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Nasce la bottiglia commestibile per un futuro sostenibile senza plastica

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Nasce la bottiglia commestibile per un futuro sostenibile senza plastica ultima modifica: 2016-06-15T08:00:50+00:00 da Valeria Rocca
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Una “bottiglia ecologica” per salvare il mare e gli Oceani dall’inquinamento legato alla produzione e all’utilizzo di plastica: è questa l’idea innovativa e virtuosa di design avuta da Ari Jònsson, studente  dell’Accademia d’Arte di Reykjavik che, analizzando la resistenza di materie prime reperibili in natura, ha notato come unendo l’acqua e l’agar-agar, una polvere che si ottiene dalla lavorazione dell’alga rossa, si può creare un recipiente resistente per gli usi più svariati.

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Sono due i passaggi fondamentali da rispettare nella lavorazione del materiale: riscaldare lentamente la miscela ottenuta in modo da renderla elastica e, in secondo luogo, congelarla in appositi stampi per darle solidità e la forma desiderata. Si otterrà, così, una bottiglia naturale dalle caratteristiche particolari: in primo luogo la totale biodegradabilità, perché il contenitore si decompone quando si svuota e non si dovrà neanche riciclare. In secondo luogo la commestibilità: l’alga rossa è utilizzata sia nella cucina orientale che in quella vegana, quindi ciò che rimane della bottiglia si può mangiare; infine  la totale assenza di sostanze inquinanti sia per l’ambiente che  per la produzione che per lo smaltimento. Unica controindicazione, il sapore d’alga che potrebbe assumere il liquido all’interno del contenitore bio.

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Presentata nel mese di marzo  al DesignMarch, festival di design e architettura islandese, la bottiglia naturale ha suscitato interesse fra gli addetti ai lavori. Un’innovazione che potrebbe essere l’inizio di un cambiamento verso la ricerca della sostenibilità nel confezionamento delle bevande.

E’ risaputo, purtroppo, che le bottiglie di plastica tradizionale  hanno un impatto molto nocivo sull’ambiente, soprattutto perché il 50% della plastica viene usata una volta soltanto e poi smaltita, sovraccaricando terreni e falde acquifere di sostanze tossiche. I dati 2016 del forum economico mondiale di Davos parlano di 8 milioni di tonnellate di plastica che finiscono ogni anno nei mari e negli oceani del mondo e per il futuro i dati non sono confortanti: entro quindici anni la quantità di rifiuti rischia di raddoppiare ed entro il 2050 potrebbe esserci più spazzatura di plastica che pesci.

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Trovare quindi un’alternativa all’utilizzo della plastica deve diventare una priorità per gli addetti ai lavori, perché non si può immaginare un futuro in cui gli Oceani e i mari siano soffocati dai rifiuti. Non possiamo che augurarci che il progetto di Ari Jònsson sia il primo di molti altri in cui la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente offrano saldi principi guida per un futuro green.

Nasce la bottiglia commestibile per un futuro sostenibile senza plastica ultima modifica: 2016-06-15T08:00:50+00:00 da Valeria Rocca
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Nasce la bottiglia commestibile per un futuro sostenibile senza plastica ultima modifica: 2016-06-15T08:00:50+00:00 da Valeria Rocca

2 Commenti

  1. Non per sminuire l’innovazione in questione. Ma l’alternativa alla plastica per bottiglie esiste: si chiama vetro! Ripristinare il sistema del vetro a rendere mi sembra una soluzione semplice, efficace e sensata. Per quanto riguarda altri oggetti: legno, ceramica e persino il metallo. Mi pare evidente che il problema non sia la necessità di trovare un materiale alternativo, ma altro.

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