Atlante conflitti ambientali

Emergenze ambientali a portata di click: è online il primo atlante italiano dei conflitti ambientali

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Emergenze ambientali a portata di click: è online il primo atlante italiano dei conflitti ambientali ultima modifica: 2015-03-24T08:00:20+00:00 da Valeria Rocca
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Dal Vajont a Casale Monferrato, da Vado Ligure alla Val Susa, dalla Terra dei Fuochi ai poli industriali della Basilicata: sono soltanto alcune delle zone del Bel Paese protagoniste, loro malgrado, della cattiva, insensata e in sostanza assente politica ambientale nei territori italiani. A raccontarlo e documentarlo con accuratezza è l’Atlante italiano dei conflitti ambientali, la prima piattaforma web georeferenziata che raccoglie e classifica tutte le emergenze ambientali in Italia.

Atlante conflitti ambientali

Il progetto, voluto dal CDCA (Centro di Documentazione Conflitti Ambientali) in collaborazione con l’associazione A Sud, è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo di ricerca Ejolt con la collaborazione di dipartimenti universitari, ricercatori, giornalisti, attivisti e comitati territoriali.

L’obiettivo del progetto, in primo luogo, è quello di occuparsi di conflitti ambientali, facendo conoscere a più persone possibili le criticità del nostro paese ed evidenziando quali sono le conseguenze sulla collettività. In secondo luogo, vuole creare una rete virtuale di persone che si uniscano per difendere il territorio, la qualità della vita, il diritto alla salute e a un futuro sostenibile. Un networwork di persone che lotti contro le scelte scellerate della politica legate più al tornaconto economico di pochi che non al benessere collettivo e che condivida esperienze, iniziative e strategie per difendere il territorio e l’ambiente. In terzo luogo, l’atlante vuole evidenziare e dare spazio a tutti quei progetti di cittadinanza attiva sul territorio che ogni giorno, da anni, combattono per garantire un futuro migliore ai propri figli.

Centrale a carbone Torrevaldaliga Nord- Civitavecchia Foto di Giulia Morelli

Attualmente, a pochi giorni dal debutto online, nell’atlante sono consultabili ben 100 schede di aree che da anni presentano evidenti criticità ambientali. La consultazione dell’atlante è semplice e immediata. Le aree sono classificate secondo una legenda chiara e sintetica in cui il colore è l’elemento distintivo: giallo per l’energia nucleare, rosso per l’industria e la manifattura, azzurro per la gestione delle acque e così via. Inoltre, per ogni conflitto è stata redatta una scheda dettagliata ed esaustiva.

Ovviamente questo è solo l’inizio: l’atlante dei conflitti ambientali si propone di diventare strumento di mappatura partecipata. Ogni utente (singolo cittadino o associazione) potrà contribuire a mappare i conflitti ambientali in Italia, registrandosi sul sito e fornendo nuove informazioni che arricchiranno la documentazione sui conflitti ambientali da nord a sud dello Stivale.

Terra dei fuochi  Foto di mauro-pagnano
Terra dei fuochi Foto di mauro-pagnano

L’atlante, quindi, si pone come uno strumento che potrà accrescere la conoscenza, svegliare le coscienze e combattere l’ingiustizia ambientale e, soprattutto, diffondere una nuova educazione dove il rispetto dell’ambiente, un’equa distribuzione delle risorse e il vivere in modo sostenibile non siano un’utopia, ma una realtà certa.

E se la situazione italiana vi sembra limitata, potete anche consultare l’atlante globale EJ Atlas, dove sono mappati tutti i conflitti ambientali del pianeta Terra.

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