Nausicaä della Valle del vento: per un cinema del Rispetto

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Nausicaä della Valle del vento: per un cinema del Rispetto ultima modifica: 2015-09-19T08:30:41+00:00 da Emanuel Trotto
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Il fatto 

Mille anni dopo una guerra termonucleare, il mondo è diventato una distesa radioattiva chiamata Giungla Tossica, popolata da mostruosi insetti. Gli umani sopravvissuti si dividono in due casate perennemente in lotta fra di loro: Tolmechia e Pejite. Terreno dello scontro finale è la Valle del Vento, unico luogo rimasto incontaminato sulla Terra. Qui vive la principessa Nausicaä in comunione e serenità con la Natura. Cercherà di evitare un inutile massacro.

NausicaaDellaValleDelVento

Il commento

Chi non conosce Lupin III il ladro gentiluomo? Non parliamo della nuova serie, ma di quella originale, datata 1971 (ma arrivata in Italia nel 1979); oppure Heidi (1974), o Anna dai capelli rossi (1979), e tutte quell’ondata di cartoon giapponesi che, dalle reti private negli anni ’80 in poi, hanno riempito i pomeriggi di numerosi bambini? Chi non si è commosso, non ha riso, non si è appassionato alle avventure dei personaggi di questi cartoni (merito anche, parliamo dell’Italia, di azzeccatissime colonne sonore)? O si è lasciato incantare dalla poesia e dalla raffinatezza di alcune storie: dalla magia totale che spesso, nel tempo, i numerosi ri-doppiaggi (per quanto si voglia, più aderenti ai dialoghi originali), hanno in qualche modo snaturato.

C’è una cosa, però, che un doppiaggio nuovo non può snaturare, se non nella memoria dello spettatore più severo: la poesia delle immagini, la loro composizione in un’animazione genuinamente bidimensionale, le musiche che incorniciano il tutto; il messaggio di fondo che, nel lavoro di Hayao Miyazaki, va al di sopra della forma. Miyazaki, che si è fatto le ossa realizzando numerosi episodi delle serie sopra citate, ha trasportato l’essere un artista nell’industria dell’anime, all’interno della sua filmografia, creando consensi e affetto in tutto il mondo: dai Leoni d’Oro al Festival di Venezia, all’Oscar come miglior film d’animazione nel 2001; alle parole di stima che un altro grande regista, Akira Kurosawa, gli ha dedicato.

Nausicaa 1

Un cinema d’autore che si esprime attraverso tematiche forti ricorrenti nei suoi lavori, come l’antimilitarismo e l’ambientalismo. Quest’ultima, in particolare, emerge in maniera preponderante nei suoi primi lavori: la serie Conan il ragazzo del futuro (1978) e il lungometraggio Nausicaä della Valle del vento (1984). In entrambi viene raccontata l’esistenza dopo una guerra nucleare che ha annientato la civiltà come noi la conosciamo, portando l’umanità a un grado più primitivo; l’epoca passata (la nostra, per intenderci) viene vista con terrore perché quel progresso non aveva fatto altro che creare guerre, combattute con armi mostruose.

In Nausicaä la fine dell’epoca passata è raccontata quasi nella forma del mito, dei Sette giorni di Fuoco dove immensi automi biologici distrussero il mondo con armi termonucleari e lo resero una landa desolata. Un ecosistema velenoso, la Giungla Tossica, si spande a vista d’occhio, fagocitando qualsiasi cosa. In essa vivono insetti antidiluviani, come i Mostri-Tarli, grandi come montagne. Solo alcune valli, sottovento rispetto alle spore velenose della Giungla, come la Valle del Vento, mantengono un ambiente incontaminato: questa è casa della principessa Nausicaä, che riesce a cavalcare il vento e vive in simbiosi con la Natura che la circonda. Grazie a questo dono riesce persino a domare le creature della Giungla Tossica, che esplora di continuo.

Nausicaä, cerca di capire la vera essenza della Giungla Tossica. Al contrario di chi ritiene che la Giungla vada distrutta e bruciata, Nausicaä comprende che è possibile convivere con essa e che le piante sono rese velenose dall’inquinamento lasciato dall’uomo secoli prima. Infatti, nelle sue esplorazioni, raccoglie spore che coltiva in un laboratorio segreto, nel quale l’acqua proveniente dal sottosuolo è pura. Le piante, di conseguenza, sono completamente innocue.

Nausicaa 2

In una sua intervista Miyazaki ha dichiarato: «quando ci accorgiamo che anche vivere in modo rispettoso distrugge la natura, non sappiamo che fare. […] credo che se non ci mettiamo nella posizione di non sapere cosa fare e partire da lì, non possiamo risolvere i problemi ambientali o i problemi che coinvolgono la natura». Prima comprendere davvero il problema, poi incominciare da ciò che non si ha, ossia una risposta pronta: questo è il suggerimento che il regista dà nei suoi lavori perché l’uomo possa convivere pacificamente con la Natura e non solo “rispettarla” a parole. Nausicaä è il primo tassello, in Miyazaki, di un cinema del Rispetto, non dovuto, ma ragionato, ottenuto con lo sforzo e il sacrificio. Un tassello che verrà riproposto dal 5 al 7 di ottobre nelle sale italiane con un nuovo doppiaggio: quest’ultimo non ostacolerà affatto il messaggio, che è quello che conta di più.

Scheda del film

  • Titolo originale: 風の谷のナウシカ (Kaze no tani no Naushika)
  • Regia e soggetto: Hayao Miyazaki (manga omonimo)
  • Sceneggiatura: Hayao Miyazaki, Kazunori Ito
  • Art Director e Animazione: Mitsuki Nakamura, Kazuo Komatsubara
  • Doppiatori originali: Sumi Shimamoto (Nausicaä), Gorō Naya (Lord Yupa), Ichirō Nagai (Mito), Kōhei Miyauchi (Goru), Jōji Yanami (Gikkuri)
  • Origine: Giappone, 1984
  • Temi: CINEMA, NATURA, DISASTRI AMBIENTALI, FORESTE, ANIMALI, NUCLEARE

Il regista

Hayao MiyazakiHayao Miyazaki nasce a Tokyo nel 1941 in piena epoca Shōwa (1926-1989) il periodo di maggiore sviluppo economico e politico del Giappone. Corrisponde altresì con una massiccia distruzione della Natura in nome del progresso: il periodo del nazionalismo che porterà alle carneficine della Seconda Guerra Mondiale. Una critica forte contro il militarismo (visto come qualcosa di ottuso e insensato) e il rispetto per l’ambiente saranno tematiche forti nei suoi film. Da sempre appassionato di animazione e disegno, Hayao diventa disegnatore per una delle principali case produttrici giapponesi, la Toei nel 1963. Dal 1971 al 1979 realizza numerosi cartoon famosi anche in occidente (Lupin III e Heidi). Esordisce nel lungometraggio nel 1979 con Lupin III e il Castello di Cagliostro. Dopo il successo, nel 1984 di Nausicaä della Valle del vento, fonda lo Studio Ghibli che produrrà tutti i suoi film, riscuotendo consensi: Principessa Mononoke (1997) sarà l’incasso più alto della storia del cinema giapponese; nel 2001 vince, con La città incantata, l’Oscar per miglior film d’animazione; ha presentato numerosi suoi lavori alla Mostra del Cinema di Venezia (Il castello errante di Howl, 2004; Ponyo sulla scogliera, 2008; Si alza il vento, 2013) che lo ha insignito, nel 2005, del Leone d’Oro alla Carriera. Nel 2013 annuncia il suo ritiro dalle attività cinematografiche. Nel 2014 viene insignito dell’Oscar alla Carriera.

 Trailer (1984)

 

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Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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