Payada Pa’ Satan & The Age of Rust – L’uomo contro la macchina, la natura contro la tecnologia

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Payada Pa’ Satan & The Age of Rust – L’uomo contro la macchina, la natura contro la tecnologia ultima modifica: 2015-08-23T08:41:04+00:00 da Emanuel Trotto
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Il poeta Allen Ginsberg, nel 1956, urlava che il grattacielo era il nuovo Moloch, l’antica divinità cannibale (in nuove vesti) che ha mangiato l’uomo e gli ha distrutto, nella mente e nel cuore, la coscienza di essere uomini. Cinquantanove anni dopo l’uomo ha dimenticato, ancora più di prima, cosa significa essere quello che si è: una serie di fili della tela naturale che, armatisi di un paio di forbici, cercano di tagliare e piegare tutti gli altri fili. Forbici che si concretizzano in ruspe, scavatori, gru. Mostri di lamiera che hanno contribuito a distruggere l’ambiente naturale, a renderlo una servile macchina per nutrire la specie umana. Quelle macchine sono i nuovi Moloch, mostri asserviti alla distruzione.

Così vengono intesi questi macchinari attraverso la visione di un paio di cortometraggi che raccontano e fanno molto riflettere sul rapporto fra uomo e macchina, fra Natura e Meccanica: Payada Pa’ Satan (2013) di Antonio e Carlos Balseiro, proiettato nella sezione cortometraggi durante il 17mo Festival CinemAmbiente; The Age of Rust (2014) di Francesco Aber e Alessandro Mattei, passato nel corso del 14mo Piemonte Movie.

Age of Rust Poster

In Payada Pa’ Satan si narra di un gaucho che, dopo una lunga giornata di lavoro, si rilassa con la sua sposa a bere mate e a suonare la chitarra. Vivono in un mondo sereno dove convivono pacificamente e in maniera idilliaca con la Natura. Ma un giorno la terra trema, gli animali muoiono, l’ambiente si sta desertificando, gli uomini hanno messo posti di blocco dovunque. Dopo aver perso tutto il protagonista, armato di fucile, riesce a superare le recinzioni, e a raggiungere l’origine dell’annientamento di tutto ciò che conosceva ed amava. Si erge di fronte a lui, alta, mostruosa, con fari che somigliano a occhi infiammati, una gigantesca scavatrice, che lo sovrasta e lo schiaccia.

La macchina, in Age of Rust, è un mostro preistorico, il “Petramosaurus Cavator“, dall’aspetto primordiale, dal ruggito che fa tremare le vallate Alpine dove oramai si è insediato. Questi vive, combatte per la propria sopravvivenza, procrea, si nutre della pietra delle montagne. I petramosauri dominano, avanzano e si aggirano sovrani: gli altri animali, che siano timide marmotte, o branchi di lupi, fuggono a solo sentire i loro grugnire echeggiare, i loro cingoli perennemente oliati e senza ruggine, avanzare. Mastodontici non hanno nemici naturali, eccetto uno, l’uomo, che sta distruggendo il loro habitat naturale.

Age of Rust Picture

Attraverso la ballata epica e l’animazione con pupazzi (Payada), oppure attraverso un finto documentario naturalistico con una Computer Grafica ad altissima verosimiglianza (Age of Rust) non si fa che raccontare la medesima storia. L’uomo, il grande burattinaio, ha creato dei mostri che oramai sono diventati così parte integrante del mondo, da salire al vertice di un ecosistema sballato, o arrivano ad assumere i tratti mitici di un racconto popolare. La Natura vera e incontaminata è soltanto una favola da raccontare (la voce narrante di Payada, a un certo punto, dice: “Io non mento”), o un paesaggio da cartolina stereotipato. La Natura non ha più nulla di vero. L’immagine, e l’immaginario l’ha inghiottita in un sol boccone: la deforestazione (che è il sottotesto di Payada) e lo sbriciolamento delle montagne per creare metalli e cemento (Age of Rust) sono echi lontani, fagocitati dalla metafora.

L’uomo non fa altro che uccidere ciò che ha attorno, scava e tritura la sua stessa carne. Lo fa allontanando da sé i cingolati che lo aiutano in questa impresa, trasformandoli nell’emblema del Maligno, oppure in una creatura antidiluviana in via d’estinzione. Come a dimenticare, a discolparsi. Ma chi è il vero mostro?

 Schede cortometraggi

  • Titolo originale: Payada Pa’ Satan
  • Regia, soggetto, sceneggiatura: Antonio&Carlos Balseiro
  • Animazione: Juan Elizalde, Natalia Aguilar, Andres Martin, Juan Danna
  • Origine: Argentina, 2013
  • Titolo originale: The Age of Rust
  • Regia, soggetto, sceneggiatura: Francesco Aber, Alessandro Mattei
  • Animazione: Francesco Aber, Alessandro Mattei
  • Origine: Italia, 2014

Temi: CINEMA, NATURA, ANIMALI, DEFORESTAZIONE

Trailer

 

The Age of Rust

 

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Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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