Killer slope, sullo schermo la montagna che tradisce

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Killer slope, sullo schermo la montagna che tradisce ultima modifica: 2016-03-07T08:00:56+00:00 da Valentina Tibaldi
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Il fascino della montagna non conosce stagione e, dopo il successo invernale dell’appuntamento con CinemAmbiente presenta Torino e le Alpi, torna a riempire con il potere evocativo di storie e immagini le sale cinematografiche di Torino. La rassegna, battezzata “In cordata”, affiancherà i film proposti nell’ormai consueta cornice del Cinema Massimo a una serie di narrazioni a tema organizzate e ospitate dal Circolo dei lettori.

Realizzata dall’Associazione CinemAmbiente, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal Circolo dei Lettori, da Torino e le Alpi, dalla Compagnia San Paolo, la serie di eventi conta sulla collaborazione dell’Associazione Dislivelli, del Trento Film Festival, del Cervino Cinemountain e del Gran Paradiso Film Festival.

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Lunedì 14 marzo alle 20.30 si comincia con la prima proiezione: sullo schermo “Killer Slope”, documentario del giornalista d’inchiesta e regista Geertjan Lassche realizzato con l’intento di esplorare il lato più destabilizzante, subdolo e letale dell’alta quota.

Cosa spinge gli alpinisti a intraprendere spedizioni estreme per giungere in cima, quale forza si impossessa di loro fino al punto di costringerli a mettere in gioco la propria vita solo per conquistare la vetta?

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Le strade semplici non portano da nessuna parte. Le idee radicate vacillano. Rendere possibile l’impossibile e andare almeno un passo oltre quel che è già si sa o è stato già fatto”, ecco la visione del regista di “Killer Slope”, che bene sembra adattarsi allo spirito assetato di sfida che contraddistingue gli scalatori. In quest’ottica, dopo gli incidenti mortali che coinvolsero due olandesi nel 2009 e nel 2011, Lassche parte nel 2014 al seguito di una spedizione sull’Himalaya. Destinazione: Cho Oyu, la sesta montagna più alta al mondo, ideale per documentare le dinamiche fisiche e psicologiche, personali e di gruppo che caratterizzano una simile impresa.

Mentre in patria la spedizione viene largamente pubblicizzata sui più importanti media, a 6.000 metri i dodici uomini coinvolti possono fare affidamento unicamente su se stessi. Mano a mano che si avvicinano alla vetta, la stanchezza aumenta di pari passo con i dilemmi esistenziali, rendendo via via più visibile una snervante lotta interiore fra etica ed ego. A questa altitudine e a questo punto- arrivano a chiedersi- valgono gli stessi codici di comportamento di sempre? Devono continuare a muoversi in gruppo o possono concedersi un ultimo sprint finale per raggiungere per primi l’ambito traguardo?

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I protagonisti sono filmati fra paesaggi mozzafiato, in cui la bellezza sconvolgente della montagna si impone prepotentemente sullo schermo e fa affermare con ammirato stupore: “Siamo in Paradiso…”. Ma quel Paradiso è uno scenario transitorio e traditore, capace di trasformarsi rapidamente in un inferno di ghiaccio che spazza via accampamenti, straccia tende e speranze in una sola, micidiale folata di vento.

Tra splendore e rischio, collaborazione per la sopravvivenza e rivalità per la gloria, altitudine della meta e profondità d’indagine dell’animo umano, il documentario presenta tutte le contraddizioni di una vicenda capace di coinvolgere il pubblico. “Nulla si realizza senza sforzo. Non esito a dare tutto me stesso per una storiaha dichiarato Lassche, interrogato sul suo lavoro. Le immagini di Killer Slope promettono di dimostrarlo con i fatti.

La proiezione ad  ingresso gratuito sarà seguita da un incontro con l’alpinista Fausto De Stefani e il giornalista Roberto Mantovani.

Killer slope, sullo schermo la montagna che tradisce ultima modifica: 2016-03-07T08:00:56+00:00 da Valentina Tibaldi
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Killer slope, sullo schermo la montagna che tradisce ultima modifica: 2016-03-07T08:00:56+00:00 da Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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