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Nell’anno della COP21 niente bianco Natale

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Nell’anno della COP21 niente bianco Natale ultima modifica: 2015-12-31T08:00:49+00:00 da Gaetano Capizzi
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Temperature in aumento, aria irrespirabile, gravi attacchi alla cultura e all’umanità, masse di individui disperati in cerca di un futuro migliore, un accordo ad esito della COP21 un po’ annacquato e che lascia l’amaro in bocca, una nuova legge di stabilità che ci insegna a non gettare i mozziconi a terra, agenzie di informazione che al riguardo riescono solo a dire che il vuoto a rendere è buona cosa ma è retrò. Questo 2015 lo ricorderemo così.

L’integralismo, gruppi organizzati che agiscono deliberatamente e si compiacciono nel distruggere vite, arte, memoria e civiltà. Azioni eclatanti che vanno alla ricerca della ribalta e che alla fin fine danneggiano ambiente, natura, paesaggio e cultura, così come del resto fanno e hanno sempre fatto interessi politici, economici e religiosi da cui sono scaturite guerre e conflitti.

Daisy growing out of an empty bullet

La politica poco pubblica, il profitto ad ogni costo, ideali religiosi deviati, seppur in modo meno plateale, hanno comunque anch’essi contribuito a rendere peggiore la società e il pianeta. Proprio su questi aspetti abbiamo voluto puntare i riflettori nell’ultima edizione del festival CinemAmbiente attraverso il Premio come “Miglior Mediometraggio” andato al documentario di Brent E. Huffman, “Saving Mes Aynak”. Allo stesso modo, con le giurie del festival, abbiamo celebrato quei cittadini che unendosi non si arrendono e sfruttano quel poco che hanno per dare vita a imprese che hanno dell’epico e per questo hanno la capacità di fare proseliti e di perdurare nel tempo. Tra i vincitori altresì “How to Change the World” di Jerry Rothwell, film-documentario sulla nascita di Greenpeace e dell’ambientalismo moderno. Nel palmares di #CA2015 anche “Bikes vs Cars” di Fredrik Gertten, un documentario che ci ha permesso di dare voce ai ciclo-attivisti di tutto il mondo. La bicicletta può infatti essere la chiave di volta per risolvere i problemi legati a traffico, inquinamento e riscaldamento globale, ma purtroppo, come si vede nel film, l’accessibile transizione verso un nuovo sistema è frenata ed ostacolata dai poteri economici capaci di fare pressione su politici e media.

premiazione-ca2015-besson-rothwell-getternDa sinistra Jerry Rothwell, Luc Jacquet e Fredrik Gertten premiati a CinemAmbiente 2015 | Photo credits: Paolo Tangari

Con il festival e sulle pagine di eHabitat, quello che cerchiamo di fare, nel corso degli anni che si susseguono, è accendere una scintilla. Il pubblico potrà uscire dalle sale deluso perché il documentario non era quello che si aspettava, oppure arrabbiato perché non ha trovato posto. Il nostro lettore potrà non essere d’accordo con ciò che scriviamo su eHabitat o su come lo abbiamo comunicato. Ma se idee e cultura cambiano il mondo, anche se a volte non incontriamo un parere del tutto favorevole, ci riteniamo ugualmente soddisfatti perché abbiamo fatto pensare, abbiamo fatto discutere, abbiamo innescato un dibattito, instillato un dubbio. Abbiamo dato spazio e l’opportunità di esprimersi e di farsi conoscere a chi lotta tutti i giorni per un mondo diverso che si sottrae alle regole imperanti e uniformanti.

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Torino dicembre 2015, le montagne senza le neve si innalzano dietro la cappa di smog | Photo credits: Stefano Angiolillo

In realtà, oggi più che mai, non occorre andare all’altro capo del mondo per sperimentare, vedere con i propri occhi e toccare con le proprie mani le conseguenze dei danni causati all’ambiente dal cambiamento climatico per azione e volontà dell’uomo. A Torino basta aprire una finestra per provare un forte senso di estraneità. In così poco tempo, sono stati cancellati paesaggi familiari, skyline icona di una città ai piedi dell’arco alpino conosciuto in tutto il mondo. Il riscaldamento globale sta subendo una forte impennata e un’accelerazione mai viste in questi ultimi anni. Le montagne non si vedono a causa di una fitta coltre di smog che da giorni ci avviluppa. Stiamo facendo conoscenza con una lunga siccità data dall’assenza delle precipitazioni e così, quando riusciamo a vedere le montagne, pur essendo in inverno, le Alpi senza neve appaiono alquanto anomale per il periodo dell’anno in cui siamo e per la latitudine in cui ci troviamo. Del resto il cambiamento in atto è tangibile ancora più da vicino: nei parchi cittadini gli alberi sono in fiore come a primavera. Diventa quindi di primaria importanza proteggere il paesaggio e la natura vicini a noi. Con la rassegna cinematografica “CinemAmbiente presenta Torino e le Alpi” intendiamo andare in questa direzione e preservare la montagna da sempre nel bagaglio culturale di Torino sensibilizzando l’opinione pubblica con proiezioni di film a tema e dibattiti che proseguiranno con cadenza mensile per tutto il 2016.

home_torino_skylineTorino inverno 2014

Il cambiamento climatico e i suoi devastanti effetti sono dunque innegabili e vicini a noi, chiunque lo può testimoniare; tuttavia sembra ancora non mobilitare le masse. A causa di tanta indifferenza, mai come in questi tempi gli ambientalisti possono essere considerati trasgressivi, individui fuori dagli schemi, sovversivi e rivoluzionari. Credo che molto ci sia da fare e credo che non solo i cittadini debbano attivarsi. È tempo che le istituzioni si preoccupino e agiscano concretamente per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni avendo il coraggio di compiere scelte difficili e impopolari, di abbandonare i cliché e quei vecchi e fallimentari paradigmi che fanno acqua da tutte le parti.

È la dittatura dell’indifferenza e la logica dell’abbondanza che vanno necessariamente arginate. Non esiste la ricetta per risolvere questi enormi problemi. I cambiamenti sono processi lenti e allo stesso tempo contraddittori. Credo però che sia necessario ristabilire gli equilibri tra uomo e natura. Solo rallentando e fermando questa macchina ormai impazzita si può compiere un atto di rottura e individuare nuovi e più equi significati che portano a effettuare scelte più consapevoli a tutti i livelli.

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Nell’anno della COP21 niente bianco Natale ultima modifica: 2015-12-31T08:00:49+00:00 da Gaetano Capizzi

Critico cinematografico e organizzatore di eventi culturali e festival. Dal 1996 inizia una ricerca sul rapporto tra cinema e ambiente, e nel 1998 fonda l'Associazione e il Festival CinemAmbiente, che tuttora dirige. Nel 2010 fonda il Green Film Network, che raggruppa i maggiori festival internazionali di cinema ambientale. È presidente dell'Associazione Culturale Ambiente in Circolo editrice del web journal eHabitat.it.

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