Autrement (Avec des légumes), un altro cibo è possibile

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Autrement (Avec des légumes), un altro cibo è possibile ultima modifica: 2016-04-28T08:00:02+00:00 da Alberto Pinto
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Un’idea di consumo sostenibile, basato sulla località e sulla stagionalità dei prodotti e su un nuovo modello che infrange le frontiere tra consumatori e produttori, costituisce oggi una via alternativa possibile in un mondo dettato dalla produzione dozzinale e dalla grande distribuzione, che ha perso sintonia con i ritmi della natura.

È quanto mostra “Autrement (avec des légumes)”, il bellissimo documentario della regista belga Anne Closset, vincitore del Prix ‘Agir’ al FReDD 2016, festival francese membro della rete Green Film Network.

Autrement Poster

Partendo dal gruppo di acquisto solidale di cui fa parte, la regista indaga sul funzionamento dei CSA, progetti di agricoltura supportata dalla comunità che si fondano su una più profonda connessione tra produttori e consumatori. Questi ultimi diventano parte integrante del progetto di coltivazione e veri e propri agenti di cambiamento attraverso le proprie scelte. Il modello si basa sulla genuinità della coltivazione, sulla funzionalità dei piccoli canali di distribuzione e soprattutto sull’umanità dei rapporti di fiducia tra le parti.

Quando realizzo un film, ciò che mi interessa è filmare delle esperienze a partire dal luogo in cui vivo, Bruxelles, e metterne in discussione le utopieci racconta la regista Anne Closset, con cui abbiamo chiacchierato del film. “Per ‘Autrement (avec des légumes), ciò che è nuovo è che sono partita da un’esperienza cittadina nella quale io stessa sono coinvolta. Ho voluto farne un film quando mi sono resa conto che questa esperienza così semplice ha cambiato insidiosamente il mio modo di consumare, ma anche il mio legame con il mondo. Inoltre non ero la sola a voler ritrovare del cibo di qualità rispettoso della vita e sostenere una produzione locale in un piccolo circuito. Dietro questo gruppo di acquisto solidale per l’agricoltura contadina, in cui sono impegnata, c’è tutto un movimento cittadino molto promettente che emerge a livello internazionale, le CSA (Community Supported Agriculture). Abbiamo visto molti film che denunciano la deriva del nostro sistema agroalimentare. Di fronte a questo sentimento generale di impotenza mi sembrava importante fare un film che proponesse delle soluzioni e rimettesse l’uomo al centro del cambiamento”.

Autrement (Avec des légumes)

Autrement (avec des légumes)” ci porta alla scoperta dei network europei che si occupano di acquisto solidale e agricoltura biologica, dal Belgio alla Croazia, passando per Francia e Italia. Incontriamo le esperienze di produttori, responsabili e consumatori, approfondendo i vantaggi del progetto, ma anche gli ostacoli a cui far fronte. Il nostro sistema, infatti, non tutela più i piccoli o i giovani coltivatori, schiacciati dalla grande industria alimentare e dai costi per certificare la qualità dei loro prodotti.

Dopo un secolo di grandi cambiamenti, in cui le scoperte tecnologiche hanno considerevolmente mutato i nostri comportamenti, è importante proporre dei film che permettano una presa di coscienza, ma che aprano anche a delle nuove prospettive”, prosegue Anne Closset. “L’agricoltura e l’alimentazione sono i pilastri da cui si forgiano i legami di una comunità. Oggi urge preoccuparsi soprattutto dei suicidi e della scomparsa degli agricoltori. Inoltre, l’industria agroalimentare che ha il monopolio del mercato ci propone del cibo che ci avvelena. I problemi sono sistematici e noi consumatori siamo nel cuore di questo sistema: direi che i nostri comportamenti influenzano enormemente il funzionamento del mondo. Quando capiremo che il mondo siamo noi, potremo diventare agenti di cambiamento”.

Un cambiamento alla portata di tutti in cui il valore aggiunto diventa il fattore umano, il supporto che i consumatori offrono all’operato dei produttori in cambio di prodotti sostenibili e di qualità garantita.

Una scena di Autrement

La testimonianza di “Autrement (avec des lègumes)” mette in evidenza il nostro potere d’azione, il modo in cui le nostre scelte influiscono sul nostro benessere e su quello del nostro pianeta. Come singoli e come collettività abbiamo la possibilità di fare la differenza, grazie ad uno stile di vita più consapevole e responsabile.

Scrivo i miei film a partire da esperienze singolari vicine a me o al mio ambiente di vitaconclude la regista. “Mi piace che la realizzazione di un film sia utile per chi partecipa al film, per il pubblico che guarda, ma anche per la mia vita e per l’ambiente in cui vivo. Fare un film significa creare una nuova interazione con il reale, è andare insieme verso nuove possibilità. Utilizzo spesso una tecnica di riprese partecipativa, in cui la gente dimentica che c’è una cinepresa. Ciò mi permette di avere del materiale più spontaneo e autentico. In questo film la sfida della scrittura è stata quella di confrontare l’’io’ della narrazione con la diversità del ‘noi’. Non si seguono personaggi, ma la vita delle differenti reti e le esperienze cittadine che sono terreno fertile per il mondo di domani”.

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