A man plays piano near the cordened off area around the Bataclan theatre in the 11th district of Paris on November 14, 2015, after a series of attacks on the city resulting in the deaths of at least 120 individuals. More than a hundred people were gunned down at the Bataclan theatre in Paris late Friday during a concert by the US band Eagles of Death Metal. AFP PHOTO / KENZO TRIBOUILLARD

Una bici traina un pianoforte per portare sostegno alle vittime di Parigi

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Una bici traina un pianoforte per portare sostegno alle vittime di Parigi ultima modifica: 2015-11-16T08:00:34+00:00 da eleonora anello
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Parigi, 14 novembre 2015, 11° arrondissement. Tra fiori e macchie di sangue, un uomo con una bici traina il suo pianoforte e si posiziona a pochi metri dalla sala concerto Bataclan, il luogo teatro dell’attacco sanguinario avvenuto il giorno precedente. Davide Martello, un ragazzo italo-tedesco che si definisce “musicista di crisi”, ha cominciato a suonare ‘Imagine’, l’inno alla pace di John Lennon. Attorno al pianista di strada si raduna immediatamente una piccola folla che ascolta e riprende la sua performance in silenzio e commozione e la consegna ai media di tutto il mondo.

Davide Martello è solito raggiungere i luoghi colpiti da eventi drammatici per portare sostegno alle vittime. Nei momenti più bui è presente per donare la sua solidarietà attraverso il potere della musica. La musica, efficace linguaggio universale, è capace di unire, di confortare, di aiutare a pensare. Le note, anche solo per pochi attimi, sono in grado di lenire il dolore. In passato Davide ha suonato dopo gli attacchi alla redazione di Charlie Hebdo, in piazza Maidan durante le proteste in Ucraina, a piazza Taksim a Istanbul e in Afghanistan.

Davide Martello in piazza Taksim ad Istanbul suona in solidarietà al movimento di Gezy Park
Davide Martello in piazza Taksim ad Istanbul suona in solidarietà al movimento di Gezy Park

Vogliamo offrirvi queste immagini e puntare la nostra attenzione su questa storia, per poter infondere speranza e affinché ogni individuo possa riflettere su ciò che è accaduto e ripensare alle scelte di ogni giorno. Ogni nostra piccola scelta può incidere su qualcosa di più grande. Può cioè influenzare i grandi cambiamenti. I gravi attacchi terroristici sono il risultato di decenni di politiche guerrafondaie arroganti, egoistiche e poco ponderate, che hanno posto tra le priorità dei decisori unicamente il profitto e gli l’interessi economici a discapito dei più deboli e di chi si trova in difficoltà. Attacchi terroristici, guerre, rifugiati, fame nel mondo, tutti siamo un po’ responsabili.

Ovviamente, nulla può giustificare ciò che è successo a Parigi, tanto i bombardamenti in Siria, in cui migliaia di civili innocenti continuano a perdere la vita, quanto le esecuzioni sommarie di giovani trucidati, ad uno a uno e a sangue freddo, a colpi di Kalashnikov.

Davide Martello arriva con bici e pianofeorte in Ucraina | photo @focus.de
Davide Martello arriva con bici e pianoforte in Ucraina | photo @focus.de

Nell’apprendere ciò che stava accadendo a Parigi, scioccata ed esterrefatta, ho cercato di mettermi in contatto con i miei amici che vivono lì. Solo una mancava all’appello (ho saputo il giorno dopo essere ritornata in Italia per il rinnovo della patente). Poi sono andata a guardare le mie figlie nel letto che dormivano e mi sono vergognata del mondo che stiamo consegnando loro.

Fino ad oggi troppi i commenti visti sui social che non fanno altro che cavalcare l’onda becera del razzismo e dell’intolleranza. Forse prima di lasciarsi andare all’odio dovremmo imparare a vivere o perlomeno a mettere in discussione il modello di vita a cui ci siamo adattati e che crea ingiustizie e diseguaglianze in numerose e vaste aree del mondo al fine di arricchire pochi.

Davide Martello si esibisce in Germania | Foto: Steffen Heizereder
Davide Martello si esibisce in Germania | Foto: Steffen Heizereder

Un pensiero va alla Conferenza sui cambiamenti climatici. La Cop21 si aprirà proprio a Parigi tra qualche giorno. Che ne sarà ora dell’accordo che Hollande e Obama si erano impegnati a raggiungere? I potenti avranno ancora voglia e modo di parlare dello stato di salute del nostro pianeta?

Una ferita inferta difficile da dimenticare. Un massacro di cui non potevamo non parlare. Tuttavia, in questo momento di cordoglio per le vittime, eHabitat.it, per non lasciare campo libero all’odio e al terrore, crede che la risposta migliore sia di tornare a fare quello che ha sempre fatto, credendoci più di prima.

 

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Vive a Torino. E' giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione. Vegetariana ed ecologista, è appassionata di ambiente e di come viene comunicato. Ama il sole e non potrebbe fare a meno del mare. Si sente la paladina dell'ambiente. Per fortuna nella vita privata è mamma di due splendide bimbe che la portano con i piedi per terra. Odia parlare in pubblico e per questo... scrive.

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