Consigli per abbronzarsi in sicurezza

Sole da amare: 6 consigli per abbronzarsi in sicurezza

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Sole da amare: 6 consigli per abbronzarsi in sicurezza ultima modifica: 2016-07-05T08:00:19+00:00 da Alessandra Varotto
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Finalmente è arrivata l’estate, e con lei la voglia di concedersi del tempo all’aria aperta, facendo il pieno di sole. Sicuramente l’esposizione solare apporta numerosi benefici, sia per lo spirito (favorendo la produzione di endorfine, gli ormoni del benessere), che per il corpo (stimolando la produzione di vitamina D). Oltre agli aspetti positivi, tuttavia, è importante conoscere anche gli effetti nocivi che i raggi solari possono provocare: eritema solare, scottature, macchie cutanee, foto-invecchiamento precoce, rughe, danni al collagene della pelle con conseguente perdita di elasticità e, non ultimi, tumori cutanei e danni al DNA.

protezione solare per abbronzarsi in sicurezza

Per evitare di compromettere la salute della nostra pelle, l’esposizione al sole deve quindi essere sempre responsabile e sicura. E’ opportuno soprattutto svelare quali sono gli errori più comuni, nonché sfatare alcuni falsi miti relativi all’abbronzatura e ai prodotti protettivi, indicando alcune regole d’oro da seguire per abbronzarsi in tutta sicurezza. Alzi la mano chi non ha mai pensato che…

1. Utilizzando un filtro solare (specie se con alto fattore di protezione) non ci si abbronza
Sbagliato! Utilizzando un filtro solare ci abbronza in maniera più graduale, ma anche più duratura. Ciò su cui è importante porre l’attenzione è la scelta del fattore di protezione solare (SPF) più adatto al nostro fototipo (qui il test del Ministero della Salute per determinarlo). Il fattore di protezione utilizzato deve essere inversamente proporzionale al fototipo: tanto più la pelle è chiara e quindi sensibile ai raggi solari, tanto maggiore deve essere l’SPF. La Skin Cancer Foundation raccomanda di non utilizzare mai, in ogni caso, protezioni troppo basse (inferiori a 15), anche in caso di pelle naturalmente scura o già abbronzata. Anche la pelle scura, infatti, sebbene più resistente alle scottature, necessita di essere protetta dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti (UV) che causano danni cellulari e invecchiamento cutaneo. Sempre meglio inoltre andare per gradi, partendo da una protezione maggiore durante le prime esposizioni e diminuendola poi gradualmente.

prendere il sole

2. L’abbronzatura è sempre preceduta da una scottatura, perché è normale che la pelle si arrossi prima di abbronzarsi
Altro falso mito. L’arrossamento della pelle è un sintomo di infiammazione, ad indicare che si è superato il limite consentito di esposizione al sole, oppure che questa è avvenuta con una protezione insufficiente. Il rossore o le scottature iniziali non sono quindi una fase “normale” prima dell’abbronzatura, ma una cosa da evitare in quanto dannose per la salute. Un’abbronzatura intensa e duratura richiede tempo ed esposizioni inizialmente brevi.

3. La protezione solare non serve se la giornata è fredda, nuvolosa, o se si sta sotto all’ombrellone
Un’altra delle false credenze sull’abbronzatura. Ricordatevi che le nuvole, il freddo e il vento bloccano i raggi infrarossi (IR), che causano la sensazione di calore, ma non quelli UV, responsabili di eritemi, scottature e danni cellulari e cutanei. In questo caso è necessario quindi stare doppiamente all’erta perché l’effetto del sole è più subdolo. Idem per l’ombrellone, che filtra solamente il 75% dei raggi solari, lasciandoci esposti, senza l’applicazione di un’adeguata protezione solare, al rischio di scottature.
abbronzatura e nuvole
4. Applicando un fattore di protezione elevato, è possibile stare tranquillamente al sole tutto il tempo che si desidera
Falso! Le creme con protezione solare devono essere considerate un aiuto per un’abbronzatura corretta e non un lasciapassare per esposizioni troppo prolungate. Anche in caso di utilizzo di SPF elevati, non bisogna credere che questi proteggano più a lungo di creme con protezione solare inferiore: è necessario infatti riapplicarli altrettanto spesso (ogni due ore circa).
La corretta attivazione dello schermo solare, inoltre, dipende da un’esatta applicazione basata su alcune semplici regole (altre le potete trovare qui):
• La protezione va applicata almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole, perché così ha tempo per essere assorbita dalla pelle.
• Applicare la crema su tutto il corpo, anche nei punti difficili e spesso dimenticati: retro delle gambe, dita dei piedi e pianta degli stessi, ascelle e interno braccia, retro del collo (sotto l’attaccatura dei capelli), orecchie, palpebre e labbra. Da non dimenticare anche le zone coperte dal costume e i nei (da proteggere con apposito stick).
• Siate generosi con le quantità utilizzate (una piccola noce di prodotto non è sufficiente per tutto il corpo!) e spalmate la crema più volte al giorno, soprattutto prima e dopo del bagno.

5. Se si prende il sole nelle ore centrali, quando è più forte, ci si abbronza di più
Assolutamente no! L’abbronzatura più sana e duratura si ottiene prendendo il sole quando i raggi sono obliqui, cioè prima delle 11 del mattino e dopo le 4 del pomeriggio. Un altro falso mito è che nelle ore meno calde ci si possa esporre al sole senza protezione non correndo il rischio di scottarsi. Nulla di più falso, specialmente se si tratta delle prime esposizioni al sole o se avete la pelle chiara.
abbronzatura in montagna
6. La protezione solare va utilizzata solo al mare
Anche questo è falso. Se è vero infatti che l’acqua aumenta la radiazione solare del 20% e la sabbia del 15-25%, la neve arriva fino all’85%, mentre l’erba al 10%. Inoltre, oltre i 1500 mt e ai tropici l’irradiazione dei raggi UV è verticale e quindi molto più intensa. Non bisogna poi dimenticare che i raggi solari colpiscono anche in città: meglio proteggere sempre il viso e il decolté con un SPF 15. Tenete sempre un tubetto di crema in borsa, in modo da poterla riapplicare nel caso restiate molte ore all’aria aperta.

Ed ora… buona abbronzatura s(i)cura a tutti!

Sole da amare: 6 consigli per abbronzarsi in sicurezza ultima modifica: 2016-07-05T08:00:19+00:00 da Alessandra Varotto
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Appassionata di sostenibilità, comunicazione e innovazione, ha conseguito un dottorato in Social Marketing for Sustainability presso l’Università degli Studi di Padova e la University of Exeter (UK), e un master in comunicazione digitale allo IUSVE di Venezia con una tesi sul digital storytelling della CSR nel settore food. TEDx speaker e communication manager di progetti europei LIFE, nel tempo libero ama studiare e visitare luoghi nuovi vicini e distanti, dove fare lunghe passeggiate all’aria aperta godendo della gioia e della meraviglia che la natura è in grado di suscitare.

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