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I cambiamenti climatici colpiscono città, agricoltura e salute

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I cambiamenti climatici colpiscono città, agricoltura e salute ultima modifica: 2015-09-04T08:00:11+00:00 da Silvia Faletto
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Per quanto a volte possa sembrare lontano dalla vita quotidiana delle società umane, il clima ha sempre influenzato la storia e l’evoluzione della nostra specie, e il cambiamento climatico in atto nella nostra epoca non fa eccezione.

Non sono solo le calotte artiche e antartiche a subire gli effetti del global warming, con un assottigliamento annuale senza precedenti nella storia dell’uomo: anche i paesi fertili e temperati delle sponde mediterranee vedono modificare sempre di più il loro clima, con conseguenze dirette sulle città, sull’agricoltura e, infine, sulla salute umana. 

uomo e cambiamenti climatici

Gli eventi estremi di questi caldi  mesi estivi hanno messo in evidenza come il clima si stia tropicalizzando. Infatti, Il mese di luglio è stato caratterizzato dalle temperature più alte di sempre, come affermato dall’ esperto del CNR Michele BrunettiLe temperature sono state di 3,6°C superiori alla media. L’ondata di caldo record registrata a luglio 2015 in Italia è stata più intensa di quella datata luglio 2003, con temperature superiori di 1°C rispetto ai +2,6°C rilevati nell’estate di 12 anni fa ”.

Inoltre, eventi violenti ed improvvisi hanno portato a subire numerosi danni in varie località italiane: l’ultimo registrato è l’allagamento di Pisa, con 11 km di territorio sott’acqua ed ingenti danni a mobilità e servizi. Nessun morto registrato, per fortuna, ma si sono riempiti d’acqua anche alcuni reparti dell’ospedale cittadino, e la linea ferroviaria verso Firenze (molto frequentata in ogni stagione) è andata completamente in tilt, con disagi che si sono diffusi a macchia d’olio su tutto il traffico italiano.

binari pisa allagati

Per far fronte ai numerosi danni e disagi la Regione Toscana ha proclamato lo stato d’emergenza regionale e,  per affrontare il caldo anomalo di luglio e agosto, il Ministero della Salute ha dovuto attivare un numero verde apposito per rispondere alle emergenze legate alle temperature anomale: il 1500.

Il global warming porta a conseguenze nefaste anche in agricoltura e, quindi, sull’alimentazione: secondo il V rapporto IPCC (Intergovernamental Panel of Climate Change), pubblicato ad aprile 2014, i cereali maggiori, essenziali per l’alimentazione umana e degli animali da allevamento, già scarsi nel mediterraneo – solo il 12% della produzione mondiale – a causa dei cambiamenti climatici diminuiscono la loro resa delle colture del 2% ogni 10 anni.

Inoltre, gli eventi climatici estremi rendono le colture più vulnerabili a parassiti e funghi: in Veneto, il mais comunemente utilizzato come mangime per le vacche da latte, durante le estati molto secche viene attaccato dalle aflatossine del fungo Aspergillus Flavus, e diventa inutilizzabile.

aspergillus flavus

In più, i cambiamenti climatici starebbero influendo anche sul valore nutrizionale di cereali e foraggi: le piante assorbono dal suolo i sali minerali necessari per la sintesi di sostanze nutritive e quindi, a parità di raccolto un terreno impoverito offrirà alimenti meno nutrienti

Non sono solo i problemi alimentari a dover destare la nostra preoccupazione: il cambiamento climatico sta rendendo sempre più difficoltoso respirare. Secondo la SIAAIC (Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica), infatti, “Un cambio di mezzo grado di più della temperatura fa aumentare da 10 a 100 volte la quantità dei pollini nell’aria. Di conseguenza aumentano da 10 a 100 volte le persone che soffrono di allergie durante la primavera”.

allergeni

Sempre secondo la SIAAIC, “La rinite allergica colpisce un adulto su cinque, e un bambino su quattro”, spiega il suo presidente uscente Massimo Triggiani, docente di allergologia e immunologia clinica presso l’università di Salerno,“Ma il trend tende ad aumentare: entro il 2020 colpirà il 50% dei più piccoli”.

Danni alle città, problemi alimentari, deficit respiratori. Il global warming non riguarda solo le calotte polari: è in gioco la salute di ognuno di noi, specialmente dei nostri figli.

In tal senso, l’impegno non può gravare esclusivamente sulle spalle dei governanti: ogni cittadino deve prendere in carico la propria salute e quella della sua famiglia, cercando di limitare la sua impronta ecologica nella vita quotidiana di ogni giorno, puntando altresì sulla formazione alle generazioni future, già fortemente interessate dalle conseguenze dei cambiamenti climatici dovuti alle scelte di sviluppo disinteressato di quelle precedenti.

Si può iniziare scoprendo la nostra storia, illustrata nel libro storia culturale del clima(ed.Bollati Borlighieri, 2013), che si propone di illustrare sinteticamente come la nostra società sia stata inevitabilmente influenzata nella sua evoluzione dal clima in cui si trova a vivere. Un clima che, adesso, si sta evolvendo pericolosamente, ancora una volta a causa dell’impatto antropico. 

I cambiamenti climatici colpiscono città, agricoltura e salute ultima modifica: 2015-09-04T08:00:11+00:00 da Silvia Faletto
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I cambiamenti climatici colpiscono città, agricoltura e salute ultima modifica: 2015-09-04T08:00:11+00:00 da Silvia Faletto

25 anni, vive a Torino, dove studia geografia e lavora presso la scuola del Cottolengo con bambini meno fortunati di lei. Orgogliosamente eporediese (abitante di Ivrea, per i neofiti), la battaglia delle arance è un nervo scoperto del suo carattere: a coloro che la definiscono "poco ecologista" è in grado di rispondere argomentando il contrario! Ama andare in montagna, nuotare, viaggiare, conoscere ed aiutare gli altri. Curiosa ed attenta al mondo, odia i pregiudizi ed il "è impossibile!". Ritiene che l'esperienza e il confronto siano il fondamento della civiltà e della cultura, e per questo... Fa molti errori. Ama scrivere, sorridere e prova ogni giorno a lasciare il mondo un po' migliore di come l'ha trovato. Oltre a lavorare a scuola e studiare all'università, parla 4 lingue ed è un' europrogettista. Ultimamente si sta appassionando alla fotografia. Il suo motto? "la geografia salverà il mondo!".

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