Birdgardening: pettirosso

Birdgardening, come ripopolare la città di uccelli selvatici

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Birdgardening, come ripopolare la città di uccelli selvatici ultima modifica: 2016-04-08T08:00:04+00:00 da Irene Messina
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Solitamente la prima cosa che dà il benvenuto alla primavera è il canto degli uccelli. Il cinguettio che risuona e si innalza dagli alberi e dai cespugli è segno inequivocabile che l’inverno è ormai agli sgoccioli e che la natura si sta risvegliando. In città però non è sempre facile accorgersi di questi piccoli ma importanti segnali, soprattutto nelle grosse metropoli e nelle zone ad alta concentrazione di cemento, dove alberi e cespugli scarseggiano. Esistono però tanti modi per provare a riportare un po’ di biodiversità anche nei centri urbani e riallacciare un contatto con l’ambiente naturale ormai lontano. Il birdfeeding e il birdgardening ne sono un esempio semplice ed efficace! Già da qualche anno tali pratiche sono state adottate nel nostro paese grazie all’Associazione birdfeeding Italia che ha portato questa cultura anglosassone, nata in Inghilterra e Stati Uniti, a diffondersi nelle città italiane  con l’obiettivo di conservare e salvaguardare la biodiversità in ambiente urbanizzato. Anche la Lipu, massima esperta nel settore, fornisce ottimi consigli e suggerimenti su come praticare al meglio il birdgardening e il birdfeeding.

Birdgardening

Alimentare gli uccelli selvatici e costruire un giardino degli uccelli sono le due pratiche, divertenti, semplici e giocose che possiamo adottare per riportare un po’ di natura nelle nostre città. Esse svolgono un ruolo educativo molto importante, sia per gli adulti che per i bambini, futuri difensori dell’ambiente e possono essere realizzate a casa, nel proprio giardino o sul balcone, ma anche a scuola o in alcune zone della città. Se vogliamo dare un riparo e un piccolo aiuto “alimentare” agli uccelli selvatici, potremo realizzare delle cassette nido e delle mangiatoie da appendere ai rami degli alberi o sul balcone, magari utilizzando un palo (tipo un attaccapanni). L’ideale sarebbe riempire maggiormente le mangiatoie nei mesi invernali e meno nella stagione calda. Ricordiamo sempre di differenziare l’offerta di cibo, poiché ci sono uccelli granivori (si cibano di semi), caratterizzati dal becco corto e robusto, e uccelli insettivori (mangiano insetti), riconoscibili dal becco lungo e stretto.

catbirdfood

La cosa migliore sarebbe realizzare sia mangiatoie che cassette nido con materiali naturali, in modo che gli uccelli si sentano più a loro agio e siano più invogliati ad utilizzarle. Per chi avesse solo una finestra disponibile, il consiglio è di riempirla il più possibile di vasi con piante ramificate e sempreverdi e di fissare al muro una piccola mangiatoia.

Birdgardening

Se non volete che le mangiatoie e le cassette nido siano prese d’assalto da piccioni e cornacchie, dovranno essere realizzate in modo da poter ospitare solo uccelli di piccole dimensioni e di esile peso. Fondamentale inoltre sarà posizionarle al riparo da vento e pioggia, possibilmente sempre vicino a piante e arbusti e fuori dalla portata di eventuali predatori come cani e gatti. Non dimentichiamo inoltre di controllare sempre che il cibo sia fresco e non ammuffito. Per rendere l’habitat per uccelli ancora più confortevole, si può aggiungere un piccola vaschetta d’acqua dove i nostri amici piumati potranno bere o farsi il bagno.

Birdgardening

Con un po’ di costanza e pazienza, piano piano, vedrete ripopolarsi di uccelli selvatici i vostri balconi, i vostri giardini e le strade. Passeri, cinciallegre, cinciarelle, pettirossi, merli, scriccioli e codirossi riempiranno coi loro cinguettii allegri un pezzetto della vostra città, facendovi dimenticare per un istante i palazzi, lo smog e i clacson delle auto. Così si che potrete dare davvero il benvenuto alla primavera!

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Classe 1986, vive a Torino, metà Piemontese e metà Siciliana. Dopo un master sulla Comunicazione per la Sostenibilità Ambientale, si butta a capofitto in quelle che sono le sue passioni: ambiente, educazione e scrittura. Tutto comincia con la pubblicazione di un libro di favole a tema green che diffonde nelle scuole con uno spettacolo. Da lì, il passo è breve per diventare educatrice ambientale, in collaborazione con un’associazione che sviluppa percorsi di educazione alla sostenibilità e fattoria didattica. In costante ricerca di posti nuovi da scoprire, meglio se naturali e incontaminati, ha una vera ossessione per il viaggio che non le impedisce mai di trovare un momento per partire, zaino in spalla e taccuino in tasca.

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