Piero Pelù su Facebook si schiera a favore del Sì per il referendum del 17 aprile 2016

Artisti ‘No Triv’, così il mondo dello spettacolo dice no alle trivelle

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Artisti ‘No Triv’, così il mondo dello spettacolo dice no alle trivelle ultima modifica: 2016-04-09T08:00:58+00:00 da Alberto Pinto
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Così stanno bruciando il mare. Così stanno uccidendo il mare. Così stanno umiliando il mare. Così stanno piegando il mare”. Con questi versi, amari e sofferenti, si conclude “Com’è profondo il mare”, una delle canzoni più belle scritte dall’indimenticato Lucio Dalla.

Il brano risale al 1977 e, a distanza di circa quarant’anni, le sue parole risuonano quanto mai attuali. Il nostro Mediterraneo è oggi minacciato dallo spettro delle trivellazioni, che rischiano di contaminarne le acque alla ricerca di fonti energetiche inquinanti e non rinnovabili.

Lucio Dalla alla manifestazione No Al Petrolio di Termoli nel 2011
Lucio Dalla alla manifestazione No Al Petrolio di Termoli nel 2011

Il prossimo 17 aprile noi italiani saremo chiamati a difendere la salute del nostro mare. Si voterà per l’abrogazione della legge sulle trivellazioni effettuate entro le 12 miglia marine. Il referendum riguarda, purtroppo, soltanto la minoranza degli stabilimenti presenti nelle nostre acque, ma è tuttavia un passo significativo per rivendicare l’importanza di preservare il Mediterraneo e la sopravvivenza del suo ecosistema.  

Nel 2011 fu proprio Lucio Dalla  ad utilizzare la musica come strumento di lotta contro le trivellazioni, con un grande concerto insieme a Renato Zero, Francesco De Gregori e Gigi D’Alessio organizzato sulle isole Tremiti, luogo dei suoi ricordi che ha ispirato “Com’è profondo il mare”, brano che in questi giorni è diventato l’inno degli attivisti No-Triv.

Oggi come allora, il mondo degli artisti è pronto a scendere in campo per impegnarsi in modo attivo e sostenere la causa del , il voto che va espresso per opporsi alle trivelle. Altra sfida da vincere riguarda il raggiungimento del quorum necessario affinché l’esito del referendum sia valido.

Piero Pelù su Facebook si schiera a favore del Sì per il referendum del 17 aprile 2016
Piero Pelù su Facebook si schiera a favore del Sì per il referendum del 17 aprile 2016

Musica ribelle”, dunque, come canta Eugenio Finardi, tra gli artisti più attivi contro le trivellazioni. Durante il concerto No-Triv tenutosi a Roseto degli Abruzzi nel 2015, Finardi ha definito tale pratica un “insensato bombardamento del mare”, utile soltanto a scopi economici e deleterio per l’umanità. 

Un secco no alle trivelle arriva anche da artisti pugliesi come Albano Carrisi e Caparezza, che nelle settimane precedenti al referendum ha ricordato il carattere inquinante di questo tipo di operazioni e la necessità di ricorrere a fonti di energia più pulite e rinnovabili.

A fargli da eco, nelle piazze e sul web, tantissimi volti della musica e dello spettacolo, tra cui Giancarlo Giannini, Sabina Guzzanti e i cantautori Dente, BunnaAppino e Frankie Hi Nrg, che sono scesi in piazza al fianco dei volontari Greenpeace Italia per dire no agli scavi nelle acque italiane.

Sabina Guzzanti in piazza con Greenpeace Italia a favore del Sì
Sabina Guzzanti in piazza con Greenpeace Italia a favore del Sì

Non è mancata la presa di posizione di Fiorella Mannoia, che sul suo profilo Facebook ha contribuito a tenere vivo il dibattito pubblicando la cartina delle concessioni petrolifere del nostro Paese, ricordando che qualsiasi altra nazione avrebbe puntato a valorizzare le proprie risorse paesaggistiche e naturali, piuttosto che a esporle ad un rischio di tale portata.

Per sostenere le ragioni del sì, e dell’importanza di raggiungere il quorum, Greenpeace Italia ha da qualche giorno diffuso in rete un video in cui alcuni volti tra i più amati del mondo dello spettacolo esprimono la loro contrarietà alle trivelle. Si tratta di Ficarra e Picone, Nino Frassica, Claudia Gerini, Elio Germano, Valeria Golino, Flavio Insinna, Noemi, Piero Pelù, Isabella Ragonese, Claudio Santamaria e Pietro Sermonti. Tutti uniti per un unico scopo: preservare l’integrità e la salubrità dei nostri fondali.

Quello del 17 aprile è un appuntamento a cui è vietato mancare e da cui dipenderanno le sorti del nostro patrimonio naturale, della biodiversità dell’ecosistema marino e della nostra stessa salute. La vittoria del significherebbe inoltre un segnale forte per spingere le istituzioni a virare verso politiche energetiche impostate in prima battuta sul rispetto e sulla tutela dell’ambiente. Un cambiamento necessario per il bene del nostro meraviglioso Paese.

Artisti ‘No Triv’, così il mondo dello spettacolo dice no alle trivelle ultima modifica: 2016-04-09T08:00:58+00:00 da Alberto Pinto

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