The Bay: più vero del vero

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The Bay: più vero del vero ultima modifica: 2015-07-12T08:30:17+00:00 da Emanuel Trotto
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Il fatto

Una moria di pesci e di uccelli sta colpendo numerose zone marittime. Una coppia di oceanografi viene ritrovata senza vita e dilaniata in una baia del Maryland, uccisi dagli squali. Questo è quello che hanno fatto credere i media su una realtà molto più agghiacciante, che ha le sue origini in una piccola cittadina marittima del Maryland, Claridge. Donna, una giovane testimone di fatti atroci, decide di raccontare come si sono svolti, per davvero…

The Bay-Isopodo
The Bay-Isopodo

Il commento

“Sembra ritoccata con Photoshop!”. Così commenta un incredulo dipendente del Centro Malattie Infettive (Central Disease Control and Prevention) quando viene mostrata su un maxi-schermo la foto di una Cymothoa exigua (più comunemente nota come pulce di mare) delle dimensioni di oltre due metri che è stata ripescata mentre cercava di scavare lo scafo di un sottomarino. Occorre però andare con ordine.

Tutto comincia fra il 4 e il 5 luglio del 2009 nella cittadina di Claridge, Maryland. Le celebrazioni della festa dell’Indipendenza vengono interrotte dallo scoppio di una epidemia che colpisce tutta la popolazione. Il male si manifesta attraverso grosse vesciche in tutto il corpo. Il medico dell’ospedale locale, trovatosi da un istante all’altro la struttura pieno di malati i quali, nonostante le cure, non accennano a migliorare, contatta il Centro Malattie Infettive per ottenere delle delucidazioni. La situazione rapidamente precipita. All’epidemia seguono numerosi episodi di violenza, di omicidi e suicidi di massa in preda alla follia: testimone di tutto è la giovane Donna Thompson, studentessa in giornalismo al suo primo servizio. Con il suo cameraman filma tutto quello che accade prima, durante e dopo l’epidemia.

the bay donna

“Perché nessuno mi ha detto che portavo dei pantaloni troppo stretti?”. È tramite la voce di Donna – a commentare le immagini con una certa commozione – che lo spettatore viene a sapere come stanno realmente le cose: perché non è stata una misteriosa intossicazione, che ha ucciso la fauna marina in quei giorni, la vera tragedia che ha scosso Claridge. Non un tassello di un disastro ambientale collettivo, ma forse il suo principio agghiacciante. Quello che racconta Donna è qualcosa che i media non hanno mai raccontato mediante documenti filmati mai resi pubblici, anzi alcuni sono stati sequestrati perché non fosse possibile divulgarli, resi disponibili grazie ad un gruppo ambientalista. Donna parte dall’antefatto, da Claridge, cittadina che era stata da poco sotto i riflettori a causa dell‘inquinamento massiccio della baia adiacente causato dallo scarico di pollina di animali alimentati con mangimi pieni di steroidi (un blogger ambientalista che aveva denunciato il fatto fu messo a tacere e il suo sito immediatamente oscurato dopo la tragedia).  L’inquinamento ha provocato una vera e propria mutazione genetica in alcune specie marine, in particolare nelle pulci di mare che, da piccoli parassiti dei pesci, sono cresciute a dismisura, divenendo letali e divorando qualsiasi organismo vivente dall’interno, il quale ne ha assimilato le larve attraverso l’acqua. Un’acqua che le autorità locali hanno assicurato essere sicura perché filtrata regolarmente da un depuratore. Quello che sembrava una epidemia virale è soltanto, in realtà, la conclusione di un processo invasivo che porta l’infetto alla follia e alla morte.

the bay oceanografo

“Non so che ne pensate… ma secondo me questa è la migliore acqua che io abbia mai assaggiato!”. Barry Levinson, regista di cult movies (Good Morning Vietnam, 1987; Rain Man-L’uomo della pioggia, 1988) prende in mano tutti i media e i mezzi audiovisivi disponibili (da Skype, alle riprese analogiche, alle fotocamere dei cellulari) e racconta una tragedia prevedibile (l’inquinamento indiscriminato unito a una politica locale che guarda più al numero di voti che al benessere della popolazione, può causare dei danni irreparabili) ma dagli effetti imprevedibili, per non dire mostruosi. Il regista si affida alla moderna moda del mockumentary  per raccontare una esperienza reale, che supera il reale, diventando surreale e credibile nella sua mostruosità. Un finto documentario che parla di inquinamento, di ambiente, di corruzione politica, di salute. Un horror “realistico” che racconta una realtà non dissimile pure nel nostro paeseThe Bay lancia un messaggio pauroso ed inquietante, che mette in campo non fantasmi dell’inconscio o oscure presenze paranormali, ma mostri ed incubi veri che possono essere reali, devastanti e avere effetti imprevedibili, non “ritoccabili con Photoshop“. 

Il regista

Barry LevinsonBarry Levinson nasce il 6 aprile 1942 a Baltimora da una famiglia di Ebrei Russi. Studia all’Università di Washington per poi cominciare a lavorare a Los Angeles come drammaturgo per il teatro e la televisione. Esordisce come regista nel semi-autobiografico A cena con amici (1982) che vede nel cast un giovane Mickey Rourke. Da allora la sua carriera è costellata di film poi divenuti “cult” interpretati dai grandi di Hollywood: da Dustin Hoffman (Rain ManL’uomo della pioggia, 1988); a Robin Williams (Good Morning Vietnam, 1987; L’uomo dell’anno, 2006) a Robert De Niro (Sleepers, 1999). Dopo Disastro a Hollywood (2008) non gira per quattro anni un film per il cinema. Lo rifarà nel 2012 con The Bay, seguito da The Humbling (2014 presentato al Festival di Venezia) e, a fine 2015 con Rock the Casbah.

 Scheda del film

  • Titolo originale: The Bay
  • Regia: Barry Levinson
  • Sceneggiatura: Michael Wallach
  • Origine: USA, 2012
  • Interpreti: Kristen Connoly (Stephanie), Anthony Reynolds (Steve Slattery), Kether Donohue (Donna Thompson), Christopher Denhom (Sam), Tara Rolhemus (Denise Button).
  • Temi: CINEMA, ANIMALI, INQUINAMENTO, NATURA, DEGRADO AMBIENTALE, ALLEVAMENTO.

Clip del film

 

The Bay: più vero del vero ultima modifica: 2015-07-12T08:30:17+00:00 da Emanuel Trotto
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The Bay: più vero del vero ultima modifica: 2015-07-12T08:30:17+00:00 da Emanuel Trotto

Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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