dionaea musci

La Dionea: un vegetale poco vegetariano

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La Dionea: un vegetale poco vegetariano ultima modifica: 2015-02-04T08:00:59+00:00 da Ivan Grasso
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Lo scorso 2 Febbraio 2015 è stato celebrato il 44° anniversario della convenzione di Ramsar, un atto firmato nel 1971 da un gruppo di paesi e da alcune istituzioni scientifiche che s’impegnavano a proteggere e salvaguardare tutte le zone umide di importanza internazionale, in collaborazione con l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e il Consiglio Internazionale per la Protezione degli Uccelli (ICBP). I siti Ramsar individuati in Italia sono attualmente 51 per una superficie totale di 60.052 ettari.

torbiera

E’ da considerarsi zona umida: «…le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri.» I siti che possiedono tali caratteristiche e che rivestono un’importanza internazionale soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, possono essere inclusi nella “lista delle zone umide di importanza internazionale” approvata dalla convenzione stessa.

Un atto con uno scopo decisamente importante per l’ambiente e la biodiversità. Capita spesso che all’interno di queste zone ci siano specie animali o vegetali rare ed endemiche quindi con un valore di biodiversità alto e quindi bisognoso di protezione. Ecco che le zone umide sono quindi piccoli ecosistemi in cui interagiscono specie particolari e di raro fascino, come spesso capita negli ambienti di torbiera. Oggi ne  approfitto, quindi, per parlarvi di una specie di pianta che si è altamente adattata a questo biosistema e che possiede un apparato particolare che usa per predare e nutrirsi di piccoli animali: la Dionea, pianta carnivora!

dionaea musci

La Dionaea muscipula, conosciuta anche con il nome di Venere Acchiappamosche è una pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Droseraceae. Il nome del genere deriva da Διοναια, epiteto di Afrodite, la dea greca della grazia e della bellezza. E’ una pianta perenne che proviene ed è originaria dell’America del nord, precisamente dalla Carolina del nord e Carolina del sud, che fiorisce tra maggio e giugno mentre d’inverno blocca la sua crescita rallentando le sue funzioni che riprenderanno soltanto con l’avvento della primavera.

Dionea_in_action

Possiede un meccanismo di predazione letale e pressoché infallibile, costituito su entrambe le pagine interne della “bocca dentata” di tre peli sensoriali: sono loro i campanelli d’allarme che fanno si che la tagliola si possa serrare velocemente sulla preda, intrappolandola. Una volta catturato l’insetto verrà digerito da particolari enzimi secreti dalla pianta per ricavarne tutti gli elementi energetici utili alla sua nutrizione. Le foglie rimarranno chiuse per tutta la durata della digestione e si apriranno solo quando questa sarà terminata (da dieci giorni fino a un mese).

La cosa interessante è che per permettere la chiusura della trappola l’ospite deve toccare almeno due dei tre “campanelli”, se questo non avviene la trappola non sprecherà energia inutile per chiudere le due pagine, attenderà un ulteriore stimolo.

dionea trappola

Questo ci fa capire come la pianta abbia sviluppato un sistema di memorizzazione efficace e perfetto, anche se gli studiosi non hanno ancora capito la natura e la sede di questo processo. Grazie a studi effettuati sugli individui sono riusciti a scoprire il tempo massimo di memorizzazione, entro il quale la Dionea risponde con la chiusura della trappola al secondo stimolo, il limite è di 30-40 secondi. Oltre questo tempo la pianta avrà dimenticato il primo stimolo e si dovrà ricominciare da capo.

Ricordiamo inoltre che le piante carnivore hanno sviluppato questo efficiente meccanismo perché crescono su terreni caratterizzati da una bassa fertilità e da un’alta acidità, solitamente costituito da un sottile strato torboso superficiale a cui sottostà un terreno per lo più minerale. Per questo integrano la propria dieta cacciando piccoli artropodi. Un’evoluzione e un adattamento speciale e comprensibile per poter conquistare ambienti insufficienti e ostili.

Più carne per le piante e meno per noi!

La Dionea: un vegetale poco vegetariano ultima modifica: 2015-02-04T08:00:59+00:00 da Ivan Grasso
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La Dionea: un vegetale poco vegetariano ultima modifica: 2015-02-04T08:00:59+00:00 da Ivan Grasso

Ivan grasso nato a Vercelli nel 1980 si è laureato in Scienze Naturali ed ha seguito svariati corsi di fotografia naturalistica e di disegno naturalistico. Ha conseguito il patentino da accompagnatore naturalistico nel 2006 e da allora collabora con cooperative e associazioni come accompagnatore naturalistico ed educatore ambientale. Si occupa di lotta biologica alle zanzare e insegna materie scientifiche nelle scuole. Ha partecipato a piccole mostre contest ed altre benefiche. "Nel tempo libero leggo, scrivo poesie, piccole sceneggiature, adoro il cinema, il fumetto e amo lavorare il legno in ogni sua forma, da qui la passione per la pirografia."

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