Addio materie scolastiche in Finlandia, benvenuta Educazione Ambientale in Italia: due novità a confronto

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Addio materie scolastiche in Finlandia, benvenuta Educazione Ambientale in Italia: due novità a confronto ultima modifica: 2015-05-22T08:00:04+00:00 da Elena Broggi
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Chi entrando in un bar non ha sentito parlare di scuola in questi giorni si ritenga una mosca bianca; sì perché il tema è caldo, anzi scottante in questo periodo storico nel nostro Paese, ma l’argomento valica i confini italiani e, seppur per altri motivi, tiene banco anche nei paesi del nord Europa. E più precisamente in Finlandia dove, è notizia di poche settimane fa, è in discussione una riforma scolastica che farà dire addio alle classiche materie d’insegnamento in favore di un approccio multidisciplinare ai problemi e alle tematiche che i ragazzi si troveranno ad affrontare sui banchi di scuola.

Una rivoluzione che farà abbandonare le rigide divisioni, niente più ore di matematica, scienze, storia e così via, ma libero spazio all’insegnamento a partire da un problema, da un argomento o perché no da una curiosità da soddisfare. Un approccio che permetterà all’insegnante di abbandonare la classica lezione frontale in favore di un’apertura alla discussione, all’indagine, alla scoperta e all’esperienza pratica e concreta. La trattazione di un grande tema sarà la base di partenza per un’educazione a 360 gradi, che coinvolga tutte le competenze e le conoscenze che ruotano intorno all’argomento.

Una bella rivoluzione che è già partita in via sperimentale alla Siltamaki primary school di Helsinki dove gli studenti affrontano con l’insegnante i diversi problemi con un approccio ben chiaro, quello del problem solving: si parte da un “fenomeno” da spiegare e lo si affronta ricorrendo al bisogno a una delle classiche discipline, che sia matematica, geografia o scienze poco importa, quello che conta è la trasmissione di conoscenze e l’esperienza pratica che porta i ragazzi alla comprensione del tema trattato.
Insomma un metodo che ben si conosce, soprattutto in alcuni settori lavorativi, ma che difficilmente varca la soglia delle scuole italiane.

Ma una riflessione viene spontanea: a inizio 2015 l’Italia dichiarava con fierezza di “aprire” le scuole a una nuova materia scolastica, l’educazione ambientale, che dall’anno scolastico 2015/2016 diventava obbligatoria in tutti gli istituti seppur senza che le venisse dedicata un’ora specifica. Si elogiava l’importanza di trattare una tematica così attuale, che rivestiva un ruolo centrale nell’educazione delle nuove generazioni e si chiedeva agli insegnanti di dedicarsi a questo insegnamento per il momento all’interno delle ore di ciascuna materia, in attesa che venissero istituite delle ore riservate.

Ma siamo certi che una tematica così vasta, così multidisciplinare, così fortemente legata alla realtà quotidiana possa essere “rinchiusa” dentro un’ora con tanto di campanella a scandirne l’inizio e la fine e un unico insegnante a trattare tutti i diversi temi che vengono classificati sotto il nome “educazione ambientale”? Non è che l’innovazione, la curiosità e l’apertura ad altri modelli educativi potrebbero spingerci a fare un passo in più verso il nuovo?

Forse un approccio più legato all’esperienza, alla pratica, al confronto e alla scoperta potrebbe essere sperimentato anche nel nostro Paese proprio per portare l’educazione ambientale nelle scuole.
Un progetto pilota che se ben concepito potrebbe portare a ben due rivoluzioni: l’educazione delle nuove generazioni a temi socialmente importanti come la tutela del territorio e della biodiversità, la gestione dei rifiuti, i cambiamenti climatici e gli stili di vita sostenibili e il riconoscimento di una nuova valida metodologia con cui fare davvero una Buona Scuola.

Addio materie scolastiche in Finlandia, benvenuta Educazione Ambientale in Italia: due novità a confronto ultima modifica: 2015-05-22T08:00:04+00:00 da Elena Broggi
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Biologa, educatrice ambientale ed attualmente educatrice prima infanzia, si specializza in Food and Green Education all'Alta Scuola per l'Ambiente. Nelle sue professioni, apparentemente con poco in comune tra loro, ha trovato il modo di unire le sue passioni più grandi: l'ambiente, l'infanzia e la sostenibilità. Di giorno educatrice al nido e di sera tiene corsi di autoproduzione di cosmesi. Vive in un paesino di campagna e nella sua testa il mondo perfetto è quello delle 3 C: consapevolezza, condivisione e comunicazione

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