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Coltivo senza usare acqua e pesticidi. Parola di Pascal Poot

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Coltivo senza usare acqua e pesticidi. Parola di Pascal Poot ultima modifica: 2016-07-12T08:00:06+00:00 da Paola Ganci
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L’acqua è il bene più prezioso per la vita sulla Terra.

Parlare di sostenibilità ambientale non può prescindere dal pensare a come preservarne le riserve e ad agire per evitare gli sprechi legati al suo consumo diretto e indiretto.

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Ma in agricoltura, è possibile anche solo immaginare di ideare soluzioni praticabili, che diano cioè risultati concreti, addirittura senza ricorrere al suo utilizzo? Di getto, chiunque risponderebbe di no.

Pascal Poot, un agricoltore francese che vive vicino a Lodève, nella regione Linguadoca-Rossiglione, da vero visionario, dopo anni di esperimenti, ha invece dimostrato la validità della sua incredibile teoria: coltivare senza acqua non solo é possibile, ma consente di selezionare sementi resistenti, ottenere ortaggi dal valore nutrizionale più elevato e piante molto produttive, addirittura senza l’uso di pesticidi.

La sua idea nasce partendo dall’osservazione diretta della capacità naturale delle piante selvatiche di resistere alle molteplici avversità del territorio, inclusa la siccità e l’attacco di parassiti. Iniziò quindi facendo degli esperimenti proprio nel suo territorio, naturalmente ostile perché arido e sassoso, provando a sviluppare una tecnica che, dopo anni di tentativi, lo ha condotto a creare particolari varietà di ortaggi le cui sementi sono particolarmente forti e capaci di sopravvivere e crescere in tutti i terreni difficili, senza l’uso d’irrigazione diretta.

Così racconta Pascal: “La maggior parte delle piante che oggi chiamiamo “erbacce” erano piante che si mangiavano nel Medio Evo, come l’amaranto o il dente di cane. Mi son sempre detto che se loro sono così resistenti è perché nessuno se ne è più occupato da generazioni. Tutti cercano di coltivare gli ortaggi proteggendoli il più possibile, io invece cerco di incoraggiarli a difendersi da soli. Ho cominciato a piantare pomodori su un terreno pieno di sassi vent’anni fa, e all’epoca non c’era una goccia d’acqua. Tutti pensano che facendo così le piante muoiono, ma questo non è vero in effetti tutte le piante sopravvivono.

All’inizio abbiamo pomodori piccoli, ridicoli. Bisogna raccogliere i semi dei frutti e seminarli l’anno seguente. Allora si cominciano a vedere veri pomodori, possiamo raccoglierne 1 o 2 kg per pianta. Meglio ancora se aspettiamo un anno o due. All’inizio mi hanno preso per matto ma alla fine, i vicini hanno visto che io avevo più pomodori di loro e senza peronospora, allora la gente ha cominciato a parlarne e dei ricercatori sono venuti a vedere”.

pomodori vari

Il segreto di Pascal quindi sta tutto nella particolare selezione di sementi che è riuscito a produrre generazione dopo generazione, il cui particolare DNA è stato “risvegliato” nella sua naturale capacità immunologica di resistere agli attacchi e alle privazioni.

Attualmente, grazie al suo lavoro, ha creato una vera e propria conservatoria di sementi appartenenti a vari ortaggi, che vende ad aziende agricole biologiche.

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Ecco alcuni consigli, dalle stesse parole di Pascal per tramandare le sue scoperte, frutto di anni di duro lavoro di sperimentazione e selezione.

  • Bisogna raccogliere il frutto più tardi possibile, appena prima del primo gelo così avrà vissuto non solo la siccità estiva, ma anche le piogge autunnali
  • Il pomodoro è molto speciale. Quando si apre un pomodoro, i semi sono in una specie di gelatina, come un bianco d’uovo. Questa gelatina impedisce ai semi da germogliare all’interno del frutto, che è caldo e umido. I semi non germoglieranno fino a quando la gelatina non sarà marcita e fermentata
  • È necessario dunque far fermentare i semi. Per questo bisogna aprire il pomodoro, togliere i semi e lasciarli per alcune ore nel loro succo, per esempio in una ciotola e ci sarà poi una fermentazione lattica
  • Dobbiamo monitorare la fermentazione come il latte sul fuoco, può durare tra 6 e 24 ore, ma non deve formarsi  della muffa. Poi se prendendo un seme col dito si stacca bene dalla gelatina allora è pronto.
  • Si mette il tutto in un colino da tè, si lava con l’acqua e si mette ad asciugare. Così si ottiene una percentuale di germinazione tra il 98 % e il 100 %

Se tutti i produttori agricoli utilizzassero sementi con queste caratteristiche, si otterrebbero migliori prodotti, risparmiando notevolmente la quantità di acqua destinata all’irrigazione. Un vantaggio che su larga scala farebbe la differenza.

Perché non provare a replicare l’esperimento di Pascal anche con i nostri piccoli orti da balcone? Vi è mai capitato di osservare che alcune piante sono sopravvissute, anche se abbiamo dimenticato di bagnarle nei mesi più caldi?

Specie in estate, quando dobbiamo lasciare le nostre piante per qualche settimana dovendo partire per le vacanze, sarebbe bello poter contare su piante geneticamente più forti e capaci di sopravvivere da sole anche senza il pronto soccorso del nostro annaffiatoio.

Informazioni tratte da www.lepotagerdesante.com/

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Consulente freelance di Comunicazione. Laureata in Scienze Politiche, scrive da anni di sostenibilità, alimentazione veg-gourmand, design e innovazione green. Fondatrice di Greencycle, un progetto di eco-design, per il quale progetta e realizza linee di oggetti a partire da materiali destinati alla discarica, in collaborazione con piccoli laboratori artigianali di Torino. Animalista da sempre e vegetariana da oltre 20 anni (in transizione vegana), mamma felice di due bambini molto attivi che la tengono in continuo movimento per mantenere l'equilibrio.

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