Valley Uprising, tutti i volti della scalata

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Valley Uprising, tutti i volti della scalata ultima modifica: 2015-12-09T08:00:20+00:00 da Alberto Pinto
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Terzo appuntamento cinematografico con CinemAmbiente in Valchiusella la rassegna che porta sul grande schermo il mito e il fascino della montagna.

Locandina di Valley Uprising

Dopo il debutto del 2 agosto, sabato 4 agosto 2018 all’interno della rassegna Cinemambiente in Valchiusella sarà la volta di Valley Uprising, che sarà proiettato a Traversella (TO) alle ore 21:00. Grande protagonista sarà l’arrampicata, raccontata in chiave inedita e spettacolare dai registi Nick Rosen, Peter Mortimer e Josh Lowell.

Il film ripercorre sessant’anni di sfide in alta quota sulle vette dello Yosemite, meraviglioso parco nazionale californiano. Alla visione seguiranno gli interventi di Enrico Camanni  storico dell’alpinismo e scrittore, e con il boulderista Luca Rinaldi.

Valley Uprising racconta l’impresa della scalata come non è mai stato fatto prima d’ora, con suggestive immagini di archivio e rocambolesche arrampicate che hanno fatto la storia. Negli anni ’50 le vette dello Yosemite sono diventate la culla della controcultura americana, il rifugio naturale di donne e uomini che hanno scelto di seguire uno stile di vita alternativo, a stretto contatto con la natura e lontano da un mondo frenetico dedito al consumo. Una sfida con se stessi e con i propri limiti, tra natura, musica e libertà.

Si tratta di vivere una vita esperienziale, piuttosto che una vita materiale”, ci spiega il regista Peter Mortimer, con cui abbiamo parlato del film. “Questo tipo di scelta implica il mettersi alla prova, riscoprire la natura alle sue condizioni, vivere in una comunità, far parte di qualcosa di più grande, essere dei ‘tipi tosti’. E’ la montagna che ispira tutto ciò, tutto ruota attorno ad essa. Vivi le sue ombre, tormenta i tuoi sogni, trascorri ogni minuto a pensare a nuovi modi per scalarla, modi migliori, a pensare a come possa renderti più audace. Ho deciso di raccontare questa vicenda perché è la grande storia del nostro mondo. Lo Yosemite è il centro della scena e la culla della scalata rocciosa. Io l’ho vissuta, anche se solo per poco, e sono stato ispirato dal luogo e dalle persone che lo rendono vivo”.

Una scena di Valley Uprising

Ad emergere sono le storie avvincenti di chi, in questi decenni, ha tentato di portare a termine la propria personale scalata, sfidando le leggi dell’uomo e della natura per scoprire se stessi attraverso un’esperienza unica. “È semplicemente un diverso modo di essere, in cui ciò che ti importa e ciò che pensi, ciò che orienta i tuoi obiettivi, non è materiale, ma esperienziale. Io credo che ci siano molti giovani e molte persone adulte che vivono in questo modo, ma che le loro storie non vengano ascoltate e raccontate, perché esse non fanno parte del frastuono, di ciò che la nostra civiltà sta diventando giorno dopo giorno. È bello poter condividere un diverso modo di essere, e forse la gente vuole evadere per un po’”.

Valley Uprising scena

Con uno stile originale e racconti mozzafiato, Valley Uprising è un film in grado di parlare a tutti, non solo agli amanti dell’arrampicata. La montagna diventa il simbolo della sfida, e allo stesso tempo una ricchezza da riscoprire, in cui l’uomo si libera di tutto ciò che è materiale, riconciliandosi con se stesso ed entrando in sintonia con la natura autentica.

La scalata è sempre stata una metafora del porsi grandi obiettivi, audaci e selvaggi”, conclude il regista. “Andare avanti superando tutti gli step e tutte le sfide, attraverso errori e relazioni, per raggiungere il proprio scopo. Poi, una volta arrivati in cima, non siamo mai soddisfatti, e non ci resta che inseguire il prossimo sogno”.

Valley Uprising, tutti i volti della scalata ultima modifica: 2015-12-09T08:00:20+00:00 da Alberto Pinto

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