Bugs: insetti nel piatto per sfamare il mondo

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Bugs: insetti nel piatto per sfamare il mondo ultima modifica: 2016-06-01T08:00:52+00:00 da Emanuel Trotto
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Ok, bisogna ammetterlo, la prospettiva in un primo momento può non essere affatto allettante, tutt’altro. Non c’è guida o recensione su internet o stellette varie che tengano; non c’è pulizia o disponibilità del personale o economicità del locale tantomeno. A leggere i menù, si rischierebbe di uscire subito disgustati. D’altronde non saranno solo i fobici a scappare a gambe levate se, in un piatto di manicaretti ci si trovasse un insetto, non zampettante ma cotto a puntino e, anzi, trasformato nella portata principale. O in una tisana per il mal di gola insaporita con miele di formica. Noi siamo i primi (con “Noi” intendiamo dire, la maggior parte delle persone) a disgustarci quando, nei documentari che passano alla televisione, vediamo qualche tribù o indio che si gustano uno “snack” con una grassa e succosa larva grossa come un pollice, oppure che fanno “pranzo al sacco” con dei pericolosissimi e fobicamente grossi ragni, magari esaltandone le proprietà nutritive e il sapore, con l’effetto di allontanarci da cibi più conosciuti e rassicuranti (gli indio che mangiano i ragni dicono che abbiano un sapore che ricorda il granchio).

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Argomento chiuso, quindi. Di fronte all’aspettativa di mangiarci un insetto preferiremmo morire di fame. E se fossero una soluzione determinante per riequilibrare il nostro sistema alimentare, per combattere in maniera più ampia e costruttiva la fame nel mondo? Questo interrogativo è stato sollevato già pochi mesi fa durante i lavori dell’ EXPO Milano 2015, sull’importanza degli insetti nell’alimentazione: alla Fiera era stata infatti effettuata la prima degustazione di insetti, all’interno del progetto “Edible Insects” ideato dallo chef Andrea Mascaretti. Assieme a Coop Italia e Società umanitaria, egli aveva dichiarato, nella conferenza stampa che ha preceduto l’evento: «Gli insetti sono il cibo del futuro, non solo per umani ma anche per animali: con il loro apporto proteico, sarebbero in grado di sfamare bovini e pollame senza sprechi energetici ». Che grilli caramellati possano essere davvero una risorsa non solo alimentare ma anche ecologica?

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Clip dal film: un piatto di termite regina con mango.

La Nordic Food Lab, una organizzazione no-profit danese nata nel 2008 allo scopo di investigare sulle diverse diversità e delizie alimentari di tutto il mondo, decide di condurre una ricerca a livello globale sulle persone che già si cibano di insetti. Lo scopo di capire se questa possibilità caldeggiata dalle Nazioni Unite, chef e ambientalisti resti solo una utopia o possa trasformarsi in una prospettiva concreta. Ad accompagnare i rappresentanti della NFL c’è la macchina da presa di Andreas Johnsen che ha raccolto il tutto nel documentario Bugs che sarà proiettato il 1 giugno 2016 alle 22.30 al 19mo Festival CinemAmbiente nel Concorso internazionale documentari (dopo aver avuto la sua première al Tribeca Film Festival). Dopo la proiezione seguirà un incontro con il giovane regista che, con il precedente Ai Weiwei – The Fake Case (2013), si è portato a casa il premio Bodil come miglior documentario.

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L’indagine della Nordic Food si concentra su quei due miliardi di persone nella cui alimentazione ci sono sempre stati gli insetti. Una indagine simile (con i conseguenti dibattiti al riguardo) è soltanto l’inizio di quello che potrebbe essere un cambiamento sensibile all’interno del nostro mondo. Parliamo in senso amministrativo, cioè che la legislazione in merito agli insetti nella maggior parte dei paesi industrializzati è inadeguata e troppo vincolante. La questione la si può vedere in senso scientifico: è vero che hanno un elevato apporto proteico, producono poco gas serra e possono risolvere in buona parte il problema dei rifiuti, ma il mondo che conosciamo degli insetti è infinitamente più piccolo di quello che in realtà è; perciò non possiamo ancora sapere con certezza quali siano i rischi per la salute di animali e persone. Ma, quello contro cui ci si dovrà battere in futuro, saranno i numerosi tabù culturali (occidentali) che ci attanagliano.

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Andreas Johnsen (a destra con la macchina da presa) alla ricerca di larve di maggiolino

Il valore di un film come Bugs è quello di infrangere un pochino questi tabù, tramite la conoscenza del fatto. Mangiare un insetto potrebbe non essere così disgustoso come lo si immagina, trasformandosi magari in una curiosa ed interessante alternativa a regimi alimentari (sia produttivi che nutrizionali) discutibili. Di certo, uscendo dalla sala cinematografica, davanti a una minestra con la mosca non la sorbirà avidamente, ma un mattoncino mentale è stato inserito, ed è questo che conta. Buon appetito!

 

Bugs: insetti nel piatto per sfamare il mondo ultima modifica: 2016-06-01T08:00:52+00:00 da Emanuel Trotto

Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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