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Un mare di fango e veleno: il Brasile chiede aiuto

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Un mare di fango e veleno: il Brasile chiede aiuto ultima modifica: 2015-11-30T08:00:25+00:00 da Annalisa Audino
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Un disastro ambientale senza precedenti: lo hanno definito così non solo i brasiliani, ma anche gli esperti ambientali di tutto il mondo. E sebbene si tratti di una catastrofe nella catastrofe che avrà conseguenze enormi sull’intero ecosistema brasiliano, i giornali ne stanno parlando relativamente troppo poco. Giustamente concentrati sulle difficili questioni politiche di questo periodo, nessuno sembra accorgersi che in Brasile una macchia velenosa si sta espandendo nel mare e sta uccidendo un intero ecosistema.

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Ricostruiamo i fatti. A inizio novembre due dighe hanno ceduto vicino al paese di Bento Rodrigues nello stato di Minas Gerais, inondando l’intero territorio. Il contenuto delle dighe, appartenente alla società mineraria Samarco che compie attività estrattive nella zona, non solo ha inondato di fango tutto il territorio circostante, uccidendo e ferendo numerose persone, ma ha dato il via ad uno spargimento letale di residui tossici e sostanze inquinanti, mettendo in serio pericolo l’intero bacino  del  Rio Doce.

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Come se non bastasse – ed è qui che la situazione si fa ancora più preoccupante – ad oggi, non solo altre dighe sono a rischio rottura, ma, cosa più grave di tutte, il fiume di fango e veleno ha ormai raggiunto il mare. Un cocktail letale di arsenico, antimonio, mercurio, zinco, rame e ferro sta uccidendo pesci, tartarughe e crostacei, numerosi sulle spiagge e nelle acque locali e sta creando enormi problemi sulla potabilità dell’acqua per la popolazione e per gli animali.

I soccorsi hanno dato il via all’Operazione Arca di Noè e sono state avviate numerose attività per arginare il pericolo, compresa una campagna di crowfunding per cercare i fondi necessari a salvare ambiente e popolazioni. In generale, in America Latina, la corsa delle multinazionali per accaparrarsi le risorse ambientali è sempre più frenetica e assecondata da tutti i governi. In una tale situazione, ancora una volta le popolazioni indigene e il territorio ne pagano le conseguenze maggiori, diventando vittime indifese di catastrofi come quella brasiliana.

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È tempo di fare qualcosa: riscaldamento globale, land grabbing, ocean grabbing, ogm, pesticidi non sono che la punta dell’iceberg! Il nostro pianeta e l’intera umanità hanno bisogno di aiuto, il loro futuro è in serio pericolo! E, sebbene sembri quasi un’assurdità, noi possiamo fare qualcosa, cercando di vivere la nostra quotidianità nel modo più sostenibile possibile, iniziando a produrre meno rifiuti e cercando di rispettare e tutelare il nostro ecosistema. Cominciamo a dare il buon esempio!

Un mare di fango e veleno: il Brasile chiede aiuto ultima modifica: 2015-11-30T08:00:25+00:00 da Annalisa Audino
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Un mare di fango e veleno: il Brasile chiede aiuto ultima modifica: 2015-11-30T08:00:25+00:00 da Annalisa Audino

Laureata in Culture Moderne Comparate e giornalista pubblicista, legge, scrive, ama le passeggiate in montagna, ma anche andare in moto. Visita mostre, ascolta musica e non ne ha mai abbastanza di imparare. Adora le cose fatte in casa e cerca di vivere in modo sostenibile. Attualmente è impiegata presso l'Ufficio Comunicazione di Slow Food.

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