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Stop all’olio di palma: firma anche tu la petizione!

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Stop all’olio di palma: firma anche tu la petizione! ultima modifica: 2015-10-15T08:00:44+00:00 da Annalisa Audino
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È diventato il nuovo demone dei prodotti confezionati e chi ha l’abitudine di controllare le etichette dei prodotti alimentari, prima di compiere qualsiasi acquisto, controlla che non sia presente. Stiamo parlando dell’olio di palma, l’olio vegetale forse più usato al mondo, non solo per i prodotti alimentari (anche biologici, non solo confezionati), ma anche nel settore cosmetico, energetico e farmaceutico.

La verità però è che, dalle polemiche sui giornali fino ai dibattiti più impegnati, c’è una gran confusione, soprattutto da quando è diventato obbligatorio segnalarlo sulle etichette. Fa veramente male alla salute? E i problemi del nostro pianeta risiedono davvero in buona parte nella produzione di olio di palma?

olio di palma

In realtà la risposta non è univoca. L’olio di palma è da evitare così come tutti i prodotti che hanno elevate quantità di grassi saturi (in primis il burro). In particolare, il suo elevato contenuto di grassi saturi, che lo rende semi-solido a temperatura ambiente e quindi ideale per creme e farciture, non è purtroppo controbilanciato da un’adeguata presenza di acidi grassi polinsaturi benefici, ritenuti in grado di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo LDL. I rischi per cuore e circolazione, quindi, ci sono, è inevitabile, ma nel caso di assunzioni di grandi quantità.  Ed è proprio qui che si annida il rischio maggiore: l’olio di palma è onnipresente ed è quindi facile assumerne troppo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quantità consigliata di questo nutriente è del 10% dell’apporto calorico quotidiano, circa 22 grammi per una dieta di 2000 kcal.

Per finire, la fregatura è dietro l’angolo. Se il produttore scrive di aver eliminato l’olio di palma dal suo prodotto, non è detto che sia una buona notizia: l’olio di cocco, ad esempio, contiene molti più grassi saturi!

olio di palma

E per l’ambiente? In questo caso, i danni non sono da sottovalutare. Innanzitutto l’olio di palma è impiegato anche nella produzione di biodiesel e il biocarburante ottenuto a partire dall’olio di palma è stato bollato dalla U.S. Environmental Protection Agency come non ecologico, in quanto la sua produzione è causa di emissioni di anidrdide carbonica superiori a quanto consentito.

Ma i problemi più gravi sono dati dalle coltivazioni stesse delle palme da olio, alle quali si oppongono da tempo associazioni ambientaliste come Greenpeace e Friends of the Earth, ben consce dei gravi danni per l’ecosistema provocati. Senza contare le violazioni dei diritti territoriali delle comunità indigene, con espropriazioni delle terre dei contadini e deportazioni di interi villaggi, la coltivazione di palme da olio sta sottraendo terreno a foreste dal valore inestimabile, comprese antiche foreste pluviali caratterizzate dalla presenza di ecosistemi irripetibili al mondo. La preparazione del terreno per la coltivazione delle palme da olio richiederebbe interventi drastici che comprenderebbero incendi in grado di distruggere centinaia di ettari di foreste ogni anno in nome di necessità industriali sempre più incalzanti, contribuendo alla scomparsa dell’80-100% delle specie animali che le abitavano: un danno enorme alla biodiversità tipica di queste aree e un contributo pesantissimo all’impennata di gas serra nell’atmosfera.

olio di palma

Che fare quindi? Forse è meglio intervenire! Alcuni marchi (Coop, Esselunga, Carrefour, Iper, Despar, Primia con i marchi Basko, Poli, Tigros e Iperal, Crai, Ikea, Ld Market, Picard, MD discount e U2) si stanno muovendo e hanno firmato la petizione STOP ALL’OLIO DI PALMA. Altre, come Ferrero e Unilever, hanno aderito al nuovo gruppo di lavoro del WWF Palm oil innovation group. Ma come in ogni cosa, anche il nostro contributo è fondamentale. Oltre a leggere le etichette dei prodotti che acquistate e firmare la petizione STOP ALL’OLIO DI PALMA, possiamo firmare anche le petizioni dei singoli paesi che stanno cercando di combattere questa piaga ambientale. La deforestazione interessa varie zone del mondo in particolare Malesia e Indonesia dove una particolare petizione, lanciata da Salviamo La Foresta, chiede al Governo indonesiano di denunciare i colpevoli e di chiudere immediatamente le aziende responsabili.

Distruggere queste zone significa dire addio a dei veri e propri paradisi di biodiversità e a dei polmoni verdi che da millenni sono correlate alla produzione dell’ossigeno necessario alla sopravvivenza di ogni forma di vita, compresa la nostra.

Stop all’olio di palma: firma anche tu la petizione! ultima modifica: 2015-10-15T08:00:44+00:00 da Annalisa Audino
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Stop all’olio di palma: firma anche tu la petizione! ultima modifica: 2015-10-15T08:00:44+00:00 da Annalisa Audino

Laureata in Culture Moderne Comparate e giornalista pubblicista, legge, scrive, ama le passeggiate in montagna, ma anche andare in moto. Visita mostre, ascolta musica e non ne ha mai abbastanza di imparare. Adora le cose fatte in casa e cerca di vivere in modo sostenibile. Attualmente è impiegata presso l'Ufficio Comunicazione di Slow Food.

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