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The Repairman: intervista a Paolo Giangrasso co-produttore del film

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The Repairman: intervista a Paolo Giangrasso co-produttore del film ultima modifica: 2015-03-01T08:30:28+00:00 da Sara Merlino
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“The repairman”,  il film di cui tutti abbiamo sentito parlare e che tutti non vediamo l’ora di vedere. Un film che ci sta particolarmente a cuore a partire dal titolo, perchè a noi chi ripara le cose, naturalmente, piace moltissimo.

Abbiamo intervistato uno dei due produttori del film, Paolo Giangrasso che, insieme a Filippo Margiaria, ha fondato nel 2011 la casa di produzione Aidìa Productions.

“Per capire e per fare abbiamo bisogno di parlare, ascoltare e guardare… e poi di raccontarci, e di raccontare” leggiamo sul sito della casa di produzione alla voce “chi siamo”.

Fabrizio - The Repairman

Il film è sostenuto da molte realtà interessanti tra le quali The restart project che, con i loro fantastici “Restart Parties“, hanno già accompagnato con successo alcune proiezioni del film.

Ma veniamo all’intervista che Paolo ha gentilmente concesso a eHabitat.

Paolo, il film è stato ambientato in Piemonte, tra Mondovì, Trinità, Barolo, La Morra. In una “zona di provincia” peraltro molto bella. Che ruolo ha dunque il territorio nel film? Ha un suo peso specifico?

La scelta della provincia piemontese come scenario delle vicende del film nasce da una commistione di fatti: in primis, il regista Paolo Mitton e il co-sceneggiatore Francesco Scarrone hanno scritto la sceneggiatura nel monregalese, dove Francesco vive. E’ stato dunque poi un fatto naturale trasportare la vicenda del film in quegli stessi scenari. Anche io e il mio socio Filippo Margiaria, contitolare con me di Aidìa Productions, siamo nati e cresciuti in provincia di Cuneo e quella famigliarità riscontrata nella sceneggiatura, quando scorrendola leggevamo i nomi di città come Alba o Carrù… beh, confesso che senz’altro ci ha spinti ulteriormente a credere nel progetto e a dargli forza. Ma al di là della bellezza e della nostra naturale vicinanza a questi luoghi, il dato significativo è che la nostra provincia, come tante ormai in Italia, ha fatto uno scatto verso una dimensione meno locale, diventando un motore economico, perdendo in certi frangenti quel senso di diversità e distanza da spazi maggiormente urbanizzati e caotici.
In secondo luogo, poi, raccontare un personaggio così lento e diverso come Scanio in un contesto di una grande metropoli lo avrebbe reso agli occhi dello spettatore una specie di finto alternativo, mentre una provincia seppur ruggente, gli ha conferito senza dubbio un’ ulteriore tacca di credibilità.

Rush-The Repairman

Scanio appunto, il protagonista: è un ragazzo quasi fuori dal tempo, un “anti-eroe” della storia. Ma con la sua spiccata personalità sta conquistando il pubblico. Potrebbe diventare un nuovo modello da seguire, con il suo stile di vita così diverso dal solito uomo vincente a tutti i costi?

Beh non è semplice abbandonarsi ad un secco “SI!”. E’ il protagonista di un film e come tale ha dei momenti come dire… da film! In generale però ci sono degli aspetti che mi piacerebbe venissero individuati come un nuovo modello “vincente”. Al datore di lavoro che lo cazzia per un ritardo risponde: “Se sono lento è perchè curo i dettagli”. Questo aspetto del suo carattere io personalmente lo trovo bellissimo: il prendersi il tempo di fare le cose come vanno fatte. Come un vero riparatore deve saper fare, Scanio si prende il tempo di fare una diagnosi del guasto per ripararlo al meglio, non roba da poco in un contesto sociale dove ciò che non va si butta, e in fretta per di più. Ovviamente il suo voler recuperare gli oggetti, riutilizzarli con altri scopi… anche questo mi piace molto e credo che sia arrivato il tempo di riscoprire e rivalorizzare questa attitudine.
In generale è un personaggio tenero, con delle grandi doti ma anche con delle grandi fragilità, uno che quando si rende conto di non capire più che strada percorrere ha il coraggio di chiedere a chi gli sta vicino “Ma secondo te, io sto male?”
Io credo ci voglia coraggio e consapevolezza per farlo.
Sono fiero di aver coprodotto la storia di Scanio, proprio perchè è così distante dai modelli offerti dalla modernità e dalla cinematografia contemporanea italiana.

Misurando - The Repairman

Il film è sostenuto e direttamente collegato al sito “Viva la reparacion“, un vero inno a uno stile di vita consapevole. Ma toglimi una curiosità, se possibile: quando è nato il film avevate già previsto questa sua identità ecologica e sostenibile, o è stata una diretta conseguenza del suo contenuto ad attirare questo interesse da parte di progetti come i “restart parties”, Legambiente, ecc?

Nessuna premeditazione, ma solo una serie di felici coincidenze: siamo venuti in contatto con il Restart Project, fondato da Ugo Vallauri e con i volontari Piemontesi abbiamo partecipato insieme al Festival Collisioni 2014. Approfondendo con loro il nostro rapporto abbiamo capito la grande attualità del tema. Era un qualcosa che si celava anche nelle righe della sceneggiatura e abbiamo deciso di puntarci. Abbiamo mostrato il film ai direttivi delle grandi associazioni che ci sostengono, e non ci hanno fatto mancare il loro supporto. Questa è stata senza dubbio la prima grande prova di forza dimostrata dal nostro Scanio. Il portale è in continuo movimento ed espansione e cerchiamo continuamente nuovi contenuti. Chi volesse collaborare con noi non deve far altro che scriverci nell’apposito form su www.vivalareparacion.it

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Grazie davvero a Paolo Giangrasso che ci ha permesso di conoscere meglio “il grande Scanio” e l’universo di The repairman.

eHabitat.it è felice di annunciare la nuova amicizia nata con vivalareparacion.it. Non potevamo non farci coinvolgere da un progetto così affascinante.

Non perdetevi il film nelle sale e seguite le vicende dei nostri sui social e sui siti dedicati!

The Repairman: intervista a Paolo Giangrasso co-produttore del film ultima modifica: 2015-03-01T08:30:28+00:00 da Sara Merlino
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The Repairman: intervista a Paolo Giangrasso co-produttore del film ultima modifica: 2015-03-01T08:30:28+00:00 da Sara Merlino

Nata a Bra (CN) e da circa 8 anni vive e lavora a Cherasco, piccola città medievale alle porte delle Langhe, con Francesco e tre gatti. Si occupa di cultura e organizzazione di eventi gestendo un piccolo spazio nato per promuovere l'arte contemporanea sul territorio. E' convinta che la creatività sia la risorsa più preziosa; crede nel rispetto per ogni essere vivente e per l’ambiente e si impegna a dimostrarlo anche nei piccoli gesti quotidiani.

2 Commenti

  1. Sono la persona che vi ha ammirato molto questa sera nella proiezione del film The Repairman ma si è’ permessa di fare un commento sulla traduzione di repairman con riparatore ( e mi scuso se sono stata poco fine) . Ho consultato il dizionario su internet e trad riparatore da italiano a inglese mi dice (come avevo pensato io) repairer e scrivendo repairman da inglese ad italiano mi dice riparatore ma usato in inglese americano mentre l inglese puro e’ repairer A parte questa mia precisazione il voto per il film e’ 10 Buona Notte. Marilena Fornengo

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