Tree Book Tree e Pequeño Editor: per fare un albero… ci vuole un libro!

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Tree Book Tree e Pequeño Editor: per fare un albero… ci vuole un libro! ultima modifica: 2015-06-15T08:00:04+00:00 da Valentina Tibaldi
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Prepariamoci a stravolgere una fra le nostre convinzioni più radicate. O meglio, ad arricchirla di un passaggio capace di modificarne completamente significato ed effetti: per fare un libro ci vuole carta ricavata dagli alberi. Questo resta vero, ma una casa editrice argentina ha trovato il modo di confezionare libri che, una volta ultimata la lettura, possono essere seminati e dare origine a loro volta a nuovi alberi, restituendo alla natura quanto le è stato sottratto in fase di produzione.

trees and books

Pequeño Editor è la realtà editoriale artefice di questa sorta di piccolo miracolo. Propone un libro per bambini di 8-12 anni, interamente fatto a mano, con carta completamente atossica, con materiali e inchiostro biodegradabili, che contiene al suo interno semi di iacaranda, un albero ad alto fusto dagli splendidi fiori lilla.

Jacaranda

La scelta della specie ha risposto a un duplice intento: da un lato, la volontà di lavorare con una pianta autoctona, dall’altro, la necessità che i semi fossero abbastanza piccoli da poter essere aggiunti alla pasta della carta senza che fossero irrimediabilmente danneggiati nel processo di stampa. Il risultato è un libro che contiene l’embrione di una nuova vita e che può essere piantato direttamente nel terreno a una profondità moderata.semina

Un albero da un libro, un bosco da un bosco, in un gioco di rimandi presenti sin dal titolo dell’opera scelta: “Mi Papà estuvo en la selva” (“Mio papà è andato nel bosco”) di Anne Decis e Gusti narra, attraverso la voce ingenua e umoristica di un bambino, le vicende illustrate di un viaggio nella Foresta Amazzonica. Pubblicato dalla stessa casa editrice nel 2008, lo stesso si trova già nella sua versione tradizionale nelle librerie di tutta l’Argentina.

vetrina con libro

Ma questa è tutta un’altra, meravigliosa storia, questa volta c’è di più. Rivela Raquel Franco, direttore editoriale e responsabile dell’iniziativa, che il tentativo è stato di anteporre l’aspetto educativo a quello commerciale, creando “un libro che non fosse messo sul mercato [vista l’artigianalità del prodotto e la cura nel selezionare materiali certificati e completamente detox, il libro ha costi troppo elevati per essere al momento messo in vendita, NdR], ma avesse un messaggio e un senso potente e universale, e che fosse capace di generare azioni al di là di se stesso”.

libro seminato

E in effetti il libro-albero parla a quel potenziale pubblico che, dotato di una spiccata sensibilità ambientale, possa concepire l’idea di rinunciare al possesso dell’oggetto in sé per lasciarlo letteralmente germogliare e trasformarsi in qualcosa di vivo. Meno convenzionale, meno catalogabile o facile da esporre in libreria, certo, ma con un innegabile valore aggiunto. Un’azione editoriale fuori dagli schemi che, complice la campagna “Tree Book Tree” completa di video evocativo ed esplicativo, mira a generare lettori muniti di una solida coscienza ambientale, che colgano l’occasione per interrogarsi sull’impatto che gli oggetti quotidiani hanno sull’ambiente, e di quali comportamenti possiamo utilizzare per contrastarlo.

Un inizio ad effetto per una bella favola ambientale, naturalmente con morale.

 

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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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