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mamma e cucciolo elefante

Stop alla mattanza degli elefanti. La soluzione è l’avorio vegetale!

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Stop alla mattanza degli elefanti. La soluzione è l’avorio vegetale! ultima modifica: 2016-02-24T08:00:57+00:00 da Irene Messina
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Quale bellezza ci può essere in un oggetto la cui realizzazione è stata causa di sofferenza? Quale valore può avere un gioiello che proviene dalla distruzione di una vita? Vale più un animale o un suppellettile? Queste sono domande che spesso mi girano in testa e che purtroppo molti uomini, in ogni parte del mondo, nemmeno si pongono. Spesso sentiamo parlare delle stragi di specie che dovrebbero essere protette come elefanti, rinoceronti, tigri, lupi e orsi, animali vittime di bracconieri e trafficanti in cerca di zanne, denti, corna, pellicce da vendere o in cerca anche solo di divertimento. Ogni anno 30mila elefanti africani vengono uccisi per soddisfare la domanda di avorio in Cina e nel sud est asiatico, dove un chilo di avorio può valere più di duemila dollari.

avorio

La città di Hong Kong risulta in testa nella macabra classifica per il maggior smercio di avorio in tutto il mondo. Il mercato asiatico ha da sempre dimostrato un grande interesse per questa materia prima con cui realizzare monili e manufatti. Da quest’anno però, forse qualcosa cambierà. Dopo un’intensa campagna informativa da parte del WWF nel paese asiatico durata diversi mesi, a gennaio 2016 il governo di Hong Kong ha annunciato l’ipotesi di un bando totale del commercio di avorio sul proprio territorio e l’inasprimento delle pene per i trafficanti. Speriamo che questa dichiarazione d’intenti si trasformi presto in legge e in realtà.

Forse molti non sanno, e soprattutto gli appassionati di avorio, che esiste un modo per non rinunciare a questo bel materiale ma allo stesso tempo fermare la mattanza di quelle splendide creature che ne sono portatrici. Stesso colore, stesso aspetto e di facile lavorazione: è l’avorio vegetale, conosciuto anche come corozo o tagua, ricavato dai semi di una palma che cresce nella foresta pluviale del Sud America. Conosciuto e utilizzato già da molto tempo, sta lentamente ritrovando negli ultimi anni la sua importanza economica ed ecologica come sostituto dell’avorio animale.

avorio vegetale

Il risultato è pressoché identico, ma con la fondamentale differenza che nessun’animale viene ucciso, e nemmeno le piante poiché per ricavare l’avorio vegetale basta raccogliere i frutti della palma Phytelephas Macrocarpa ed estrarne i semi. Per le popolazioni locali della zona pluviale del Sud America, la lavorazione dell’avorio vegetale è un’ importante attività economica sostenibile che le aiuta ad auto-sostenersi e che permette la salvaguardia della foresta nella quale vive questo particolare albero. Come per l’avorio animale si possono creare magnifici gioielli, suppellettili, oggetti di design utili o decorativi che si possono tingere o lasciare del bianco naturale.

avorio vegetale2

Spesso soluzioni più sostenibili ed etiche esistono già. Fondamentali sono l’informazione e un mutamento culturale ormai inevitabile e necessario per la sopravvivenza e la salvaguardia del mondo in cui viviamo. Abbandoniamo abitudini e tradizioni da “Medioevo”. La modernità è anche questa.

 

 

Stop alla mattanza degli elefanti. La soluzione è l’avorio vegetale! ultima modifica: 2016-02-24T08:00:57+00:00 da Irene Messina
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Stop alla mattanza degli elefanti. La soluzione è l’avorio vegetale! ultima modifica: 2016-02-24T08:00:57+00:00 da Irene Messina

Classe 1986, vive a Torino, metà Piemontese e metà Siciliana. Dopo un master sulla Comunicazione per la Sostenibilità Ambientale, si butta a capofitto in quelle che sono le sue passioni: ambiente, educazione e scrittura. Tutto comincia con la pubblicazione di un libro di favole a tema green che diffonde nelle scuole con uno spettacolo. Da lì, il passo è breve per diventare educatrice ambientale, in collaborazione con un’associazione che sviluppa percorsi di educazione alla sostenibilità e fattoria didattica. In costante ricerca di posti nuovi da scoprire, meglio se naturali e incontaminati, ha una vera ossessione per il viaggio che non le impedisce mai di trovare un momento per partire, zaino in spalla e taccuino in tasca.

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