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Food is free, il cibo può essere gratis?

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Food is free, il cibo può essere gratis? ultima modifica: 2015-09-18T08:00:45+00:00 da Cristina Delbuono
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Food is free è un progetto sociale. Nasce dall’idea di un giovane texano, John Edwards VanDeusen, convinto che sia necessario per migliorare il mondo partire da casa propria, in senso stretto. Il concept è la condivisione del cibo attraverso la libera fruizione dei prodotti dell’orto domestico.

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Le case dei sobborghi americani, che tanto ci sono familiari dalle serie tv, hanno un giardino sul retro, back yard, accessibile solo passando dalla casa e uno davanti.  Il front yard  di solito è un prato senza senza nessuno steccato che lo separi dalla strada. Questa’area secondo gli ideatori di Food is free è il luogo ideale dove creare piccoli fazzoletti-orto che consentano al vicinato di approvvigionarsi liberamente e in forma assolutamente gratuita dei prodotti della terra. A tre mesi dalla creazione del primo orticello quasi tutto il quartiere ne aveva uno e gli scambi alimentari proliferavano, ma non solo!

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Inevitabilmente i vicini di casa hanno serrato i rapporti personali con il pretesto di scambiarsi consigli sull’orticoltura. Le comunità si sono scoperte solidali e disponibili. Il progetto ha avuto un’eco locale, ma attraverso il tam-tam dei social network ha raggiunto i quattro angoli degli USA. Esistono linee guida per esportare Food is free nella propria comunità. In realtà è tutto molto semplice, si crea un’area orto con materiali riciclati (vecchie cassette, pallet, secchi… ), si diffonde la notizia attraverso l’hastag #foodisfree, si mette un cartello davanti casa per darne notizia al vicinato, per coinvolgerlo poi in ogni fase: dalla semina alla raccolta, il resto verrà da sè. Se si avessero difficoltà, sul territorio si sono formati gruppi di volontari disposti a dare una mano nelle varie fasi.

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Dai racconti si apprende che le prime volte le persone erano un po’ in imbarazzo a raccogliere verdure a casa dei vicini, ma la diffusione degli orti ha reso gli scambi fitti e assolutamente “naturali”. L’offerta in  alcuni casi si è allargata a uova,  frutti e verdura già colti e lasciati a disposizione in cassette. L’attenzione al cibo, al proprio quartiere ed ai vicini migliora la qualità della vita e offre possibilità insperate, sono nati nei front yard nuovi rapporti di lavoro e anche nuove famiglie!

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Esportare il progetto in Italia è possibile? Certo l’urbanistica non aiuta, da noi i sobborghi fatti da villette praticamente non esistono, ma molto si può fare anche in poco spazio. Offrire ai vicini erbe aromatiche coltivate sul balcone, ma soprattutto essere propositivi e coinvolgenti. Se gli altri condomini sono d’accordo si possono occupare aree comuni con piccole coltivazioni, anche in vaso. I più fortunati potrebbero inserire nel giardino comune qualche albero da frutto. Passare dalla lettura della targhetta sulla portata dell’ascensore alle chiacchiere rilassate in terrazza mentre si annaffia la lattuga non ha paragone, anche in pieno centro città.

Food is free, il cibo può essere gratis? ultima modifica: 2015-09-18T08:00:45+00:00 da Cristina Delbuono
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Agronomo, progettista ambientale, neofita del knitting, appassionata di usi alternativi del verde e blogger – vive in campagna conservando uno spirito spietatamente metropolitano.

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