uccidere la foresta significa uccidere con essa un’intera cultura, un prezzo troppo alto in nome di un progresso che non può sacrificare la vita umana e il benessere del nostro pianeta.

Affinché il cambiamento avvenga, c’è bisogno prima di tutto di consapevolezza”, conclude la regista Heidi Brandenburg. “Il documentario, in quanto forma d’arte, ha il potere di creare consapevolezza su questioni di cui poca gente parla e di creare impatto sul pubblico attraverso un senso di urgenza. Ciò dà agli spettatori l’opportunità di fare un passo indietro e vedere il quadro generale. Alla fine, armati di informazioni, essi possono agire in modo più incisivo su un argomento. ‘When Two Worlds Collide’, in particolar modo, ci ricorda che le altre culture esistono e che queste culture rappresentano un valore inestimabile per tutti noi. Ciò che speriamo è che gli spettatori vadano via interrogandosi e facendo le loro riflessioni sul costo dello sviluppo. Vogliamo che il pubblico senta l’urgenza di un ulteriore dialogo globale sull’equilibrio tra l’estrazione delle risorse e l’impatto che essa ha sulle persone e sull’ambiente”.

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‘When Two Worlds Collide’, il tragico prezzo del progresso ultima modifica: 2016-07-20T08:00:15+00:00 da Alberto Pinto

Beneventano, laureato in comunicazione audiovisiva e web editor presso Cinecircus. Appassionato di cinema, serie televisive, viaggi e di tutto ciò che è arte e comunicazione. Creativo, curioso e sognatore, ama immergersi nelle storie e scoprirne dettagli e sfaccettature.

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