How to change the world, l’origine di Greenpeace e dell’ambientalismo moderno

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How to change the world, l’origine di Greenpeace e dell’ambientalismo moderno ultima modifica: 2015-10-11T09:00:45+00:00 da Valentina Tibaldi
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Come si cambia il mondo? Da dove si può partire e come si deve procedere per trasmettere al mondo il proprio messaggio, arrivando a spingere all’azione persone che condividono gli stessi ideali? How to Change the World di Jerry Rothwell, proiettato il 10 ottobre in anteprima nazionale a CinemAmbiente 2015 nell’ambito del Concorso Internazionale Documentari, racconta una storia che è al tempo stesso un tentativo riuscito di rispondere a questi annosi interrogativi.

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Il film, che ha vinto tra gli altri il premio World Doc Special Jury Award al Sundance 2015, è un montaggio di materiale di repertorio inedito, anni e anni di riprese che testimoniano le vicende di un gruppo di amici che negli anni Settanta ha cominciato veleggiando in segno di protesta in una zona di test nucleari negli Stati Uniti, e che oggi è diventata l’organizzazione universalmente conosciuta con il nome di Greenpeace.

Esperti comunicatori e consapevoli della potenza delle immagini, questi pionieri hanno filmato fin dall’inizio, nel 1971, le loro azioni dimostrative: è l’origine, documentata e impressa su pellicola, dell’ambientalismo moderno. Utilizzando materiale d’archivio e interviste ai carismatici protagonisti, Jerry Rothwell ha realizzato un documentario che si fa portatore di una profonda riflessione sull’enorme sforzo necessario a bilanciare la sfera politica con quella personale.

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La storia è incorniciata dalla narrazione in prima persona di Robert Hunter, giornalista irriverente e una delle prime guide dell’organizzazione che, attraverso azioni, scelte e contraddizioni, disegna un ritratto intimo dei membri originari del gruppo, eterogeneo fino a comprendere indiscriminatamente scienziati e musicisti hippie, e del loro stesso attivismo.

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Scrive il regista in una nota: “Le riflessioni dei fondatori di Greenpeace sul loro passato ci parlano di dilemmi attorno all’ambientalismo, riferibili però a tutti i movimenti che puntano al cambiamento, e ci rivelano anche dilemmi legati al processo di crescere, di invecchiare: le tensioni tra l’idealismo giovanile, l’ego e il coraggio da un lato, e la maturità, il pragmatismo e le manovre politiche dall’altro. In un momento in cui dobbiamo affrontare problemi su scala globale, si spera che la storia di questo piccolo gruppo di persone possa farci riflettere non solo su come agire individualmente, ma anche collaborando fra noi”.

Un film da vedere, un’opportunità per conoscere da vicino la genesi di Greenpeace e -perché no- trovare nuovi spunti per provare a cambiare in meglio, ogni giorno un po’, il mondo che ci ospita.

 

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How to change the world, l’origine di Greenpeace e dell’ambientalismo moderno ultima modifica: 2015-10-11T09:00:45+00:00 da Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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