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Da Massarosa a Siviglia, due soluzioni che invogliano a pedalare

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Da Massarosa a Siviglia, due soluzioni che invogliano a pedalare ultima modifica: 2015-12-04T08:00:59+00:00 da Claudia Gaggiottino
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Quando si sente parlare di iniziative “illuminate” per promuovere l’uso della bicicletta come principale mezzo di trasporto, tutti pensano quasi automaticamente a città come Copenhagen, Bruxelles o Amsterdam. E a ragione, dato che sono esempi di un’ottima cultura alla mobilità sostenibile. Ma questa volta anche l’Italia potrà diventare un esempio da seguire.

Il comune di Massarosa (LU) ha deciso, in collaborazione con la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, di riprendere una lodevole iniziativa realizzata non molto tempo fa in Francia: un rimborso chilometrico di 25 centesimi, per un massimo di 50 euro al mese e quindi 600 euro all’anno, a chi utilizza la bici per recarsi a lavoro.

Bike to work, progetto sperimentale e della durata di un anno, coinvolgerà cinquanta persone, non più di dieci dipendenti comunali e non più di dieci lavoratori della stessa azienda; l’ordine di arrivo della domanda sarà fondamentale per poter rientrare nel gruppo dei cinquanta.

bike_to_work

Chi rientrerà nell’esperimento avrà a disposizione una app per smartphone che permetterà di monitorare i percorsi, così da poter stabilire i chilometri percorsi e il rimborso corrispondente. I fondi utilizzati per rimborsare i fortunati e virtuosi lavoratori fanno parte di un fondo di 30mila euro provenienti da multe e contravvenzioni.

Nel caso in cui, come si spera, l’iniziativa dovesse funzionare, l’idea dell’assessore alla Mobilità di Massarosa Stefano Natali è quella di allargare il bonus a più persone nei prossimi anni. Considerando il fatto che è l’Unione Europea a chiedere ai Paesi membri di agire in tal senso”, spiega l’assessore riferendosi agli obiettivi fissati per il 2020 per contrastare il riscaldamento globale, la speranza è di poter contare su un aiuto da parte dell’Europa.

Senza dubbio, puntare al portafogli è un metodo che ha tutte le carte in regola per incentivare le persone a lasciare l’auto in garage; a volte, però, non è per forza il lato puramente venale che deve essere solleticato.

A Siviglia, per esempio, è bastato creare delle piste ciclabili sicure per far scendere in strada più ciclisti di quelli che si sarebbe potuti immaginare. Secondo le statistiche europee infatti, solo 1,6% degli spagnoli considerano la bicicletta come principale mezzo di trasporto. Gli spostamenti su due ruote a Siviglia sono stati per molti anni irrisori (0,5 per cento) ma, dopo la costruzione di 120 chilometri di piste ciclabili, le cose sono cambiate. Il risultato effettivo non è una circolazione di biciclette ai livelli dei Paesi Bassi o della Danimarca, ma è comunque impressionante.

siviglia in bici

Il numero medio di biciclette usate ogni giorno in città è salito da poco più di seimila a oltre settantamila. Dall’ultima verifica, circa un anno fa, è emerso che il 6% di tutti viaggi avveniva in bicicletta, una cifra che sale al 9 per cento se si escludono i pendolari.

Oggi il capoluogo dell’Andalusia è diventato un esempio da seguire, tanto che le città andaluse con più di 100mila abitanti si sono impegnate a costruire corsie protette per facilitare e rendere più sicuri gli spostamenti su due ruote.

E se questo non dovesse bastare, allora si può sempre riproporre l’idea del comune di Massarosa!

Da Massarosa a Siviglia, due soluzioni che invogliano a pedalare ultima modifica: 2015-12-04T08:00:59+00:00 da Claudia Gaggiottino
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Laureata in Comunicazione per le Istituzioni e le Imprese, vive a Torino ma si sente cittadina del mondo e, per questo,è sempre con lo zaino pronto e il passaporto in mano. Ambientalista convinta agisce nel locale per diffondere un’educazione ambientale globale. Consapevole del grande potere dei mezzi di comunicazione, è diventata giornalista per avere la possibilità di trasmettere i valori legati al rispetto dell’ambiente e condividere buone pratiche quotidiane, che possano aiutare ad alleggerire lo zaino ecologico di ognuno.

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