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Imparare i vecchi mestieri e ad aggiustare da soli la casa: un’ intervista che parla d’amore

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Imparare i vecchi mestieri e ad aggiustare da soli la casa: un’ intervista che parla d’amore ultima modifica: 2015-05-26T08:00:40+00:00 da Federica Gemma
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Chi sa aggiustare una lampada rotta? Un rubinetto?

Io comune mortale queste cose non le so fare e, a meno che non si tratti di un professionista del settore, nemmeno la stragrande maggioranza dei miei coetanei.

Eppure mio nonno ha fatto per tutta la vita il falegname, e non c’era oggetto che non sapesse trasformare, piallare, incollare, rimettere in sesto. L’ultima, ma proprio l’ultima spiaggia era buttare.

Oggi la tendenza è completamente invertita, pochissime persone sanno ripararsi oggetti, posarsi da sole un pavimento, cercare di capire come funziona un condotto idraulico. Abbiamo perso nel tempo la manualità e anche chi ce la poteva insegnare.

Circondati da oggetti tecnologicamente avanzatissimi, che al primo problema buttiamo generando rifiuti altamente tossici e inquinanti.

Public radio.org
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E’ per tutti questi motivi che, quando scovo un calzolaio, mi soffermo a guardare l’arte di risuolare con pazienza vecchi stivali, mettere nuovi tacchi a scarpe consunte, sostituire cerniere di borse.

In qualche modo il far da sé, il recuperare, l’evitare di creare rifiuto mi affascina. Ma come potrebbe una come me -di scarsa manualità, e che non conosce la differenza tra chiave inglese e morsetto- riuscire a far da sé in casa?

aggiustacasa

Quando ho conosciuto Salvatore Albis, anima e cuore del progetto AGGIUSTA CASA,tutto mi è stato più chiaro: c’è speranza, anche per chi non sa far nulla di pratico!

Come è nata l’idea dell’Aggiusta casa?
E’ nata da un esigenza personale, avevo un periodo di vacanza, volevo fare un po’ di lavori in casa e volevo farli da solo, ho cercato di imparare quello che volevo ristrutturare e aggiustare. Ho cercato dei professionisti, dei muratori, degli elettricisti che mi spiegassero come si facevano i lavori in casa.
Mi sentivo bene, era una cosa che mi appagava e mi rendeva felice, oltre a risparmiare parecchi soldi.
Da lì ho pensato ” perché non portare queste conoscenze anche ad altre persone?” E da qui è iniziata l’esperienza dell’aggiusta casa, che è sempre in evoluzione.

Quanti siete?

Siamo in tre per ora, tutti con competenze diverse. C’è chi organizza i corsi, chi si occupa nella pratica della muratura, di rifare i pavimenti, di recuperare le porte e gli oggetti e chi si occupa della parte di garden design, spiegando gli usi e gli impieghi di tutte le piante presenti nei propri giardini.

Cosa insegnate?
Insegniamo attraverso i corsi a recuperare la manualità che avevano i nostri nonni e che oggi non si ha più. Quello che muove il nostro progetto è il “tramandare le competenze” e che la persona cresca, assieme all’amore per la sua casa. Una volta c’erano cure, attenzioni, piccoli gesti che facevano sì che la casa venisse amata e vissuta. I materiali di oggi sono magari diversi ma i valori sono sempre questi: amore, contributo e crescita.

E’ importante per te/voi la cultura del riuso?
Noi insegniamo anche a riparare un oggetto: sai costruire e sai anche aggiustare.
Il riuso nell’arredamento è un corso che vorremmo fare, sia da esterno che da interno riutilizzando ad esempio pallet e altri materiali

Dove vi possiamo trovare?

I nostri contatti sul sito e la pagina Fb rimandano ai nostri corsi, che sono itineranti e aperti a tutti. Per ora li stiamo facendo in Sardegna, ma tutte le città vanno benissimo. Ci spostiamo dove c’è la possibilità di fare corsi, dove c’è voglia di imparare nella pratica a recuperare sia la memoria dei vecchi mestieri sia la manualità attraverso gli oggetti.

Imparare i vecchi mestieri e ad aggiustare da soli la casa: un’ intervista che parla d’amore ultima modifica: 2015-05-26T08:00:40+00:00 da Federica Gemma
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Laureata in Scienze della comunicazione, con una specializzazione in sociologia ambientale, è curiosa di tutto e tutti. Tiene corsi, legge, scrive, comunica. Adora la cucina e vivere in modo sostenibile. Il suo motto è: "Ogni posto è buono per fare la raccolta differenziata, non ci sono scuse"

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