Life According to Ohad, amore e attivismo in difesa degli animali

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Life According to Ohad, amore e attivismo in difesa degli animali ultima modifica: 2016-02-17T08:00:21+00:00 da Alberto Pinto
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Sostenere con coraggio i propri ideali andando contro a quello che per tutti è il naturale ordine delle cose. Guardare il mondo con gli occhi delle vittime per dar voce ai più deboli.

È la storia di Ohad, un giovane che ha scelto di dedicare la sua vita alla difesa degli animali, non soltanto sposando uno stile di vita vegano, ma lottando in modo attivo e devoto per realizzare il sogno di un cambiamento, con la consapevolezza delle conseguenze sociali e personali che la sua causa comporta.

Life According to Ohad
è il bellissimo e toccante documentario israeliano attraverso cui il regista Eri Daniel Erlich ci fa entrare nel mondo del protagonista, per guardare le cose da una prospettiva inedita. Il film ha ottenuto una Menzione Speciale nella sezione Concorso Documentari Internazionali del 18° Festival CinemAmbiente di Torino, membro della rete Green Film Network.

locandina Life According to Ohad

Ohad riesce a leggere più di ogni altro l’umanità negli occhi degli animali, condannando l’abuso sistematico che gli uomini commettono nei loro confronti, al pari di un vero e proprio olocausto. A causa dei suoi principi e del suo modo di manifestarli, Ohad ha dovuto rinunciare per molti anni al rapporto con i suoi familiari. Per riavvicinarsi ai suoi affetti decide dunque di creare una connessione con il suo mondo e con le sue battaglie.

Le affinità tra me e Ohad sono tante”, ci racconta Eri Daniel Erlich, con cui abbiamo parlato del film. “Come lui anche io vedo il mondo come un calderone di sofferenza, e l’essere umano come la causa principale di tutto questo. Questa visione comune ha convinto Ohad ad esporre a me e alla videocamera la sua angoscia e la sua rabbia, nonché il suo sincero e irremovibile punto di vista. Dietro l’intensa alienazione di Ohad rispetto all’ambiente che lo circonda c’è un’immensa e ingenua empatia verso gli animali. Questa empatia stringe Ohad in una morsa da più di un decennio, fatto di intenso e faticoso attivismo senza alcuna ricompensa visibile”.

Ohad

Ohad patisce nella sua anima la sofferenza di migliaia di innocenti massacrati, e ciò lo spinge a partecipare in prima persona ad operazioni di salvataggio, irruzioni rischiose nei mattatoi per documentarne i maltrattamenti, flash mob e performance di forte impatto in cui il suo stesso corpo si fa strumento per un messaggio di sensibilizzazione duro ed efficace.

Allo stesso modo lo spettatore del documentario fa i conti, forse per la prima volta, con una realtà che troppo spesso si ignora o minimizza, come sottolinea lo stesso regista. “Durante le riprese siamo venuti in contatto con un largo numero di aree dove gli animali crescevano con lo scopo della macellazione. Oltre all’enorme sofferenza causata a questi animali, abbiamo potuto vedere con i nostri stessi occhi i fiumi di sangue riversati tra gli ammassi di animali. Far crescere gli animali per cibarsene richiede enormi quantità di terreno, cibo, energia e acqua. L’effetto secondario dell’allevamento inquina la nostra aria e i corsi d’acqua. Rifiutando i prodotti animali, i vegani sono di fatto degli ambientalisti”.

Life According to Ohad Flash Mob
Attraverso il violento  impatto con la realtà di crudeltà e sofferenza che si cela dietro alla pratica della macellazione industriale, Ohad riesce a far comprendere alla sua famiglia e agli spettatori la fondatezza della sua posizione. Tra gli obiettivi del documentario c’è anche quello di spingere il pubblico a riconsiderare, quanto meno, la propria visione della vita e a smuovere l’indifferenza generale.  

Abbiamo tentato di mostrare un punto di vista differente rispetto a quello della nostra società, spostandoci sulle periferie di cui la maggior parte degli spettatori di cinema e televisione non sono a conoscenza. Lì trovi un mondo di rabbia e di disperazione verso lo stato delle cose, un forte desiderio di cambiamento manifestato dalla totale dedizione alla causa. Tutto questo accompagnato dalla credenza che restando attivi si possa arrivare ad un mondo migliore. C’è una grande incomprensione verso chi si attiva per un cambiamento sociale, come nel caso dell’estrema sensibilità di Ohad. Questa sensibilità è spesso percepita come una disconnessione dalla realtà, ma nei fatti gli attivisti come lui sono più connessi con ciò che accade davvero nella nostra realtà, che non è così piacevole come qualcuno vorrebbe credere”.

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Life According to Ohad, amore e attivismo in difesa degli animali ultima modifica: 2016-02-17T08:00:21+00:00 da Alberto Pinto
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Beneventano, laureato in comunicazione audiovisiva e web editor presso Cinecircus. Appassionato di cinema, serie televisive, viaggi e di tutto ciò che è arte e comunicazione. Creativo, curioso e sognatore, ama immergersi nelle storie e scoprirne dettagli e sfaccettature.

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