BIKES VS CARS, pedali contro motori per una sfida di mobilità urbana

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BIKES VS CARS, pedali contro motori per una sfida di mobilità urbana ultima modifica: 2015-10-05T08:00:00+00:00 da Valentina Tibaldi
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Una sfida di mobilità urbana tra bici e auto. Per le vie di Torino venerdì 9 ottobre alle h.18.30 si darà il via a un evento che mette su strada la perenne rivalità fra due opposte fazioni, ciclisti e automobilisti che, con gli occhi vigili e la mente concentrata sul traguardo comune del Cinema Massimo, affronteranno le insidie e i rallentamenti del traffico del capoluogo piemontese all’ora di punta.

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L’ecoevento si situa all’interno del vasto programma di appuntamenti di CinemAmbiente, festival di cinema ambientale giunto quest’anno ala 18ma edizione. Tre i luoghi in cui verranno piazzati i blocchi di partenza: Porta Nuova (da cui partiranno Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino al volante, e Claudia Apostolo, giornalista, su pedali) il Museo A come Ambiente (Enzo Lavolta, Assessore Sviluppo, Innovazione, Ambiente e Verde della Città di Torino sarà in auto, mentre il giornalista Leonardo Bizzaro monterà in sella) e lo Stadio Olimpico (in questo caso la gara è fra l’automobile di Gabriele Ferraris, giornalista, e la bicicletta di Fredrik Gertten, giornalista e regista svedese) che daranno origine a tre diversi tragitti della lunghezza rispettiva di 1,5 km, 3,5 km e 5,5.

Tra le fila dei virtuosi su due ruote ci sarà dunque anche Fredrik Gertten, regista del documentarioBikes vs Cars”, che verrà proiettato in anteprima nazionale al termine della sfida al Cinema Massimo, nell’ambito del Concorso Internazionale Documentari di CinemAmbiente.

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“Bikes vs Cars” descrive una crisi globale di cui tutti siamo testimoni. Il clima sballato, i territori maltrattati, città la cui intera superficie è consumata dalle automobili. E ancora l’inquinamento, le malattie, lo stress e le frustrazioni ad esso collegati. La bicicletta è un ottimo strumento alla portata di tutti per porre un freno a questi problemi, ma i poteri che lucrano sul traffico privato investono ogni anno miliardi in azioni di lobbying e pubblicità per tutelare il loro business.

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Le testimonianze di attivisti e pensatori di San Paolo, Los Angeles, Toronto che, a dispetto di tutto e nonostante il crescente numero di ciclisti uccisi nel traffico, rifiutano di smettere di pedalare per esercitare un proprio sacrosanto diritto forniscono un’ulteriore prova della dimensione e dell’urgenza della situazione. Senza contare che, dal lato opposto, ci sono invece luoghi capaci di dimostrare con i fatti i cambiamenti rivoluzionari che potrebbero accadere se più città uscissero dal modello auto-centrico: un esempio su tutti Copenaghen, dove il quaranta per cento degli abitanti si muove in bici.

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A una richiesta di spiegazione sul titolo, in una nota Gertten risponde: “E’ una questione di urbanistica. Le biciclette rappresentano una programmazione urbanistica a misura di uomo, in cui i piccoli esercizi commerciali prosperano. Le auto sostengono i centri commerciali, le soluzioni autostradali. Il film non è incentrato sul conflitto tra “motorizzati” e ciclisti. Una pianificazione urbana dettata dalle lobby ha causato negli anni una dipendenza da parte della gente nei confronti delle auto. Anche gli automobilisti sono vittime di questo effetto e pagano con il loro tempo negli ingorghi senza fine”.

Effettivamente, trovare un reale vincitore fra persone che trascorrono ore e ore imbottigliati durante i loro spostamenti quotidiani è un’impresa ardua e, in fin dei conti, questo modello predominante di trasporto cui gli ultimi decenni ci hanno abituato non è altro che l’ennesimo paradosso della lotta eterna fra buon senso e interessi economici.

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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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