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Babylone: la birra che salva il pane

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Babylone: la birra che salva il pane ultima modifica: 2015-04-01T08:00:15+00:00 da Veronica Ottria
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Beer project glass

Che cosa c’entra la birra con il pane?

Sì, è un ottimo accompagnamento ad un panino.  Sì, nell’impasto del pane può essere aggiunto il lievito di birra come agente lievitante. Ma, in questo caso, siamo totalmente fuori strada.

Qui si parla di pane avanzato, salvato dalla spazzatura e trasformato in…birra!

Proprio così, avete capito bene! Un’ottima idea di riciclo, oltre che di alimenti, anche di tradizioni.

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Pare infatti che già i babilonesi (parliamo di oltre 5000 anni fa) erano soliti produrre una bevanda alcolica molto simile alla nostra birra, partendo proprio dal pane in esubero. In Babilonia la produzione della birra era una vera e propria arte, regolamentata addirittura nel Codice di Hammurabi; non soltanto come per noi una bevanda piacevole per i momenti di svago, ma un vero e proprio elemento religioso e rituale.

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In Belgio, si sa, la tradizione della birra è patrimonio nazionale. Ed è proprio a Bruxelles, nella capitale, che è nata Babylone, la “birra di pane”.

Questa innovativa bevanda è nata dal Brussels Beer Project, un progetto di microbirrificio frutto di un’azione di crowdfunding, nato da due giovani estimatori e autoproduttori di birra, basato sui concetti di socialità, condivisione e partecipazione (ruolo centrale hanno ovviamente i social network). Il grande successo del progetto è dovuto sicuramente all’iniziativa #BeerForLife, che prometteva, ai suoi sostenitori, la fornitura a vita di una birra al mese.

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Babylone, il cui nome si rifà proprio alla tradizione della birra babilonese, è nata dal recupero di mezza tonnellata di pane rimasta invenduta in una catena di supermercati belga; da essa sono stati ricavati quattromila litri di birra. Praticamente: ad ogni bottiglia (33 cl) che ci scoliamo, stiamo salvando una fetta e mezza di pane dal cassonetto.

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Questo progetto è sostenibile a 360°, compreso il lato sociale: Brussels Beer Project collabora  infatti con un’associazione senza scopo di lucro che permette il reinserimento lavorativo di persone socialmente vulnerabili, le quali si occupano della raccolta del pane e della sua trasformazione in farina, la materia prima che servirà al processo fermentativo della birra. Babylone è un esempio funzionale – e funzionante – del modello di economia circolare, che trasforma il rifiuto di una fetta di mercato in risorsa per un’altra fetta di mercato.

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Un modo concreto, gioioso e creativo di lotta allo spreco alimentare, senza sacrifici ma pieno di sapore.

Chi è pronto a stappare? In alto i boccali, brindiamo a un altro mondo che forse è possibile, che parte dalle piccole cose e che, tutto sommato, ha voglia di alzare un po’ il gomito e prendersi un po’ più alla leggera.

Babylone: la birra che salva il pane ultima modifica: 2015-04-01T08:00:15+00:00 da Veronica Ottria
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Babylone: la birra che salva il pane ultima modifica: 2015-04-01T08:00:15+00:00 da Veronica Ottria

Laureata in Comunicazione, un Master in Comunicazione per la Sostenibilità, una dose infinita di dilemmi etici. Con i bambini piccolissimi ha trovato la sua dimensione: baby-sitter da sempre ed educatrice di prima infanzia da poco. Bacchettona della raccolta differenziata, fissata con la cosmesi naturale, attenta lettrice di etichette, esploratrice di erbe, vegetariana, legge molto, cucina e cuce ancora di più... Una donna all'antica, insomma! Ama soffermarsi sulle piccole cose, scoprire odori e gusti nuovi, i flashback improvvisi, le facce delle persone, i bambini e gli animali: quell'empatia che con loro è così naturale. Il mondo che vorrebbe... nella sua testa esiste già!

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